533 MDXXVI, SETTEMBRE. 534 qual esso secretano ilisse ¡1 signor li doveva far provisione, aziò non si fesse cosa contraria a la liga. Scrive che era stà prese alcune polvere che erano per intrar in Cremona, et lui non sapeva nulla ; et potevano esser sta tolte altrove che sotto il suo dominio. Scrive esser stalo a visitar domino 354' Bernardin di la Barba nontio pontificio, qual li ha dillo il Marchese va a bon camin et non dà aiuto a li cesarei. Et scrive che in strada scontrò Nicolò Varola con uno spaglio! a cavallo; et dimandato quello el feva qui, li fo ditto che era parlilo di Cremona perchè li cesarei non se fidavano de lui, el qual veria volentieri a stipendii di la liga ; et che ’1 ditto spagnol era venuto a persuader il Marchese a esser con li cesarei; el qual si ha rifermato col Papa, et li ha risposto non voler eie. El qual Marchexe li è venuto la febre. Di Cremona nulla dice; ma si tien di qui è impresa difficile ma fattibile. Di qui non è alcun altro. Scrive, li medici non hanno voluto per hozi, eh’è il di sospetto et li è venuto la febre, niun molesti il signor Marchexe. Vene in Collegio 1’ oralor di Milan zcrca l’intrar in la liga del suo signor Duca et presto, et desidera. Li fo ditto si aspeelava risposta di Pranza zerca il modo eie, Vene l’oralor di Ferara, et bave audientia con li Cai di X. Vene Vicenzo Sabadin secretano sialo in sgui-zari, el non referite alcuna cosa per haver scrito. Da poi disnar, fo Pregadi per li frali, et par-loe sier Marin Morexini et non compite ; di fo longo sopra el Pinzon per l’acquisto di frati del 1129 di Vita et Judit longobardi, et sono 4 inslrumenli . contraditorii, tra i qual uno del 1135 falò a Li-gnago. Ifem, disse del ponte del Desman trovato per loro novamente, nè altro disse ; et sopra questo seguite il suo parlar, et uno altro zorno compirà. In questo zorno acadete il cazer di sier Bernardin Badoer el XL in terra di una banca, volendo seniarsi apresso indrio copa, et fè cader l’altra banca per esser roto un pè a la banca ; sichè fo gran rider, ma non si fece mal alcuno. Et poi mandato le parte fuora, fo leto le lettere tulle notate di sopra, et molli che non metevano ballota non vene et non le udite. Fo mandato in questa sera in campo ducali 10 milia. 1526. Die 30 Augusti. In Rogatis. 335 Consiliarii, Capita de Quadraginta, Sapientes Comilii, Sapientes terrae fermae. Essendo necessario, hora più che mai procurar di recuperar quella maior stimma de danari che far si possi per la exlrema imporlantia del Stalo nostro; li qual danari si convien trovar per quelli modi che siano grati a quelli che fanno le voluntarie oblatione de danari, el de quelli officii, rezimenli et * Conseglii che ne possino dar speranza di maior impresiedo et de haver el danaro più presto et pronto a li urgentissimi bisogni del Sialo nostro, perhò : L’anderà parte, che’l sia facla election per scuriimo de questo Conseglio di Pregadi et 4 man di election nel Mazor Conseglio, cum oblatione de danari li infrascripti officii, rezimenli et Conseglii, zoè: quelli del Conseio di X et Ire Consieri di Venetia di qua da Canal, i quali se habbino a luor de tutto il corpo di la terra et possino esser tolti edam de quelli che non potesseno intrar per lo contumalie de mesi nè per la casada, non obslante qualunque parte in contrario, le qual siano suspese per questa volta ; dichiarando, che in tal electione dei dicti Conseio di X et Consieri posino esser provali etiam quelli che non imprestaseno, come se obscrva in quelli di Pregadi, caslelan a Corfù, caslelan a Fa-magosla, podestà a Torzello, podestà de Piove di Sacco, conte di la Braza, caslelan a £erines, podestà de Muia, po leslà de Pirati, un proveditor sora le camere, uno estraordinari», uno zudexe di procu-ralor, uno de forestier, uno de proprio et uno de petizion, uno oficial a la doana di mar, et uno proveditor sopra il colimo di Damasco. Alla restituitone veramente de quelli danari che impresteranno li electi a li soprascritli, Conseglio di X, rczimenti et officii, et simiìiter quelli che saranno electi ad altri oficii et rezimenli che de eoe-tero se delibererà de far, ac etiam quelli che re-maneranno de cor, tero del Conseio di Pregadi fino a la summa de ducali 72 milia, siano obligati li danari infrascritti : Zoè, di l’anno 1520, 30, 31 ogni anno ducati 3 milia di le daic di Padoa, ducali 400 di le daie di Vicenza, et ducali 4 milia di le colle di Treviso; de li qual danari al presente se reslituissa l’imprestedo fatto per le comunità de dille cillà ; per li anni ve-