477 HDXXVIH, SETTEMBRE. 478 358 Stimarlo di una lettera dal campo, in el Barco di Pavia, particular, di domino Antonio da Castello, data a dì 11 Septenbrio 1528. Scrive, come 1’ era andato ad condurre 14 canoni grossi et monition qua a questa impresa de Pavia, de la quale Dio ci dia vittoria come spero. Damaliua li andaremo sotto con bona grafia del signor Dio con dilli canoni et 24 allri pezi più pi-zoli et di più sorte che haveamo in campo, el spero la pigleremo, benché se babbi esserli dentro cerca 1700 homeni. El conte Lodovico di Deigioioso se era parlilo da Milano per venirli con cerio numero di genie per la via de Biagrasso. Quando è sialo a Biagrasso ha facto certe factione, et lassalo lì alcune poche zenle, si è tornato in Milano. Sumario di una lettera di sier Tomà Moro proveditor generai, dal campo sotto Pavia, a dì 11 Septembrio, Jtore 6. Come, del soccorso de inimici altro non é successo. Bozi esso Provcdilor et il signor duca de Urbino andorono ad visitar monsignor di S. Polo, el ragionalo di le cose del regno. San Polo dimandò el parer del signor Duca. Sua Excellenlia disse era di bavere uno grosso exercito in queste parte di Lombardia el dar expedilion presta a la impresa de qui. Etiam era bono haver una bona lesta verso Fiorenza se li cesarei designasseno sopra, dicendo, se li cesarei volesseno venir verso Fiorenza, nui possamo esser p ù presto di loro al soccorso, el chi vinze di qua olien la imprsa etiam di là. El a questo agionse ledere di Modena el da Fiorenza, quale afermano lo campo regio in regno non esser rollo, ma ben haver palilo de perdila zcrca 800 fanti, et Pietro Navaro per certo disordine ; ma il resto cum una lesta esser in Aversa, el li signori fiorentini, inleso prima il romper del campo, havea reliralo il soccorso ; poi inleso non esser vero, lo haveano ilerum invialo. El vislo il tempo, lui Pro-35g» veditor, etiam l’oralor Coniarmi exorlono monsignor di San Polo, digandoli, quanto più le cose sono adverje lanlo più animosamente si voi proceder et serà più sua gloria et honor. Rispose sua excellenlia quasi piangendo : * Io son venuto in Italia o per farmi honor, o morir cum tulli li mei ; ina mi vedo impazalo. Vui diceti la Iluslrissima Signoria non esser per mancar a questa impresa, et mi ere-dea servir in ogni mio bisogno, ma vedo non alende a quello é ubligala. Non ho possulo esser servilo de 2000 scudi cum lo pegno in man ; nè ha ateso a dar li danari a li lanzinecb come l’è ubligala; nè vasladori, nè dinari a le genie. Io aspedo li danari di le mie gente qual sono in Aste, et larderanno 4, o 5 giorni, nè credo poterli condur a la impresa senza pagarli. El posilo che le cose del regno siano tutto sinistre, non se poi solnm dolersi di la fortuna adversa ». Et si voltò a l’oralor Coniarmi dicendo : « Più volle vi ho dimandalo li danari, et non fate provisione ». Tandem si aquielò, el fu dalo ordine per dimane far far gabioni, fassine, el diman da sera piantar l’arlelaria, el fu instalo esso Provedi-lor ad haver guastatori el dinari. Capitoli et conventione afirmati fra lo Ulti- 359 sfrissi ino signor Filiberto de Chialon principe di Orangie et capitanio generale de la Cesarea Maestà in Italia, pei' una parte ; et lo illustrissimo signor marchexe di Saìuzo capitanio generale del re Christia-nissimo, per l’altra parte. « In primis, è convenuto et concordalo, die il prefalo signor Marchexe debbia, subilo firmala la presente capilulalione, consigliar in polere de lo iliuslrissimo signor Principe, o di cui Sua Excelen* lia ordinarà, la città et castelo de Aversa die de presente tiene in nome del re Chrislianissimo, insieme con tutta l’arlegliaria, monilione, vicluaglie et altre robe exislenle in cpsa el in lo prefalo castelo. Item, è convenuto et concordato, clic il prefalo Marchexe, come capitanio generale ut supra el come persona signalata, et lo signor conte Guido Rangone come persona di auclorilà, restino presoni di lo prefato ¡lustrissimo signor Principe, a li quali Sua Excelenlia promette ogni bon Iradamento fin tanto che saranno in libertà, o per ordine de l’Imperatore nostro signore, o altramente. Item, è convenuto el concordalo, che li capilami et tutte le zente di guerra che sono in la ditta città, lanlo da piedi come liomini d’arme, arzieri, franchi arzieri, cavali lezieri tanlo laliani come francesi, lanzinechi, sguizari, el altri soldati di qual si voglia natione exislenle in dilla città al servilio regio, debbiano lassare el consigliare in poter del prefalo signor Principe lulle le bandiere, insegne et .... et anche tulle le arme, cavali el robe di qHal si voglia sorle el qualità siano, excepto però che il prefalo signor Principe si contenta che ludi