353 MDXXVI, AGOSTO. 354 siderio di saper l’esito di Cremona, et lezendo il Serenissimo le altre lettere di campo, fo leda : Da Crema, del Podestà et capitanio, dì 8, kore 21. Come per quelle di beri avisoe, il signor Maiatesta havia fatto far la batteria a la porta di la Mussa verso Po a mano maneba, et ruinato più di passa 20 di mure, et questa mattina dovevano far lo asalto alla terra. Hora, per uno mio venuto, dice che beri fino a le 18 hore havevano ruinato più di 40 passa dì muro et fatto una grandissima batteria, et credevano tutti questa mattina far lo assalto alla terra, ma poi questa mattina ha parso al ditto signor Maiatesta di levar le artellarie de ditto loco et non farli asalto alcuno, et quelle facto condur a la volta del castello dove se farà un’altra bateria grossa, et poi farà Io asallo, di sorte che sperano vittoria. Scrive, le poste non voi andar senza lettere del Proveditor zeneral, et tien habbìno tal ordine. 231 Del provedador zeneral Pexaro, date in campo a Lambro, a dì 7, hore 2 di notte. Come era stato in consulto con il signor Capitanio et questi signori zerca la strada dieno far le zente franzese a dover venir a conzonzersi cum noi, et il modo di mandarli li danari per pagar li fanti. Et chi era di opinion venisseno per Alexandria, chi a Verzelli, chi a Novara chi a Roma (Arona), tamen nulla fu concluso, solum di mandarli li danari con qualche bona scorta. Di sguizari, par siano zonli sul bergamasco. Di Milano le cose sono al solito. Scrive se li mandi danari, et su questo scrive longa-mente. Di Maiatesta Baion, scritte a la Signoria nostra, date sotto Cremona a dì 7 hore 3. Si scusa, poi è andato a questa impresa non haver scritto per esser stato in facende. Poi il clarissimo Proveditor et Capitanio di Brexa, ai qual ha scritto tien haverà avisato d’ogni successo. Avisa, beri mattina messe in castello 1900 fanti et guastadori 60, aziò per quella via si rompesse le trinzee. E stato in ditto castello, et visto et ordinalo quello bisogna,vene con le zente verso Po alla porta di Mussa, et hore do avanti zorno messe le artellarie a le mure et ha batudo et fatto gran baiaria; ma visto che dar l’assalto da questa banda era dificile, ha terminato questa note levar de lì ditta artelleria et tirarla al castello, da la qual banda spera guadagnar la terra. Dicendo, se non si vadagnerà non si perderà. Et scrive si mandi danari per pagar le zente è li in campo con lui. l’u posto, per li Consieri, alento fusse dà laia / Viarii di M. Sanuto. — Tom. XLII. per questo Conseio a dì 28 Marzo 1525 pasato, et comesso al podestà di Moncelese dovesse pro-cieder contra Jacomo Telarolo per il caso seguito in la persona di Zuan Codazo, il qual Jacomo è in la compagnia del Capilanio zeneral nostro, et per li capitoli l’ha lui è zudese, tamen sia contcnlà ch’el Capitanio de Padoa lo expedisca. Però sia preso eh’ el ditto caso sia comesso al Capitanio di Padoa, con quella autorità data al Podestà di Moncelese. 156, 0, 7. Fu posto per i Consieri, Savii del Conseio et 231* terraferma li tre Cai di XL nulla volseuo metter, di far 15 fra olitici el rezimeuti per danari, el li Con-sien et Savii a terraferma azonseno etiam a Verona podestà con oblalion più di ducati 1500. Et senza altro parlar, andò le parte, 82 di Savii del Conseio di non far a Verona, 112 di consieri. Et questa fu presa, ia qual si metterà a Gran Conseio, e li Cai di XL voleauo metter a Gran Conseio la parte li feci perder in Pregadi, di lar quelli di Pregadi et Conseio di X con danari; ma non la poi metter per scontro iusla le leze, et feci di ciò adverlili li Cai del Conseio di X. Et noia. Era notà etiam far per danari Capitanio in Cadore; ma sier Gabriel Moro el cavalier et sier Francesco Donado el cavalier parenti di sier Alvise Donado è andato Proveditor in Cadore, an-dono a la Signoria dicendo el dillo haver hauto paga di 4 mexi, unde lo conzà la parte, chi sarà eleclo non vadi avanti 4 mexi. Poi, per adesso, lo reslà di far in Cadore. Fu posto, per sier Vicenzo Malipiero et sier Antonio Venier proveditori sora il cotimo di Damasco et sier Elor Loredan proveditor sora il cotimo di Londra certa parte, et sier Francesco Bernardo fo consolo a Damasco, qual è di Pregadi, andò a la Signoria volendo fusse messo certo scontro, sichè letta non fo balotada. Di Romai vene lettere di VOrator nostro, di 3, 6, et 7, qual fo lede; et il sumario scriverò qui avanti. Et una drizata al Conseio di X molto longa in risposta di quella fo scritta per il Conseio di X, con la Zonta, leta in Pregadi : tamen questa risposta non fo leta al Conseio, ma ben la Signoria con il Collegio et li Cai di X poi Pregadi restono a lezer la ditta lettera di Roma. Di Boma aduncha, di 3, di V Orator nostro. Come fo dal Pontefice, sicome è consueto di andar quasi ogni zorno stante le presente occo-renlie. Soa Santità li disse che li lanzinech di Ale-magna calerano in gran numero in soccorso di Mi- 23