403 MDXXVI, ACOSTO. 404 mover li fanti cH campo, qual soa excelienlia ha fatto hozi star tutto il campo ad ordine, et sono venuti in campo hozi 150 cavalli a veder et a com-pagnar Sigismondo Malatesta per combatter con Lodovico Vistarin da Lodi. Et cussi è sta combattuto et durò fin notte, sichè da mattina esso claris-simo provedilor Pexaro partirà per Cremona con li fanti, et il Capitanio zeneral li ha mandato a dir li voi parlar avanti che ’I parti. Et scrive, Dio ci aiuti, et andando con li 3000 fanti che ’1 voi menar si promette certa viteria. Et sono lettere di Bergamo dal secretano Sabadin et dal Grangis, qual manda inclusa. E1 qual Grangis, di 11, scrive al signor Ca-millQ etc. Hozi ha parla con domino Scipion di la Tela zerca le tre Pieve de esser date a li grisoni. Li ha ditto ha ver hauto risposta del signor Duca, come è contento rimetersi in quello farà la nostra Illustrissima Signoria. Scrive haver parlato al Vizardini zerca al signor Vinello che resti in campo; qual dice esser venuto uno homo a posta di Roma con uno breve del Papa zerca le inimicizie sono tra el conte Guido Rangon et il signor Zanin di Medici; il qual Vitello volentieri torneria a servir la Signoria np-263* stra. Scrive, hozi è stà comhatudo lungamente (fra) li do che hanno hauto il campo; la qual cosa li ha mazor slracho di esser stalo tanto a cavallo, che cosa habi hauto questo viazo. Scrive, parlò coi Vizardini zerca la restitution di beni di foraussiti del ducato di Mi-lan, atento domino Scipion di la Telia ha ditto si reme,Ite il signor Duca a quello si vorrà far, dicendo importa al signor Duca de intrada'ducati 60 mi-lia et più a 1’ anno, et dandoli non si poiria più dir Duca. Scrive haver visto in ordinanza hozi le zente del .campo: prima le nostre zente d’arme sono bella zente ben armati et boni cavalli da homeni d’ arme 600, quelle del Papa 300, ma non si boni cavalli come li nostri; vi§to li sguizari gran numero e bella zente, ma sono dificili a governar : el parlando col signor Capitanio, saria sta meglio haver tanti boni fanti italiani, soa excellentia disse non voria mai combatter se non ne havesse in campo da 7 in 8000. Scrive, zerca li oratori nostri presi a Mus fo mandato per il duca di Milan uno suo a quel castellai), eli’ è il capitanio Zuan Mella, et il Vizardini voi rimandarlo etiam a nome del Papa. Del Grangis, di Coyra, di 11, al signor Camillo Orsini, copia di quella si bave per via di replori di Brexa. Vene 1’ orator di Milan, et parlò zerca la materia di foraussiti del Stato, havendo haulo lettere dal suo signor Dnca che si rimeleva nel voler di la Si- gnoria nostra, pregando si advertissa, perchè li porta 60 milia ducali de intrada. Copia di una lettera scrìtta per sier Alvixe 264 Gritti qu. sier Francesco fa il mestier del soldo, data dal campo sotto Cremona, a dì 5 Avosto 1526, drizata a sier Andrea Gritti suo fratello, per la qual narra il combatimento fu fatto in campo. Il Marti, a una hora di notte mi partii di qui per andar al campo a Milano a slapheta per alcune cose importante per la impresa di Crpmona, mandato dal signor Malatesta. Di sorte mi afalicai che ionsi il Mercore dì di Nostra Donna a un ora di zorno al campo a Milano, dove trovai preparalo il Ciombatimenlo del signor Sigismondo da Rimano et missier Lodovico Vistarino da Lodi. Misimi a veder da poi le facende per me referite a li clarissimi signori, qual in alcune parte fu bellissimo a veder. 11 campo era honorevolissimo, de sorte che assai più gran signori di loro li haveria posuto honorevol-mente combatter. Era grande quadrato circondalo de uno arzerato atorno, il quale era una banda de archibusieri che lo circondava. Poi era una guardia di alabardieri sguizari el tutto lo exercito in arme, messo in più battaglie et da piedi et da cavallo. Li cavalli lizieri a li passi. Vene quel signor Sigismondo da Milano con 14 compagnoti con cavalli 150 et a piedi 50 con corsieri zaneti turchi, che haveriano honoralo uno Re. Non li vene niuno gran capo spagnolo, ma gentilhomini ioveni tutti ben adobati de pagi et de cavalli, et li pedoni, et del numaro era il conte di Caiazo et un signor Loyse Gonzaga, qual era stalo preso poco tempo inanzi da la compagnia Marlinenga. El Vistarino vene al campo con manco pompa assai, pur honorevolmente, et li pedoni soi era missier Lodovico da Fermo et missier Beneto di Mandolfo. La elelion di le arme era del Vjstari-no. Brevemente, hanno combatulo armati da homo d’arme senza in testa celada a la borgognona, maza di ferro et spada in foza di stocho. Feceno alquanti incontri con le spade et ferino li cavalli 1’un l’al- 2(54* Irò. La spada del signor Sigismondo si lorse et la gito via, prese la maza. El Vuislariiio ge la feze cascar, rimase senza arpie et se ge rompè una redeua a la briglia al signor Sigisnjondo, qual pinse per pigliar la spada al Vistarino et rimase ferito ne la mano destra ; cussi poi temporizorono fin sera dicendo molte parole fra loro. Li capitoli era, che tramontato, il sole fusse finito le querele, Sleleno ben