321 MDXXVIU, LUGLIO. 322 do che vorano ancora 8 zorni almanco a metersi insieme. Questo illustrissimo Capitanio Zeneral si risente alquanto di una gamba, tamen dice non bavera male, et ogni hora che l’acadu il bisogno sarà prompto a ussir in campagna ; e con gran desiderio si aspetta danari da poter pagar le zente sì da pe’ come da cavallo. Scrive non poi mandar zente su la Geradada per disturbar inimici non togliano le vi-tuarie e il signor duca di Milano non vuol per niente asentir, imo è sta forza levar il signor Cesare Fre-goso che era in Pizigaton a instanti» di Sua Excel-lentia. 245 Da Brexa, di sier Zuan lerro capitanio, di 29. Come li inimici ogni zorno sminuiscono. Habbiamo hauto lettere hozi del magnifico missier Francesco Coniarmi el qual era stalo con monsignor di San Polo in Alexandria. Quelle cose sarano g.iiarle el fra 4 o 5 zorni secano tutte insieme etiam cum li sguizari che aspetano et le loro ar-lellarie che erano alquanto lardate ; sì che si pole sperar di brieve le cose succederano bene, non mancando el danaro a queste nostre zelile, quale sono quasi tulle in cavo di le lor page, et se non se li provede si poiria haver danno el vergona. Di Antonio da Castello, di Brexa, di 28, a sier Gregorio Pizamano. Nemici ha guasto il suo ponte che havevano sopra Adda, el sono retirali verso Marignano. Monsignor di San Polo se dice atende a far pagar le genie. La va lenta et mi penso che non saremo a li danni de nemici prima che mezo Avosto, se non si fa meglio di quello che io vedo. Da Bergamo, di sier Nicolò Salamon podestà, vidi lettere, di 28, qual dice cussi: Di la venula di francesi, referisse uno cavalaro del carissimo Podestà di Crema gionto a li 25 de lo istante, qualmente lo illustrissimo monsignor di San Polo a li 20 de l’instante era in Susa con tulle le sue geftte, el vene poi ad alogiare in quella sera a Mon-chalier. Et le gente d’arme marchiorno più avanti, et con la persona sua ha 80 signori el genlilhomeni, et il zorno seguente vene alogiar a Turino, el il zorno de la Madalena vene in Asie. Et in quello zorno comenzeleno a dar danari a li lanzinechi de la Banda negra, a li quali davano 3 page per homo, el sono al numero di 6000, el li venturieri sono 245* allietanti, quali erano marchiati più avanti a meza slrata tra Aste et Alexandria. El che le gente d’arme sono tulle in aslesana, et più che missier Lodo-vico Vislarino ha preso Tortona et Vogera, et la sua persona era in Tortona el voleva montar a ca-/ Diarii di M. Sanuto. — Tom. XLY1II. vallo per andar a relrovar monsignor dì San Polo in Aste, et iudica che Lunidì a la più longa debano marchiar di qua di Po. Referisse etiam, che le gente spagnole erano di là da Po tutti sono venuti di qua excepto il capitanio Ravagion, qual è in lo castello nominato Caxe cum zerca 200 fanti, et in la Slradella sono forse fanti 50. Et le gente erano in Piasenza sono sparse per le ville circumvicine per non haver dinari. Li nemici hanno levalo el ponte era sopra Adda, el comenzavano cargarlo sopra li carri per condurlo verso Milano, el già hanno condulto via pezi 11 de arleilaria di la più grossa hanno. Il marchese dal Guasto, Venere gion-se a Milano et non beri l’altro ritornò in campo cum el signor Antonio da Leva et il conto Ludovico Belzoioso; qual Marchese hcri da poi disnarc se partile per andar a imbarcarsi a Spezia per andar in Spagna. Vene in Collegio l’orator di Milan, solicilando la Signoria lo vogli servir il suo Duca di danari. Veneno li do oratori di Pranza, ai qual, per il Serenissimo, da poi ditoli alcuno parole, li disseno la deliheralion del Senato zerclia pagar li sguizari, comenzando al tempo si bavera. Dissello era raxon. Da poi disnar, fo Conseio di X con la Zonla in Collegio, intervenendo le cose di Cividal di Bellun, per la inimicilia è Ira.......... Di Fiorenza, fo lettere del Surian orator, 246 di 24............... A dì ultimo. La malina. Veneno in Collegio li 246* signori a la Juslitia vechia, dolendosi di la parte presa sopra le vicluario, clic li vien (olio il suo officio el loro P hanno hauto per deposito etc. Vene P orator di Ferara. Vene P orator di Manloa. Vene P oralor di Fiorenza, dicendo haver lettere di soi signori, di 24, che la cosa del Doria non è ancora ferma che ’I sia aconzo cori li imperiali. Itcm, mostrò una lettera di 11), del campo sotto Napoli, che P orator fiorentino li scrive con alcuni avisi che la Signoria non ha hauto; la copia di la qual lettera sarà qui avanti scritta. Poi parlò per la expedition di uno fiorentino, al qual per...... Fragasloro nostro stipendialo li lo lolti certi danari venendo lui di Franza eie. Da Brexa, di 29, di sier Zuan Ferro capitanio. Come inimici sono dove erano francesi. Sabato a la più longa si dieno partir di Alexandria per venir verso Piasenza, el sono fanti 10 miliu 21