299 UDXXVIII, LUGLIO. 300 quali erano in corte, et 3 cani. Item, archi 2 et carchassi con frcze ej 4 targoni et tre mazi in legai de possi saladi, zoò trute, et per inlerpelrc parloe de l’amor porla al Doxe, et che l’è venuto con assi cordovani et voi comprar pani de seda et altro in questa terra. Il Serenissimo li usoe grate parole si che restò satisfatto, et il presente fo acetato li............. Da Brexa, di 24, hore 18, di sicr Tomà Moro provedifor generai, vidi lettere. Come eru ritornato el Cusignano gentilhomo del signor Cipitànio General, mandato per Soa Excelleulia ad incontrar monsignor de San Polo, qual riporla haver lassato el dillo Marti passato a di ‘21 a Susa, et heri over hozi si dovea infallanter ritrovar in Asie, dove dice che gii si atrovano 9000 fanti, videlicet 7000 Ira francesi et guasconi, et 2000 lanzinech, el che fra do giorni doveano etiam atrovarsi GOOO sguizari, ita che sanano in numero 15 milia in (ulto olirà le genie da cavallo. Dice che monsignor di San Polo havea hauto no-* . litia P orator Contarmi destinalo con i danari a Sua Excelleritia era in camino, del che haveva auto gran contento ; si spera che presto Rresto habbi ad aproximarsi in queste bande, et noi poi etiam so penzeremo avanti per unirsi et far-di le facendo. Di le cose di qui, è fama che Antonio da Leva 230* vogli far passar 2000 fanti sopra la Geradada per portar via quella più quantità di biave el viclualie che potrano. Questi signori tengo penzeranno in Trevi qualche numero ili fanti et di cavalli eh’ è a quelle bande, per veder di disturbar i loro disegni. Et di sier Zuan Ferro eapitanio et vice podestà, Moro et Foscari proveditori generali, pur di 24, è questo altro aviso. Che ’I dillo messo è passalo per Piasenza, dove è il signor Ga-leazo Visconte orator di Franza, el che era zonlo lì il marchese del Vaslo liberato dal eapitanio Andrea Doria per esser acordato con li cesarei con capitoli, che la prima Domenica di Avosto si dia partir con 14 galie el andar al soccorso de Napoli. El qual Vaslo andava a Milan dal duca Bransvicb che ivi sì trova a piacy, a persuaderlo debbi andar a la volta di Napoli con li lanzinech, bona parte di qual erano parlili el andati in Alemagna. La Crema, del conte Alberto Scotto, di 23, ad Agustin Abondio. Come il Provedilor li scrisse heri, conoscendo Lodi in maxima necessità dì danari, il signor duca di Urbino manderà certa summa di danari per mandarli in Lodi, et mandandoli .dovesse poner cura andaseno securi. Et cussi questa nolle passala è gioliti li agenti del signor duca di Urbino dì danari, et per tempo hozi con bona et grossa scorta li ha mandati in Lodi. Da TJdene, di sier Zuan Baxadonna el dotor, locotenenle, di 20, manda queste lettere haute da Monfalcon, qual dice cussi : (F. colonna 283) Da poi disnar fo Gran Conscio, el fo grandissimo caldo el vene il Serenìssimo. Et prima fono in contrasto zerca a far do del Conscio di X in luogo di sier Gasparo Malipiero et sier Alvise Gradenigo è intrati Savi del Conseio. El Serenissimo non voi si fazi dovendosi far Domene-ga li ordinari, li quali intrerano in loco de ditti potendo ìntrar, el dì questa opinion è sier Andrea Foscarinì, sier Nicolò Trivìxan et sier Domenego Contarmi Consier. Eia l’incontro,sier Francesco Donado el cavalier et sier llironimo Barbarico Con-sieri vqria si facesse ; non era sier Antonio da Mula el Consier, che per esser stà amaialo non vien a Conseio ma ben in Collegio. Hor fo terminato me-ter parte che il Conseio la defenissa, et cussi venuti suso eramo da . . . . Avanti fusse lelo la proposta, per il Canzelier grando Lorenzo Rocha il secretano 231* andò in renga et messe una parte, zoé lesse, posta per il Serenissimo, videlicet non si facesse del Conseio di X. La copia sarà qui avanti posta. El il Donado el Barharigo Consierì, sier Piero di Prioli el sier Jacomo Boldù Cai di XL messeno di far do del Conseio di X, come apar per ¡1 scontro notado qui avanti. Et io Marin Sanudo a caxo era a Conseio, an lai in renga et coi^tradìsi a la parte del Serenissimo et feci optima renga con grandissima audientia, la qual, potendo, forsi la scriverò qui avanti. Et tulio il Conseio sentiva per mi, perchè laudai il far del Conseio di X come voi le leze, bia-smando la parie del Serenissimo con parole acomodate et ben grate al Conseio. El il Serenissimo mi rispose et mi laudò avesse ditto P opinion mia ; ma Soa Serenità sentiva cussi per mantenir in reputation il Conseio di X : parlò mal. Da poi sier Francesco Donado el cavalier, Consier, volse parlar, ma disse poche parole, perchè abastanza Io havia ditto, et andò la parte non sinceri,... di no, 96 del Serenissimo, 770 di