333 MDXXVIII, AGOSTO, 334 Item, che siate obligato far intender nella chie-sia vostra che ninno se debi mutar di stantia senza il btillelin del officio nostro; et intendendo che alcuno fusse venuto nella vostra contrà, over fusse parlilo da quella senza tal bulletin, venirlo a denun-liar al officio. Item, che dobiate far intender nela giesia vostra, che tulli quelli della vostra contrada che se voranno partir da Venetia debino venir da voi a tor uno bulletin de sanità, con el qual ge possi esser facta la fede per 1’ officio nostro. Item, che dobbiate far intender a quelli della vostra contrà, che non se debbino acostar alle case serrale per tanto spatio quanto potesse passar una persona, et è solto tutte le pene che a noi ne pareranno a tal inobedienli convenir ; et quelli che li vedesseno, et non li manifeslasseno al officio, cazino a tulle le pene nelle qual incorrer polesseno quelli tal inobedienli. El qual ordine per noi ut supra datovi volerno che per voi nella chiesia vostra ogni festa sii pu-blicalo due fiale, videlicet una alla prima messa, et l’altra alla messa granda, a notitia de cadauna persona. Item, volemo che sotto la pena predicla debiale far poner el presente ordine sopra la porla de la chiesia vostra .a notili;) pubblica, et casu quo la fusse levala via, dobiate copiarla et reponerla sopra dieta porta et hoc totiens quotiens. 1528 primo Augusti data. i) Da Crema, di sier Luca Loredan podestà et capitanio di ... . Come inimici sono dove erano. Hanno levato tutto il ponle excepto do bur-chiele eh’è restale ancora su Adda; et par vo-glino star a Marignano. Fu posto, per li Savii lutti, che’l sia scritto a li Provedilori di l’armada debbi mandar do galle so-lil a compagnar le galle di Barulo fino a Scarpanlo, poi (ornar alla guarda di Gaomalio over Cerigo, ut in parte. Ave: 137, 5, 0. A dì do, Domenega. Nou fo lettera alcuna da conto; ma leto quelle vene heri sera che fo queste : Da Crema, del Podestà et capitanio, di ultimo, hore 11. Come inimici in quella malina erano levati et marchiavano via. Item, scrive zerca quelli erano in Pandino, et il conte Alberto Scotio volerli haver nele mano, et le operalion loro, ut in htteris. (i) La carta 254' è bianca. Vene l’orator di Milan solicilando pur di haver danari. Vene sier Zuan Vituri eleclo Proveditor zene-ral el orator a Lulrech, dicendo è in ordine di andar, ma bisogna ehe’l porla con se almen scudi 40 milia dovendo haver Lulrech 78 milia. Però si lazi provision a questo. Item, dimandò per secretorio uno di do, o Daniel di Lodovici, o Nicolò di Gabrieli eie. La lerra di peste fo heri 10, tra le qual 3 in caxe nove, una massara di sier Marco Antonio Mi-chiel qu. sier Vetor a S. Cassati in pissina ; el di altro mal numero 32. Messe bancho do galìe bastarde iusla la parie da esser mandate in Cypro ,queste matina sier Bernardo Grimani qu. sier Zacaria stato Soracomito et sier Zuan Justinian qu. sier Lorenzo non più stato. Itew, sier Lorenzo Sanudo soracomito di galìa soli! partì. Dapoi disnar fo Gran Conseio, et vene il Serenissimo. Et prima Fo leto la parie presa in Pregadi a di 22 Luio, zerca relenir li debitori di la Signoria da ducati 100 in suso. Fu posto, per li Consieri et Cai di XL, la parie presa in Pregadi a di . . . Luio zerca far li Ire sopra le leze, con la dition ut in ea. Ave .. . Fu posto, per li ditti, la parie presa beri in Pregadi zerca far uno Procuralor di Ci tra con ducati 10 milia de impresiedo. La copia sarà qui avanti posta. Fu posto, per li antedilli, la parte presa in Pro- 255» gadi a di . . . Luio di far Ire sopra le vicluarie ut in ea. Fu presa. Ave :..... Fu fatto Ire del Conscio di X nuovi et C di Pregadi, el Masser a la raoneda di l’arzenlo. Fo publicà, per Nicolò di Gabrieli secretano, quelli è slà chiama in Collegio el hanno impreslado sopra Puna el meza per 100, et quelli non ha vo-leslo dar nulla, tra li qual fo sier Santo Trun qu. sier Francesco gran ricco ; el il Conseio fe sussuro. Et noterò quelli prestorono. Sier Marco Querini qu. sier Alvise el sier Benedelo Contanni qu. sier Piero tolseno rispello. Sier Vincenzo Polani qu. sier Jacomo disse daria quel porla, poi oflerse ducali 30. Questi offerseno in Collegio. Sier Carlo et sier Zuan Moro qu. sier Lunardo.........ducali 30