217 MDXXVIII, LUGLIO. 218 haver più certi avisi che potrà de amici, inimici et neutrali, et non farà anchor poco effeto mostrando che sia bona unione fra la lega et il Papa, et de 11 solicitando monsignor illustrissimo di San Polo, re-ceverà gli avisi da sua signoria verso noi et da noi verso quela, facendo sempre intendere a l’uno i pareri de l’altro et i suoi insieme. Il venir del qual monsignor di San Polo, pare al prefalo signor Duca che debbia haver in sè quatro respetli, zioè venir con riputatione, presteza, comodità et sicurezza, et però pare ad esso signor Duca che non havendo gli nemici in quel tempo ponte sopra Po, che monsignor di San Polo debbia venire per la strada dritta de piasentina, preparandoli noi uno ponte per la nostra unione sopra Cremona in quel loco che se indicará più breve et più sicuro, et che nel medesimo tempo noi ci troviamo preparato negli Orzi il nostro ponte per Oglio, che sarà in loco sicuro et che’l nemico non potrà eonieclurare a qual strada il vogliamo metter; et che lassala quela banda de cavali et fanti che sarà conveniente verso Bergamo per secureza di quel loco et per far li altri effetti che se diranno appresso, tutto il resto de la fanta--ria se debba mettere unitamente in la riva d’Oglio, non si extendendo però più abasso che a Quinciano nè più sopra che agli Orzi, ove che (oltre) il resto di le provisione et guastatori si debba trovare ancho la artelaria. Il resto de la zenle d’arme tutta unita più che sia possibile mettere a le spale di questi fanti, et tutti li cavali lizieri, da quela banda in fori deputata a Pizig:itone, debbano aloggiare medeina mente su la riva d’Oglio, una parte da Quinzano in giù, et l’altra da gli Orzi in su. Et che il signor Ga-leazo Visconte, solicítalo che bavera monsignor di San Polo, fazi intendere a noi quando egli sarà circa Piasenza con lo exercito, aziò che ’I prefato signor Duca, con quela scorta che gli parerà neces- * saria et con diligenlia, lassalo questo exercilo in prompto per caminare al primo av.so ove gli sarà ordinato, possa partirse et andare et passar Po, dove li prefati monsignor di San Polo et signor Ga-leazo Visconte debbano in loco fra loro deputato ritrovarsi per esser insieme a parlamento, lassato prima ordine a quel exercilo che con diligenlia ca mini a la via già ditta. Et in dicto loco se habbia a consultare et risolvere cussi de la unione come anchor de li effecti da farsi con la unione ; il che se risolverà con brevissimo spazio, senza haver perso lempo ad alcun’altra cosa. Et presa questa risolu-tione, che monsignor di San Polo volti ad incontrare il suo exercito per condurlo dove sarà stalo determinalo, et esso signor Duca repassando subito Po, senza repassare più Oglio, avisi el signor Pro-vedilore che con l’exercilo di la Signoria Illustrissima passi et vadi a la via che fra lor secrelamente sarà stala determinala. Et non volendo in questo mezo il prefato signor Duca tacer il parer suo, per quanto si vede al presente circa il modo del proceder con la unione, reportandosi però sempre Sua Signoria di mutare et alterare secondo venissero lo occasione et necessitali, el anehora quelo che fusse meglio, dice che in caso che gli nemici bevessero buttalo il ponle sopra Po o lo bufassero in quel lempo che monsignor di San Polo fusse già aviato a la strada determinala come è dillo parergli, in tal caso che soa signoria, havendo di questo certezza per mezzo di bone spie et avisi, debba lassare la dilla strada et pigliar la volta più larga et più alla verso il monle, lassando Piasenza a man manca, el il signor Duca nel medesimo tempo far togliere il ponle di sopra Cremona faeen- ( G8 dolo scorrere a seconda el guidarlo circha Cremona dove fosse più sicuro per il ponle el per il passo del prefalo monsignor di San Polo, et quivi el signor Duca prefalo far unire questo exercito per soccorere el ricevere sua signoria secondo il bisogno. Et in caso che gli inimici passassero!! Po con il lor ponte, in questo caso venendo a restar securo et Lodi el lutto il resto del Stato de la Illustrissima Signoria et del signor duca di Milan, necessaria cosa sarebbe che, lassando di qua quela testa che paresse bisognasse a l’incontro di quela che nimici havessero lassala verso Milano, si passasse con lutto il resto et unis$esi con monsignor di San Polo, essendo però restata da la banda di Alexandria et Zenoa quela zelile che sia stata giudicata bastante per sicurezza di quei lochi et per socorer Fiorenza come già si è dillo. Et questo resto di la genie unita si debba movere presla o tarda secondo gli andamenti de nemici, essendo che sarà in loco di dove potrà esser a tempo ove bisognasse, maxime essendo per tutto principio di sigurezza. El in caso che gli nemici, venendo al loro ponle, passassero lutti di là lenendo a le spalle il ponle, o veramente il ponle in testa restando tutti di qua, overo parte di là et parte di qua havendo fortificato il ponle, in lai caso li protali monsignor di San Polo el signor Duca uniti con le forze unite, come si è ditto, debbano tenere il medesimo modo; il che potranno fare con più avanlsggio et maggior comodità che inimici, non possendo loro far questo senza bavere abbando-