251 MDXXVI, LUGLIO. 252 licitando etc. Soa Maestà li piacque assai 1’ aviso, dicendo havia letere dal Surmano è apresso sguizari di 28 Zugno, come si scusa di non haver lassà far sguizari a questi altri, et inteso fevano per la liga li deno ogni favor, et che era stà posto ordine, che zonti fosseno li danari se ne haverà, et che li danari a Lion sariano stà dati a domino Chapino. Poi havia scritto al marchese di Saluzo solicitándolo assai a venir presto, et che havia nova Barbón esser zonto a Monaco, ma non havia portalo danari con lui, et che l’armata era venuto uno lì per nome di l’arzivescovo di Salerno zenocse Fregoso, dicendoli è contento andar a la impresa et voleva le galle del Papa et di la Signoria nostra, perehè non si fidava di quelle di Soa Maeslà sole, et che per esser povero et foraussito voleva 2000 scudi. Poi li disse esser lettere di Anglia, quel Re haver conzo alcuni capitoli di la liga a quella Maestà pertinenti, et li disse di questo saremo contento, pur quella Maestà si scoverzi una volta conira Cesare. Et come senza mandar altri oratori novi a Cesare scrive al suo Oralor è lì, fazi la proposition a Cesare in richieder li fioli di Soa Maestà. Le qual lettere le ha haute et le manderà fin zorni 10. Et lien cusí farà il Legato et l’orator di la Signoria nostra. Et che havia nova il Legato voleva partir di Spagna et Cesare l’ha fallo restar. Da poi partiti da la Maestà regia, scrive colloqui hauti col Gran Canzelier, et l’orator del Papa disse havia haulo lettere di Roma zerea inanimar questa Maestà a tuor l'impresa del reame di Napoli, et le voleva comunicar al Re. Sua signoria disse è bon spazar prima questa impresa di Lombardia, poi si potrà far questa. E1 qual Gran Canzelier manda uno suo chiamalo monsignor di Forea a Roma a solicitar il Papa a farlo cardinal, ai qual darà ditte lettere, et li ha ditto vo-ria esser servito per via nostra di raso crernexin et paonazo, prometendo pagarli ; ma scrive saria bon donarli, come fo fallo li altri, però che ’1 dice tal colori non farsi se non a Venecia. Scrive ave li odori dati al Gran Maislro, (amen il re Chrislianis-simo li ave lui. Da Vicenza, di reofori, dì 27. Con certo a-viso haute da Zuan da 1’ Oio di Axiago, di zente venute verso Trento, ut patet. Di Verona, di rectori, dì27. Con avisi di sopra verso Igna et li aspeclava il capitanio Zorzi Fransperg con 7000 fanti et uno altro capitanio, non sa il nome, con 3000 etc. Da Fiorenza dì 21, da domino Zuan Do-romeo al marchese di Mantoa. Come questi si- gnori hanno inviato dui cannoni grossi a Siena. Ve ne sono dui altri et 4 meze altre artigliane, come sacri et boni falconeti, che hanno conduto sopra una torre artellarie et fanno danno al campo; et che questa malina tiravano a quella torre per tor via quelle offese, et che li confortono entrarvi con una batteria, et se barano queste che domandano faranno più presto. Tuttavia le opinion sono varie. Chi dice che vi sono dentro 800 fanti pagati, 100 homeni d’arme et 200 cavalli Iezieri et che se intende il popolo esser molto unito. Che Hironimo Severino senese è venuto di Spagna a Genoa in tre giorni et poi a Serzana, dove è stato alquanti giorni et vole andare a Siena, che vi è aviso come sono messe guardie assai per mare et per terra, talmente che si dubita che non vi potrà andare. Che non si manca di danari nè di altra provisione; che questa notte andarano 80 o 100 some fra ballote grosse et dui cannoni ; che vi andarono tre giorni sono 50 taiapetra et questa notte ve ne vanno 50 altri, che vogliono fare una batteria et una mina molto grande ; che hanno dato danari a 6000 fanti, ma meza paga per uno, et hanno fatto una eerneda de tutti, et che vi sono poi 6000 altri fanti comandati. A dì 28, ditto. La matina veneno in Collegio 163* questi oratori Pranza et Anglia et il secretarlo del Legato, con ì quali il Serenissimo parloe di questa venuta del ducha de Milano in campo et concluseno tutti saria meglio restasse in campo. Et vene 1’ orator di Milan domino Francesco Taberna, qual intró con ditti oratori, dicendo si voria partir questa sera et andar in campo a parlar al Duca, per stafetta, a persuaderlo il suo restar in Gampo è meglio ; et rechiese la copia di capitoli di la liga per poterli mostrar questa liga et quello si fa è tutto a suo beneficio. Et così il Serenissimo con li oratori et Collegio laudò la sua andata ; il qual disse partiria questa sera et torneria immediate et fo ordinato darli li ditti capitoli di la liga. Da poi partiti li ditti oratori, veneno lettere di le poste. Di campo da Lambrà, del provedi tor generai Pexaro, date a dì 20, hore 2. Come, poi le sue di hozi volendo il ducha di Milan pur andar a Como, vene uno trombetta di Milan qual andava a Como a dir alcune cose a quelli ispani sono de lì, et il ditto Duca volse saper da lui quello li portava. E1 qual non ge lo volse dir,unde sospettò mollo et deliberò Sua Excellentia non si partir di qui, dubitando non mandasseno a dir alcuna cosa conira di