395 MDXXVIII, AGOSTO. 396 chiede, et aziò che in ogni tempo de tal danari possi esser visto il conto et administration. Et perchè se ritrovano alcuni danari da esser scossi de li tre soldi per ducalo che erano destinati alla suhvcntion delli poveri delli hospitali, sia preso che dicli danari al modo soprascripto siano scossi da esser spesi ut supra cuin il modo dechiarito per el viver delli serrati sopradicti : et tanto magis che tal denari sono messi in beneficio de poveri per le contrade iuxta la forma de la parte sopra ciò presa in questo Conseglio. Item, de comandamento di magnifici signori Provedadori sopra la Sanità, a tulli vui reverendi plebani che debiate publicar nelle giesie vostre apresso li altri ordini nostri nèlli superiori zorni ad vui dali, che niun sia de che condition esser so voglia non possino andar a visitar alcun amalado, ex-ceptuando medici, barbieri, slueri et confessori, padre, madre, fioli, fra del li, sorelle, el cugnadi, sotto quelle pene staluide per I* offieio nostro. Item, che siali ohligati ogni zorno a tutte le mosse el a li vesperi dir et far dir la oration de miser santo Ghristofulo, santo Sebastian et santo Rocho, aziò intercedano dal Onnipotente Idio sia liberato la città nostra da pestilenza. 298') Fu posto, per li Savii, mandar con il provedilor Viluri a monsignor dì Lulrech scudi 20 milia, et per pagar le nostre zenle è sotto Napoli ducati 10 milia, et per sovenzion di Parmada ducati 10 milia. El sier Gabriel Moro el cavalier andò in renga dicendo è pochi danari quelli si manda a l’armada, la qual è il fondamento di l’impresa el del nostro Stado, et si mandi più quantità perchè quella arma-da è minala et bisogna reviverla. Et li rispose ditto sier Borlolomio Zane,che per adesso si manda questi et si mandarà di altri. Dapoi parlò sier Alvise Mocenigo el cavalier, dicendo si voi mandar più numero perchè non bisogna aspelar lempo. Et sier Zuan Francesco Lippomano savio ai or-deni, messo si mandasse ducali 15 milia per sovenzion di P armada. Et sier Francesco Venier savio a lerraferma parloe, dicendo questi 5000 farà indusiar mandar via li altri et............. Andò le parte: 25 di Savii, il resto del Lippomano, et questa fu presa. Fu posto, per sier Zuan Sanudo, sier Alvise Ca- (1) La carta 297* è bianca. pello, sier Ilironimo Juslinian provedìlori sopra la Sanità, una parte. La copia è qui avanti. La quale fu presa. Ave: 136, 36, 3. Di Ravenna, di sier Alvise Foscari prove-ditor fo leto lettere di 20. Come, quelli fanti non è pagali, è zorni 80 non hanno haulo danari, et de lì non è il modo di haverli. Item, che a Cesena si faceva in castello preparation di cose da guerra et alcune cose, da passar fossi che si lien sia per venir a tuor Zervia. Quel governador di Cesena è andato a Bologna sotto specie di dir quel governador de lì non si governa ben ; altri dubita non sia andato per far fanti el venir a tuor Ravenna. Nolo. Li fo mandato danari da pagar li fanti è lì a Ravena et quelli sono a Zervia, ducali 2000. A dì 22. La malina, vene in Collegio P orator 298* di Mantoa pur per la trata di le biave voi, et allre particularità. Non fo lettere alcune, ma li Cai di X, sleteno longamenle in Collegio el fo tratato eerla materia. Domino Evanzelista Ciladino iiuntio del signor Theodoro Triulzi qual dovea dar li 15 milia ducati ad impresiedo, mette lempo in darli, dicendo è slà remessi a Lion el bisogna veder di reaverli ; quali si haverà fin . . . zorni. La terra heri di peste numero 16, et di altro mal..... Dapoi disnar fo Conscio di X con la Zonla, et fono credo su materia di Ravenna et Zervia per scriver in Pranza.’ Tamen veneno molto lardi et nulla volseno dir, et la sera fo scrito in Franza. Fu preso dar licentia a sier Marco Antonio Coniarmi Da la nata overo Di lapallà, Avogador di commi andava verso Brexa, qual è slà amalato, ch’el vengi a rcpalriar. In questo zorno in le do Quarantie, per il caso de sier Francesco di Garzoni parlò la malina sier Francesco di Garzoni in risposta di sier Zuan Dolili) avogador; et poi disnar parlò etiam il suo avo-chato sier Zuan Francesco Mocenigo. Et poi posto la parte di annullar quel suo credito eie. Ave: 31 non sincero, 8 di la parie, 17 di no. La seconda volta: 22 non sincere, 13 di la parie, 21 di no. La pendo. A dì 23, Domenega. Fo lettere di le poste di sier Thomà Moro proveditor zcneral da Do-vera vicino mia 3 a Lodi, di qua di Adda, a di 20, hore . . . Come erano zonli lì con lo exer-cito et paseriano a dì. . . Adda, ma bisogna se mandi danari per pagar le fanterie, che resta 7 compagnie. Etiam è venuto il lempo di cavalli.