51 MDXXVI, LUGLIO. 52 Mantoa a l’orator suo, et non era nulla di novo. | Et fo mandato Hironimo da Canal secretano a portar ditte lettere qual esso orator di Manloa lexè et poi per lui Hironimo le mandò dal Serenissimo, et non si stete più aspettar in Pregadi e si vene zoso. Et nota. Ditte lettere erano di Spagna di domino Suardino, di 8 Zugno, di Granala, qual ha-vendole noterò qui sotto. Noto. Il tormento incarisse ; vai il padovan il staro lire 6, soldi 4, siché è cressuto molto. È ca-tive saxon di biave. Di Bergamo di domino Battista Marti-nengo di 4 Luio, vidi lettere. Scrive, questi che sono in Leco et Trezo cominziano a passare di qua benché sono poco numero, che in tutto non passano 300 fanti, et zerca 40 cavalli. Iloggi sono passati di qua apresso 4 mia, 4 bandiere dì sguizari, quali sono 1200; dimane passeranno altre 6 bandiere, et altro numero ne va di sopra a la volta di Varese, che in tutto sono da 6 in 8000, et sono bellissime compagnie. Come sianogionti in camposi farà prova di intrar in Milano et liberar il castello. Li campi nostro et ecclesiastico sono a l’abazia di Chiaravalle. Vi è gran numero di zenle a piedi et a cavallo, et tutto ben a ordine et ben disposti al combatter. Li spagnoli da cavallo, che sono in Cremona, corsero l’altro heri a Gotolengo et Gambara, et fecero poco guadagno. Questa lettera scrive a uno Zuan Maria di Negri suo canzeliero in Venetia. 30 Copia di do lettere da Palermo, di sier Pel-legrin Venier qu. sier Dmnenego, scritte a la Signoria nostra. Serenissime et excellentissime Princeps, et domine domine semper colendissime. È zonto in questo porto tre zorni fa do barze de francesi armade de salme 1000 1’ una con 150 homeni sopra, et una benissimo ad ordine de artel-larie. Danno fama andar in Levante a danni de in-fìdeli, et haver dato bona piezaria al ducha di Savoia de non far danni a cristiani, et partirà dimane. Venero in giorni 7 da Villafranca dove armono. Dà nova in Marseia si preparava galie 20, et la nave fo di don Rimondo, et quella di la lleligion di Rodi, et altri navilii ben a ordine per ussir a danni de cui potrano men di loro. La verità non se intende, et a Corfù di queste do barze son qui ho dato aviso a quelli excellentissimi rectori. Ioan Florin con le do sue barze era giolito a Tolon, et il gallion de Battista Vaccaro con uno altro gallion patron over capitanio don Guielmo di Beloimo, erano verso Sa-ragosa per passar in Levante a danni de infideli. Nè in questo regno non hanno dato alcuna piezaria. Et a Cavo Passera per lettere ho di primo de l’instante di Saragoxa si atrova Sinanrais con fuste 26 ussite da Zerbi, le qual li giorni passati preseno 3 nave, le do veniva da Sio molto ricche, et una veniva da Tripoli. Et questa matina è lettere ne hanno presa un’ altra veniva pur da Syo, et prendeno ho-mini di terra, et al siguro si stanno. In Faro di Messina fo ditto esser Barbarossa con 20 et più fuste, ma non riese (?) fuste in Faro, ben erano verso il reame di Napoli. A la Licata, Terranova, Zer-zenta, et Xiacha è scritto haver il morbo, et far al-gun progresso. Idio provedi di la gratia sua. Questo illustrissimo signor Viceré dà fama partir di breve per Sua Maestà Cattolica, et già tene a soldo una barza di salme 2500, et partendo lassa presci-dente, si dice, lo reverendissimo arziepiscopo di Monreal. Molti non lo credono sia per partirse, nè voriano per la virtù et prudentia sua. Il successo, I Vostra Sublimità sarà zertificada. Formenti de novi tari 9, 15 acontadi, et a Zerzenta a tari 11, a Xia-chia, et la sexon è bona, a Dio laudato, il qual su-plico conservi e prosperi la Vostra Signoria Serenissima ad vota, in la cui gratia per sempre mio fradelo e mi ricomando. In Palermo, 6 Zugno 1526. Copia di lettera del dito, date in Palermo a dì 13 Zugno 1626. Serenìssime Princeps, etc. Per lettere di 28 del passato, è nova da Barze-lona in quella città era gionto monsignor dì Bar-bon con 6 galie di Spagna, dove aspectava le galie di Napoli per passar in Italia. Et scriveno molto si dubitava di guerra con Franza. La Maestà Cesarea era in Granata, et a Valenza si aspectavano, et de qui ha comandalo se facia 6 galie et in Napoli 12, per le qual è ordinato far tagliar legnami a Mesi-na per le do galie, et in questa citta per le 4. Barbarossa che se stimava fosse in questi contorni, sopra li mari di Gerviza con 3 galee et 15 fuste combattè per do zorni un galion biscaino di portà di salme 2500, cargo di ferro, de modo 7 homirii li occiseno et feriti assai, et de le fuste ne morì molti, et al fermo iudicavano fusse morto dillo Barbarossa perchè con uno sehiopetto vedeno oe-cider un capo, el qual morto, tutte le fuste et ga-! lie se partirono. Et ditto galion con l’arboro rotto