729 UDXXVI, SETTEMBBE. 730 poano, (alche il Capoano lo smelili per la gola; et il signore Alberto lo stranienti lui et li disse : « Frate ......A la fine il Papa astretto da questo don Ugo et de li suoi, zioè l’arcivescovo, et perché ve-dea li soccorsi andare alla lunga et temea perchè dal reame venivano gran soccorsi a Colonesi, el perchè ii^caslello non vi era vituaglia per 8 giorni, et perchè castello è debolissimo che li nemici puo-no andarli sotto che non vi è fosso, el le diffese debilissime; che non bavevano polvere nè fiato nè capo dentro, nè in Roma de auclorità se non li tre nominati, in effeclo Sua Santità con sua gran vergogna l’ha fatto questo appuntamento con don Ugo, qual voi vedete, del quale tutta questa terra ne ha lacrimato in servitio ili Sua Santità, zoè li homeni da bene, del vituperio che Sua Santità ha preso, che ’I Cardinal Colonna, il quale ancora che l’avesse offeso li havia perdonalo, et Colonesi quali sono soi subditi et che gli havcano promessa la fede loro, et li hanno mancato el fatto questo scorno. El Papa dice hora, che per causa del re di Pranza e del re de Ingilterra si è con lutto a questo, et che bisogna mo' che loro 1’ aiutano a rivalerse di questa iniuria. Per questa capitulatione, el Papa è tenuto el vole levare 8 galee di le soe che sono a Genoa, el levare il eonle Guido, el signor Vitello. El signor Giovanni reslarà come homo di Franza; el conto Guido restarà a Parma et Piasenza : el signor Vitelo con 200 lanze verrà in Roma ; de li svizeri et fanti el Papa non moverà nulla. Hora mo slà a Veneliani el al re di Franza se vogliono seguitare l’assedio di Milano et di Cremona, qual.* ponno fare si vogliono spendere abastanza ; et credo Veneliani seguiranno la impresa di Cremona ad ogni morto; et s’io fosse in loro ordinarei che andassero 4000 fanti a Genoa, perchè don Ugo ha confessato che loro si sono mossi alla disperata a tare questa impresa, perché ha-veano aviso da Genova che non possea più tenersi; p ii v’e aviso che A"drea Doria et l’armata de Veni-tiani hanno preso tante carachie et nave che, con quelle haveano preso prima, hanno puadagnato 30 nave de genoesi. Et Pier Ni varo scrive che ’I Papa et Veneliani mandino li suoi doi terzi per la spesa di armare, che lui ha il terzo del re di Franza, et prima havea scritto che lui armarehbe tutte a sue spese. Hora qui bisogna che ’I re di Franza et il nostro se risolvino se li pare bono che si faccia la tregua, zioè che loro facino che se seguiti la tregua ordinata dal Papa, el che loro rompiuo poi insieme col Papa, concertando in sto interim el necessario, se li par ancor possere seguitare questa principiala guerra, quale di già è matura, ove si è speso un thesoro per ridurre queste gente insieme, et armalo di le galee, messo Cremona et Genoa a questa spetezza, et Milano ancora, che in effeclo si può sperar fra dui mesi redurla in extrimità, eo maxime che’l movimento del Papa non noce, perché le gente che luis’era qui, zoè le 200 lanze el 2000 fanti che sarà, saranno causa, che Colonesi non si assicureranno in andare queste gente che hanno nel regno in Lombardia. Io ho dillo al Papa, che hora ha fatta la più gran pazia fusse mai fatta per credere a Colonesi, et che mo’ non voghi credere a don Ugo, quali venendo l’armata di Cesare li romperà questa tregua come Colonnesi quest’altra; però bisogna il Papa si prepari come se havesse la guerra né più nè manco ; anzi credo io che se Cesare haverà il modo, verà in persona, poi che vederà essere cosi facile lo expugnare Roma et ridur il Papa da la sua. Sono qualro giorni che ’I Datario scrisse che venissero 4000 svizari per l'armala di Cesare che veniva, et pprcliò si sentiva che questi Colonesi davano denari sccretamenle ; hora ha rescritto al signor Giovanni et a l’armata di mare et a svizeri che ritornino adietro, zoè all’armata di Franza et di Venetia. Di Roma, di VOrato? nostro, di 22, 23 et 479 24. In la prima, di 22, scrive, per le ultime sue di 21 avi-iò P accordo fallo del Ponlifice con Col -nesi et la Irieva con la Cesarea Maestà per mexi 4, et perlongation di altri do mexi. Andò hozi ¡11 castello. Il Papa li disse credeva il re Christianis-simo et il re ili Anglia non soportariano mai le ofese inferitoli, non a lui, ma a la Sede Apostolica, dicendo voi mandar do brevi, uno in Pranza per Paulo da Rezo, l’altro in Anglia per l’auditor di Camera; et tien quelli reali non patiranno tanto scelere faloli. Tamen scrive che ’I perdonerà a lutti volendo unirsi, far una paxe zeneral et andar contra il Turcho. El il Sadoleto li lexé li dicli do brevi, et quello mandava a P Imperator non era compilo, per il qual si duol mollo di quello li é slà fatto; et quello va a la Signoria sarà di poche parole, perché la conosse ben l’animo suo. Esso Orator li usò alcune parole, che la Signoria faria il tulio per stabilimento di Soa Santità et di questa Santa Sede. Il Papa poi li disse la nova di Cremona vengi pur, che aspectamo con desiderio che la si babbi hauta, et che ’I voleva far restar le zeute sue in campo, el Zanin di Medici con li fanti