523 MDXXVIJI, SETTEMBRE. 524 curn le piche tanto che fumo cazali di quello loco. Si volevano po’ lenir al secondo bastione; ma quelli che erano denlro comenzono andar verso loro, ita che fu abandonato il secondo et sopra forno francesi, ita che brcviter la si ha aula per forza, et hanno spagnoli fatto grandissima difesa. Era limonio il campo dubitando non si mirasse, et quelli di dentro cridavano, certi di potersi lenir. Ge era da fanti 2500, el nostri haveano invalisato per partirsi dal nostro campo. Tutto lo campo era in arme el in ordinanza; l’è sialo morii di nostri zerca cinquanta el feriti allratanli. De li soi, fra l’artellarie et lo intrar zerca 400, et parte del resto feriti in lo castello, parte fugiti via, parie tolse le croce bianche et si acompagnavano cum li nostri fanti laliani, per esser laliani non se co-gnoscevano. Dentro, prima non ge robba manco che non è in Martinengo, nè zenlilhomo, nè done da conio, solum el conte Piero da Birago curri la dona. Boligela, che è in caslello capo di quella zenle; nè g*è da viver, solum ne bevevano li soldati che havevano boscatto (?) ; sicliè non ha guadagnato poco o niente. Cerle poverete prese, qual tulle quelle che ha visto il Duca et il signor Pro-394 vedilor et il conte di Caiazo sono siale tolte a li soldati, et liberate et metute al securo- L’è stata gloriosa vitoria, el più utile per noi che per li soldati, perchè in verità si tornava ad alozar di là da Adda senza fallo. Adesso siamo securi di questo, perchè francesi andarano a la volta di Zenova et la piglierano, et il resto starà qua drio, o che se ondarà in loco de inimici ; sichè havemo a sfar di bona voia, perché il signor secretano haveva lettere in seno et fece come ho fallo io una volta. Pavia è nostra per forza, ma una città senza zenle nè robba nè victuaria ; quello che sarà non lo so. Se ha a far altra impresa. Darò del tulio adviso a vostra signoria. Questa sera è zonto li guasladori brexani, et de altre cita ne viene più di 2000. A vostra signoria di continuo mi ricomando. L’è venuto alguni capitanei da noi presoni, a li quali ho dimandato particularmente. Dicono esser quanto ho scritto, et che mai non credevano di perder, maxime in un zorno, ma ben in longo andar, per esser lanla zenle et haver fortificalo a questo modo, el che erano zerca trenta capelanii, et credo sia prcgione il Boligela. Et posta la guarda al caslello, credo si andarà a Biagrasso el darò aviso a vostra signoria. Die 19 Septembris 1528, a bore una di notte. 11 clarissimo Provedilor ha ordinalo sia scritto a vostra signoria et a Brexa; ma avanti se scriva, vostra signoria bavera il mio messo perchè niuno ha scrillo se non mi. Avanti tulli sete li primi : son cerio quesla notte harete haulo le nove. Iter», mando la copia di capelanii che erano dentro Pavia. El signor duca di Urbino ordinò andasse a luor il nome loro, di quali parie vi sono morii parte presoni, parte in castello. Quello succederà subilo saranno vostre signorie advisate, et poi farò quanto quelle mi comanderà. Lista di capetanii erano in Pavia. Capilanio Tesla. Capitanio Ta.nbo Tarlatili. Capilanio Balista da Mazerala. Capitanio Bertagio. Capilanio cavalier Ponzo. Capitanio Bernardin di Alexandria. Capilanio Francesco Birago. 39-i Capitanio Basa da Lodi. Capitanio Paulo da Parbona. Capilanio Francesco Antonio Fontana. Capilanio Alfonxo da Perogia. Capitanio Ludovico Butezo. Capitanio Rizo da Bologna, Capilanio Cola Squarzino. Capitanio Alexandro Bilia. Capitanio Nobile di San Zuane. Capitanio Zorzi d’Adorno. Capitanio Laurenzio. Capilanio de Chebolo. Capilanio Bernardo Moro. Capitanio Nicolò Borgo. Capitanio Frà da Chavedon. Capitanio Julio Roso. Capitanio Ciochambo. Capilanio Nicolò di Gavi. Capilanio Zuane da Fundi. Capilanio doi Lanzinech. Capilanio Cavra. Capitanio Slaferino. Capilanio Antonio da Faenza. F.I maestro di campo. Capitanio signor Piero Buligella pavese colonello. El signor Piero Birago. El signor castellano. Da Som in, di sier Gabriel Venicr orator, 395 vene lettere, di 21, bore .... Come era venuto