433 MDXXVI, AGOSTO. 434 mona, et questo fanno perchè a Trento non li danno danari se non 20 carantani per uno, per interle-nirli non si parlino. Item, per alcuni altri venuti si ha, che i non se moverano dilli fanti, perchè el Principe non voi che ’1 duca di Barbon habbia il ducato de Milan, ma lo voria per lui. Fo balotà far exenlion personal per anni 4 alla villa di SanZenon solto Asolo per la tempesta aula, sicome scrive il podestà di Asolo. Ave 19, et fu presa. Fu fallo a bossoli et ballote una terminalion, et mandato al Camerlengo di cornuti per aprir li gropi di quelli hanno impreslado. La copia del qual scriverò di sotto. 286 1526, a dì 20 Avosto, in Collegio, apar in Notatorio, numero .... La Illustrissima Signoria comanda a vui nobel-homo Marco Antonio Moro camerlengo di comun a la cassa, che de subito mandar debiate per tulli quelli zentilhomini che hanno depositato apresso voi groppi de denari per le oblation per loro fate, et fin bora non hanno salisfalo, qual presente voi aprirete essi gropi et farete numerar quanti et de che sorte danari se ritrovano in cadauno de essi groppi, et se, fatoli intendere, non venirano a far il loro debito, vi comeltemo che senza alcun rispetto voi li faciale aprir in loro absenlia, facendo levar uno particular conto, nel qual sii specifica et quanto cadauno resterà a dar per conto de oblation et quanto harete ritrovato in cadauno di essi groppi, qual con voi apresenterele a la Signoria nostra per tutto dimane, aziò che possiamo diman da sera ad ogni modo mandar nel nostro exercito quella maggior quantità de danari si potrà, per lo urgentissimo bisogno nel qual se ritrova la Signoria nostra : et così infallanter exeguirete. f De parte 19 De non 0 Non sincere 0 2S7>) Da poi disnar fo Pregadi per la causa di frati, et redulo, vene il Serenissirho et Procuratori quasi lutti, Savii di Collegio et altri patricii per la pena di IO ducali a chi non vien, et fo letto il Conseio et XL Criminali et tutti, et redule banche apresso el tribunal, posto un gran disegno per i frati che era- (1) La carta 286 * è bianca 1 Diarìi di M. Sanuto. — Tom. XLII. no 4 di San Zorzi mazor et domino Bortolomio da Fin dottor, domino Pietro de Oxonica dolor avocati, et sier Zuan Antonio Venier fo avogador, so pro-curalor et avochato. Per la Signoria era domino Alvise da Noaldotor, domino Francesco Filelo dotor, sier Alvise Badoer avochato fiscal el sier Francesco da Pexaro qu. sier Ilironimo fè sententia conlisca-toria contra i frati del 1506 insieme coti sier Nicolò Dolfin et sier Francesco da Leze, che sono morti, ma era ben sier Marco Antonio da Leze suo fiol, qual essendo fato contro i frati, pretende haver la sua parte. Et con sier Alvixe Gradenigo el sier Ma-rin Morexini deputadi sopra -questo per il Pregadi, cazadi li parenti di tre soprascritti, feno la sententia voleano li frati cazar sier Gasparo Malipiero et sier Nicolò Salomon et sier Francesco Valier fono a metter li confini, mandati per il Conseio di X, licet il Valier sia in villa ; ma non parse a la Signoria. Et poi domino Bortolomio da Fin andò in renga et parlò, dicendo prima quello si tratta, che fu fatto del 1301 una permutalion per la comunità di Padoa essendo podestà di Padoa domino Bortolin di Mazi di Brexa, qual terra era in libertà, con certe posse j-sion di frati comprate da uno missier Jacomo di Carara il vechio anni assà avanti, et li delle a l’incontro la villa del Cusman et altri beni eie. Et del 1318 il signor Jacomo da Carara si fè signor di Pa-dòa................ Di Crema, del Podestà et captiamo, di 18, 287* liore .... Manda la copia di una lellera di Zuan Jacomo di Medici caslellan di Mus scritta a li capitani di sguizari sono nel nostro campo, mandatali per il reverendo Verulano. Et in la lettera che’l ditto episcopo scrive, è una poliza di questo tenor: Post scripta: Aziò vostra signoria intendali boni diportamenti del castellano di Mus, gli mando una copia de lellera che lui ha scripto a questi capitani sguizari. Item, esso Podestà scrive come hozi, per uno venuto Jel campo di Cremona, riporla haver per uno ussito fora de ditto loco, che de quelli yspani ne morite da 500 et più, et che fra loro ve-neno alle mano, et se ne havevano morti da zerca 60. Et che domino Lodovico de la Faità era ussito di Cremona con salvocondutto ; per quanto havea inteso, era sia a parlamento con il signor Malatesla Baion. Son stalo iusta il solito a visitalion di la ex-cellentia del Duca, qual ogni giorno va migliorando, el dice conferirli el star in questa terra. El parlando con Soa Excellentia, mi dimandò se haveva del 28