619 MDXXVI, SETTEMBRE. 620 con Cosare ; con altre parole, però non (licose nulla ^*0 perchè furia il Papa sospetto al Re che ’I trattasse accordo etc. Scrive, questa malina haver haulo aviso di la corte del Re esser zonto uno di Spagna, con farli oblalion di darli li doli e la raiiia por moglie, lasarli la Borgogna con questo li dagi tlo miliona d’oro, et un milion de presente et l’altro milion con tempo; et però il Re havia mandalo por il Gran canzelier et Rubertet, quali subito sono andati dal Re. 11 qual aviso l’have da uno suo amico el qual li cosla qualcosa aziò li dagi avisi, pertanto scrive saria bon la Signoria nostra scrivesse a Roma non si fazesse più di qui tal propositiou; et questo nun-tio li ha ditto di la timidità del Papa. Item, quel zentilhomo del duca de Milan fo qui, fo expedilo con darli una minuta come doveva iptrar in la liga, la qual il Re comisse a farla a domino Ambrosio di Fiorenza, et corta raliiìcation di beni di foraussiti qual era diversa a li capitoli, de modo el parlò al Gran canzelier dolendosi di questo, però che ’1 Duca non beveria intrada. Soa signoria disse missier Ambruoxo è passionato per esser in casa, et che ’.I Duca non è por far altro che mirar in la liga come la sta. Et zorca li foraussiti prometti pur, poi si vederia, perchè non era te; nuto ratificar altro che li capitoli di la liga; et che si fa per iutertenir questi foraussiti, et la rossa scorerà per do mexi. Item, a bore 24 bave uno altro aviso da la corte, come non era venuto alcun di Spagna, ma lettere di madama Margarita di queste oblalion. Damatina parlerà al Gran canzelier et Sii perà etc. Del ditto, di 29, hore 1 Come ha tenuto ditta lettera fin 30, bore 23. Scrive esser stalo col nuntio pontificio a la corte, lige 4 di qui, dove è il Re a la caza el monsignor di Vandomo el Lu-treeh ventili con Soa Maestà. Non trovò Soa Maestà, qual era corsa questa malina per tempo drio uno cervo, eli’ è caza molto pericolosa. Parlò al 411 Gran canzelier el Rubertet, et presidente di Paris et quel di Lanson’ erano de li, quali li disseno erano venuti a lempo perocbè li haveano scritto venisseno de lì, la qual lettera non l’haveano aula ma ben la trovono poi tornati a caxa, dicendoli il Gran canzelier haver bauto ordine dal Re de dirli tre cose: come, havendo fato moto Plmperador che l’intraria in la liga mandando questa Maestà uno suo a lui, el questa Maestà fateli intender che el mandasse de qui, et però questo orat^r cesareo voleva zoè madama Margarita, qual si voi inter-pouer mandar uno in Spagna da Cesare, el que- sta Maestà mandasse uno suo a veder soi fioli fino a Hurgos, altramente non lassarà possi mandar alcun più a veder ditti doli; unde li pareva a Soa Maestà de lassar andar una persona indiota (sic) et farlo acompagnar; el fino a Fonlerabia era slà falò far produrne por Cesare niun venisse di Pranza in Spagna, el cussi havea fato far questa Maeslà a Baiona niun di Spagna venisse in Pranza; però li voleano comunicar questo, perchè li pareva l'usse iusla dimanda per veder se ’I volesse intrar in la liga. La seconda, che havia fatto motion questa Maestà di zente d’arme verso laducea di Borgogna ne la contea di Borgogna per far divertir il principe di Oran-gie non venisse con zente verso Italia ; per il che madama Margarita si havea dolesto di questo con sguizari, a li qual sguizari haveano mandato oratori, et qui a Soa Maestà essi sguizari haveano mandalo uno nuntio con dirli non dovesse mover guerra a la Fiandra et volesse renovar lo Irieve, perchè non po-tria far di men fazandoli guerra di aiutarla ; el qual nuntio I’ havia intertenulo za 6 zorni, a li qual sguizari ha risposto non esser per far guerra a la Fiandra, ma havia fallo aciò il principe di Orangie non si movesse; et che zorca far le trieve era contento farle, diimmodo esso Orangie non si movesse. Al 4 j j qual havia donalo 20 scudi, et si era partilo. La terzi è,come,olirà monsignor di Langes ohe questa Maestà mandò iu Italia et a Roma a inanimar il Papa a star constante in la liga, voleva questa Maestà mandar uno altro qual vegneria etiam a la Signoria nostra. El essi nontii retirati un poco a parte, li ri-sposeno ut in litteris laudando questa Maestà a far con solicitudine in favor di la liga, dicendo esso nuntio li aiuti erano slà tardi, et che 11011 mandando danari ai tempi non sa come si possi far la guerra, oforendoli il regno etc II Gran canzelier rispose questa Maestà non voi stalo in Italia, et ha fatto et farà gaiardamente ; et rizercando qual saria quello vien in Italia, intese era monsignor Rochefort, qual zà do anni fo a la Signoria nostra et a papa Lion. Da poi parliti, andono da madama la Rezente, qual era levala alora di ledo et li disse in conformità replicando il tutto. Scrive, il Re haver manda danari a quelli 7 milia lanzinech del duca di Geldria, come scrisse per le altre voleva far, per poterli haver, et saria bon tuorli a spoxe comuni di la liga, però aspeta risposta. Scrive, haver hautoaviso di la corte, come monsignor di Vandomo era sta ferito in una cossa da un cervo qual l’havia bulato a terra, et per questo il Re era restato di venir qui per farlo medicar etc. Scrive, non havendo posta, spaza queste lei-