449 MDXXVI, AGOSTO. 450 Del ditto, date a dì 21, hore 14. Come li ditti do capi di cavalli lizieri sono ritornati questa mattina de qui con le compagnie loro, quali è stali verso Pizigaton, et non haver trovato nulla ; ben hanno inteso che di qua di Pavia mia 10 erano 300 cavalli de inimici, et che si manderia a farli danni. Item, come le barche erano in Ada è sta condutte a la bocha, et quelle afondale, et che una barca era sotto la terra de Pizigaton, la qual ha ordinato sia afondata. Scrive se li mandi danari, inimici questa notte hanno scaramuzalo con li nostri di castello a le trinzee con archibusi et fochi, ai qual li è sta fatto danno con le artellarie del castello. Scrive, guastadori tuttavia assai ne zonzeno. Item, manda una lettera : Lettera di Carlo Semenza, data a la Macha- storna., a dì 20, drizata al Capitario di le fantarie. Come erano stati de li Zuan di Naldo'et il ca-valier Averoldo, et non vi è altra zenle inimica, so-lum mia 10 di qua da Pavia erano 300 cavalli eie. Scrive si attende a la bona custodia del ponte eie. Di rectori di Bergamo, di 20, hore 22. Come beri scrisseno, questi sguizari hanno fatto hozi le monstre," et domino Capino hozi a Seriale li hanno pagati 200 per 300, et li hanno dato parte di la paga con ordine zonti a Cremona li sarà dato il resto di la paga; sichè sono 1000. Loro dicono esser 1200, et sono aviati a Cremona. Da mattina si expedirà il resto per campo 6lc. Da Crema, del Podestà et capitario, di 20, hore 22. Come di Cremona non ha altro per non haver li mei de li. Ne ho mandato dui allri incogniti ; di quanto riportegmo aviserò. E1 mio era de lì, qual fu mandato a Piasenza per il claris-simo Pexaro, me riporta che beri passaudo Po, luntan dal castello zerca' tre traiti de mano, ditto portonaro li disse come la notte precedente erano intrali in Cremona zerca 300 fanti schiopetieri venuti da Carpi, et che se diceva sopra esso porto, che quelli di la terra tractavano acordo con li nostri. Da Milano io ho dal reverendo episcopo di Lodi, come a 18 lutti li spagnoli ussirono fuora di Milano et feceno far le cride in Milano, che tutte le bagaglie, et femene, et amalali ussisseno fora tutti, et per quanto sua signoria intende et iudica, che loro vogliano abbandonar Milano facendo andar via li amalati. La notte precedente tutti loro sono stati jn zardino. 1 Diarii di M. Sanuto. — Tom. XLII. Fo letto una scrittura hauta per via di l’oralor di Mantoa, di uno ussito fuora quel zorno del combatter fu fato in campo a di ... di questo, mandata al marchexe di Mantoa. La copia sarà qui avanti posta. Di Udene, del Locolencnte, date a dì 20. Come, in execution di le lettere scrittoli per la Signoria nostra, diman si beva la compagnia di l'Al-drovandino da Ravena di fanti 150 per Treviso, et per avanti mandò Zuan Battista da Castro con la sua. Item manda et avisa, come in questa bora sono venuti a me uno Christoforo Formenlin da Gemona mercadante, qual zà mesi 5 è stato fermo in Lubiana, et uno altro Innocente bergamasco, qual similmente ha suo domicilio in ditto loco di Lubiana, et de lì insieme parlino Zuoba passala, fo a li 16 de l’instante, et fanno gran facendo per la On-garia et Allemagna, et sono degni de fede, et uno hanno referto come essendo gionto ultimamente in Lubiana uno nepote del preditlo Innocente, quale partì da Buda de Ongaria a li 8 del corrente, circa li progressi turcheschi, li ha affermalo come le genie del Signor turco sono divise in due parte, una de le quale al numero de 40 milia, che era de là del Danubio et andava scorzisando e( brusando il paese, et-tra li altri lochi haveano presa et brusada una terra grossa non murata nominata Segedin, mollo copiosa et abundanle de animali. Item, che l’altra parte, zoè 1’ exercito grosso, al partir del predillo nepote da Buda, haver preso et minato uno locho difto Petrovaradin cum forza de mine con occision de gran numero de ditti turchi; a la custodia del qual loco vi erano fanti 1000 boemi per la importante sua, quali tutti forono malmenati. Item, da poi di quello ne haveano preso pur altri dui, uno de li quali se chiama Ulla, per modo che zà hanno in podestà loro lutti li passi principali de la Ronga-ria, uno excepto qual se adimanda Thamisvar, et tiense che fin hora sia a le Cinquechiesie, che è una bona terra et è verso li confini di la Schiavonia, del principe Ferdinando. Per il che li predilli mi affirma-no il conte Chrisloforo questi zorni esser andato in Hongaria de commissione del preditlo Archiduca, rechieslo etiam da quella Maestà di Ongaria. Cum il qual Conte li preditti hanno parlalo, et in confor-malion di tal sua partita in questo zorno hanno cambiato scudi 300 ii^ monete ongarice, in cambio di altre li havea mandalo il predillo signor Archi-duca. Et questo instesso risuona per più vie ; il che tanto più par rasonevole, quanto che li predielì dicono ditto exercito turchesco declinar a le basse a 29