233 UDXXVW, LUGLIO. 234 Di Bergamo di sier Zusfo Guoro capi tanfo, di 6, vidi lettere. Come inimici sono al solilo a Lodi, zoè lì apresso, nè fanno altro. Per altra via habbiamo, come il capilanio Degnem grison, qual era cum li lanzinech, era venuto a Mus, ma non se intendeva a che far, et che assai lanzinech andavano a casa, et dicevano che se el resto del campo havessono sapulo di haver sicuro pasagio, che sariano andati la mazor parie di loro a caxa. Si ha, in Lodi si sta di bona voglia, el se dice hanno da viver fino San Michiel et più. Dapoi disnar lo Conscio di X con Zonla. Fu preso alcune parte di vender certi oflìcii vachadi, quali si dieno far per Quaranlia, in Rialto al publico incanto, et li danari si Irazerà siano ubligali per salnitri : li qual son questi........ jgl» Fu preso dar Ire expelalive di........a Hironimo di Valle per 3 soi Boli et dà ducali . . Item, fono sopra li dazieri da Treviso del sai, li qual rechiedono........... Adì 11, la malina. Vene l’orator di Milan iuxla il solilo. . Da Crema, di sier Luca Loredan podestà et cnpitanio vidi lettere, di 8, hore 12. Scrive, heri sera ad hore 4 scrissi a la Signoria, al signor duca di Milano, et al signor duca di Urbino, per la presa fu fata di domino Rafael da Palazolo per li cavalli del conte di Caiaza solo Milan qual è slà con-dulo da Pizigalon de qui per hesser persona da conto. È sialo eomissario del re Chrislianissimo et del duca di Milano et al presente era cum Antonio da Leva. È slà esaminato, el da lui si ha substrato molle cose di qualche momento di guerra che non poss > altramente scriver, et si scrive in le publice. Ma hessendo questa notte li inimici venuti a corer con una grossa cavalcala et funlarie sopra questo territorio, et imboscali in uno loco chiamalo Cliief, villa del Cremasco, el de li hanno spinto avanti due bandiere de fanli con zercha 80 cavalli fino a Ca-vergnadega, et li imboschati haveario spinto 10 cavalli verso le (aiate per far la scoperta ; il che ha-vendo inleso il signor conle Alberto Scolto,spingessimo avanti 100 archibusieri de li nostri li quaii si trovavano di fora a la vardia de le sbare del bestiame, et contadini quali sono reduti qua alorno la terra. Et andando, li sopravenne zerca cavalli 25 del signor duca di Milan partiti da Roma-nengo, el se meseno insieme con li noslri archi- busieri, et alcuni de li noslri cavalli lizieri et deteno J28 dentro de li inimici, per modo che li hanno fracassali el laiali a pezi tanti che non ne sono scampali zerca 20 di loro. Tulio il resto di le fanlarie sono slà amazali, et presi 17 de loro con certi cavalli conduli di' qui. De li nostri è stà amazato solamente un conladino, el amazalo uno cavallo sotto al strenuo......homo d’arme de ..... . il che se ritrovò di fora alla scorta, el recuperalo li bestiami quali venivano condulti via da inimici, li qual sono tanto in limore et sono tanto da poco, che come sentono uno arcliobuso reslono come morti. Da Brexa• . .......... Da Udene. di sier Zuan Basadonna el dolor locotenente, manda una lettera hauta con nove. Copia di lettere del massaro et proveditori de la comunità di Gemono, di 5 Luio 1528 scrita al Locotenente. Magnifice et clarissime. Hozi è zonlo qui uno di noslri qual vieti da Vi-larho, a lo qual domandalo de cose nuove, dice hesser zonli lì in Vilaeho da 200 cavalli di zentilho-meni del paese et de loro fameglia, et che se aspetta ancora altri 500 el questo per far una certa dieta la qual la chiamano in todescho lentoch (?) ma non se intende in che materie. De la qual cossa parendome de qualche imporlantia, ne ha parso per debito nostro dar nolilia a la Signoria Vostra, el se altro più olirà intenderemo de imporlantia, faremo subilo intender a quella, a la qual eie. jg^* In questa malina, parlile de qui sier Marco Anicino Contarmi avogador di Comun, va in brexana per deliberation del Conscio di X con la Zonla per causa di le inonede forestiere spese, et menò con sé Piero Dandolo nodaro a I’ A vogaria, et andò con 22 carete a Trevixo, el Borlolomio Zamberli . . Dapoi disnar, non è slà falò Pregadi per non haver lettere del procuralor Pexaro zà 11 zorni di la morte certa del procuralor Pisani, per far in loco suo Savio del Conseio, clic a lutti par maraveie, il banco slà aperto, et il fio! et zeneri in caxa. El fo auilientia di la Signoria et vene queste ledere : Da Brexa, di sier Zuan L'ero capitario et il Froveditor zcneral Foscari, de 10, hore . . . Come erano venuti lì do Mesciti del campo inimico a parlar al signor duca di Urbino, dicendo s’il