637 MDXXVI, SETTEMBBE. 638 Uno altro aviso di Milan, di 13. Questa notte sono stali in arme et amalati et non, et sono refluii a San Gregorio. Hanno questa mattina fallo far cride si pagi il resto del taion ; el altri avisi. Una altra poliea, pur di 13 11 duca di Barbon et I’ abate di Nazara hanno mandato a tuor victuarie di Biagrassa, el le moni-lion erano li el condurle in Milan. Dubita el Birago non le vadino a tuor lui. Questa nolle qui sono stali in arme. Iteri sera l’abate di Nazara bave ledere di Cremona, come quelli haveano zonti li nostri ripari el trinzee, et morti tre capitatili. Hanno mandato el cavalier Galarà in Lomelina per victuarie, et quelle erano a Biagrassa fanno condur in Milan. 4*21 Lettera del nontio del Papa è in Hongaria, a lo episcopo di Puola legato a Venetia. Magnifico signor mio eie. Mercordl, che fumo li 29 del passalo, la maestà del He fece il fatto d’arme cum il Turco, et lo a rotta cori grandissima strage de li nostri. Della Maestà sua si é ditto che poi di haver combaluto valorosamente si era partita sana dalla battaglia, nè si sapeva per dove. Questa fama fu continuata tre giorni per molli, da poi è venuto uno suo ca-merier princrpal favorito, che il He havesse, el dice che la Maestà sua cum esso lui et Stephano Azil, quel gentilbomo mio amico che fu in Roma al tempo del iubileo, et che parlò con Soa Santità, scampaniti da la battaglia. Di poi pervenero in un certo [lizol ramo del Danubio, et volendo passarlo, il cavallo del Re che veniva ferito s’è cassato ne l’acqua et la Maestà sua trovandosi grave di arme et straco dalla fatica, si è allocato in quella acqua; et che Stefano Azil vedendo il Re in pericolo, ancor egli è entrato per aiutare la Maestà sua el gli è rimasto affocato ancor. Et benché molli siano poi che dicono che il Re era passato già olirà quel luogo ove costui referisse che fu il caso, niente di meno ci fa credere più questa nova che altra, per esser liozi l’ottavo giorno del conflitto et non se intender delia Maestà sua cosa alcuna : se fusse viva se ne saria nova. Nè ancor se intende nova alcuna di alcuno de li signori nè j Strigoniense, nè del cavalier né di molti altri de il qud non si po »(firmare che sian vivi, uè dire che sian morti. Questo si può dire, che di 25 o 30 milia persone che il Re doveva bavere a questo conflitto, le genie da piedi tutta è slà morta, de li homeni d’arme pochi scampati, de cavalli lizieri una gran parte è rimasta, et il fiore della nobiltà. Il modo della battaglia non posso aponto scrivere per non haver trovato anchor persona che me lo sapesse ben dire; ma per quanto se puoi intender fu in questo modo : che li nostri presentando la bataglia a turchi in sul far del giorno fumo da turchi affaticali in fino a qualro bore de poi di mezo zorno, che vieti ad essere alle 22 bore. In quel tempo mandorono inaliti 10 milia cavalli et 421 incominciorno ad scaramuzare et affugire ; li nostri avidamente li han seguitati in fino ad una selva ove turchi havevano piantalo la lor artellaria lì, poi han fatto far ala al squadrone che era inaliti al’artellaria, et dato luogo alla artellaria, han disbarata tanta quantità di artellaria che li nostri son rimasti stupefa li et come attoniti ; et poi di f’ artellaria han dato dentro et trovalo li nostri Umlo disparati, et non hanno havuto altro che fare se non amazar homeni. Durò la bataglia meno di un bora. Il luogo era situato tale che nissun polea né seguitare né fugire, et de 11 vene la perdita di tanta gente. Di poi di la viloria, turchi sono andati a Mogach ove il Re si era acampato, et hanno abrugiala la villa et amazalo insino le donne et li putì ; poi son venuti in Cinque Chiesie et bau fato il simile; quel che di Cinque Chiesie habian fatto non se intende ; verisi-mel pare che vengino a Buda. Se ha havula la nova de la rolla a di 30 a meza notle, et con la fameglia mia in compagnia de la Regina mi son parlilo di Buda et son venuto qui in Posonia, con quanto pericolo el disordine un gior-, no a boca lo intenderà. Laudato sia Dio che si ha fin qui conduto a salvamento. Il Vayvnda sediceche è a Buda, et che havea assai bona gente seco et che fa pensier di far capo; non so quel che potrà fare. Altri dicono che l’havia iritelligentia con il Turco, ma essendo stato suo fratello alla battaglia el morto come si dice, non si può credere; questo è ben vero che non fu a tempo con la gente sua di trovarsi alla battaglia, el al presente quelle reliquie che son restale non hanno persona di cui poter far capo. La Bohemia di ragion 45-2 viene al principe Ferdinando perchè la moglie è giurala principessa di Bohemia; ma le parte che son di tanti mi fan temere di alcuno disturbo. Altro non