543 MDXXVI, SETTEMBRE. 544 guerra, et che volendo 1’ Archiduca far fatili per Hongar.a, è slà contenti farli ma non per Italia, et ciie hanno (olio li arzenti di le chiesie et messi in zeca per far monede et far 10 milia fanti contra turchi; et ilice che 1’ Archiduca era in la Fiandra, et che li subditi di la Signoria erano honorali et care-zati ; et che do bandiere di lanzinech che erano in Val di Sol per numero 800 erano levati et andati verso l’Hongaria. Di sier Hironimo Zen capitanio di Vicenza, date a le Siege di visentina, a dì primo, hore 12. Manda una lettera hauta di Manfré di Poiana capitanio del devedo, data in Axiago a di ultimo Avosto, qual scrive esser venuto uno canonico stato a Trento, et uno altro da Perzene, dicono • in Trento esser una bandiera di fanti, et che vene una altra era in Val di Sol da numero 500; nè altra zenle hanno visto ; si dice beu dieno venir zente assai. Item, per uno altro venuto di Trento, riporla non vi esser nulla, solum 400 fanti soliti ; ben si dice uno capitanio voi far 4000 fanti, ma non è danari. Nota. In le lettere di Bergamo...... Di Roma, fo lettere, qual non fo lede; il Collegio era levato. A dì 3. La malina, vene per tempo queste lettere, venute però beri sera. Di lloma etiam fono lettere iu li Cai. . Di Roma, di sier Domenego Venier orator nostro, date a dì 29. Come bozi fo dal Papa. Li disse haver lettere di campo, di 26, che speravano P impresa di Cremona succederà, dicendo è bon la Signoria scrivi in campo si prepari le zente per la impresa di Zenoa. Di P armala sono, quella del re Christianissimo galie 16 et alcuni brigantini numero 5, qual li disse Soa Santità havia preso 3 nave, si-come il Doria li havia scritto una carga di merca-vanlie et 2 di sali de zenoesi, et che atendeno non vegni aiuto in Zenoa. Poi disse, lettere di Franza vieneno tarde ; da Coyra a Roma in 8 zorni ; è bon la Signoria conzi le posle aziò vengino presto. Riti-gratiò il Pontifice del palafernier mandalo a com-pagnar sier Jacomo d’ Armer fiol del Provedilor, qual fece resistenza non andasse. Il Papa volse al tutto vi andasse. Et scrive, zerca biscoti voi si fazi qui, è bon la Signoria mandi uno a sopraveder et lenir li conti. Aspecla Lorenzo Trivixan deputatoli per secretano in loco di Hironimo Alberto venuto di qui. Del ditto, date a dì 31, hore 3. Come heri mandò il suo secretano a palazo per saper da novo. Il reverendo Datario li disse esser lettere da Pia-senza dal conte Ruberlo Boschetto : come il campo di Cremona havia haulo una rebaluda, unde hozi fo dal Papa avanti concistorio, et parlaudo con Soa Santità, li disse bisognava seguir P impresa di Cremona perchè levandosi saria mal. Soa Santità laudò et scriveria il proseguir, dicendo si ’I bisognava si 360 tolesse di loro fanti quanti saria necessarii, che saria gran vergogna abandonar l’impresa. Poi li disse haver lettere di Anglia et di Franza, di 29. Quelli reali è ben disposti ; et quanto al re Christianissimo voi far una nova armata per obstar a quella di Cesare ; si dice voler mandar con fanti, in la qual per terzo si pagasse, et tocheria per il terzo a Soa Santità ducati 4554 al mexe, 9t voi da poi le tre page li danari. Soa Santità dice li piaceva; ma bisognava fusse presto, però si sollicitasse. Et li disse haver lettere di 28 del capitanio Andrea Doria da Livorno : come erano sta prese nove nave, 8 carge di formenli et una di monilion per le galie sono a Zenoa ; et l’Orator disse saranno bone di armar ditte nave. Soa Santità disse hanno fallo palo, et ' fate discargar lì a Livorno et toltoli Patitene et vele et altri armizi di le ditte nave. Item, che tulle tre armate unite erano inviate verso Zenoa. Poi Soa Beatitudine li disse haver di Franza, P lmperador vedendo tanta polentia di la liga et perder il re d’Ingallerra, par conlenlaria inlrar in la liga ; però il re Christianissimo voria si mandasse li mandati de lì in caso Cesare volesse intrar, di poter acetarlo; sichè li par di mandarli presto, con avisar quella Maestà fazi con più avantazo la porà, et cussi la Signoria li mandi. Di sier Alvixe d' Armer provedilor da mar, date in galia a Porto Hercule, a dì 25, hore 23. Come la note passata a hore 8 si levò di Civitavechia, dove era stalo 7 zorni, et è zonto qui, mia 35 di lì, et come il conte Piero Navaro, sicome era zonto lì uno bregantin, con sue lettere scrileli, havia galie 16 et alcuni brigantini et non gaiioni ; et manda la dila sua lettera inclusa, et si levano quella notte; fin 4 zorni si sarà uniti. Del capitanio conte Piero Navaro, date in Vai, a dì 19. Come era zonto lì con l’armata real. Solicila la sua venuta, et manda lettere a lui drizate per via di POralor a Roma; et manda uno bregan* liti a posta. Vene et fo ledo uno reporto di uno fioren- 350* tino zonto qui, vien di Hongaria ; zerca le cose