351 MDXXVI, AGOSTO. 35-2 esser bon Boi et obsequenlissimo ». Io dissi a soa excellenza, che facilmente le mie lettere potevano esser tardate per causa de cavallari i quali qualche volta per error le portano in campo, et però tardano l’andar a Venetia. Dicendo: « Io aspetto cimi desiderio la resolotione di Cremona, la qual spiero sarà in bene per poter far deliberatione de la persona mia. » Sopragiongendo: « Io ho tanto rispetto a quella Illustrissima Signoria, che io dubito non far cosa che non li sia agrala. Io son slà molto offeso da Lodovico Affaità, el qual lui me ha tenuto lo assedio del castello de Milan, perchè se ’1 non pagava li lanzchinech che erano a la guardia del castello, se levavano, io romagneva libero, oltra molle altre male operation hanno facto. Depraescnti se trova in Cremona, sua moglier se trova in Romanengo, io non li dico niente, perchè lui se Ip partesano el servitor di quella Illustrissima Signoria. Quando credesi non le far dispiacere, io loria el loco di Romanengo come cosa mia, et mi prevalerla de le intrate de ditto loco. Et in vero vi dico che sua moglier nel dillo locho fa mal offìlio, manda spie a Milano et Cremona ». Io risposi asoaexcellentia, che la Illustrissima Signoria haveva habuto et ha gran dispiacer che la excellentia sua habbi palilo, et come li poi ben esser noto, esser stà sempre affelio-nala a sua signoria, et haverne facto tanta demon-slratione, non solum liberarli il stato suo ma in la presente guerra haver speso et spender assai danari per liberar il suo Stalo». Scrive, hora è venuto uno da Cremona, quid parlile hozi bore 20 V2, qual dice che li nostri haveano facto una gran batería, et che haveano batudo cerca passa 20 muro a porta Musa verso Po, et tuttavia l'anno gran baieria, et spierano presto la cosa succederà in bene. Del campo di Milano, è puralLambro el stanilo li, pur ogni giorno scaramuzano. Fu poslo per i Consieri, essendo morto pre’ Piero Fiorian piovali di Santo Apostolo, li parochiani congregali hanno electo piovali pre’ Santo Marcoplio prete in dieta ehiesia, pertanto sia scrilto a Roma per la sua confìrmation, 1G4, 3. Fu posto, per li Savii del Conseio et terra ferma et ordini, la eomission a sier Marco Antonio Venier el dotor va oralor al Serenissimo re d’Inghilterra, vadi in Anglia in loco di sier Lorenzo Orio doctor et cavalier morite, a far residentia apresso quella Maestà et reverendissimo Cardinal, vadi per via di Franza, et al re Christianissimo fazi le debite parole. Poi in Anglia zonto, soliciti quella Maestà a intrar in la liga, con altre parole et cusì al revereu- dissimo Cardinal Eboracense. Et quanto a la refor-mation de capitoli in la liga pertinenti a Soa Maestà et reverendissima signoria, saremo contenti far ogni cosa. Item, legni Gasparo Spinelli è secretano di li con lui. Et li havemo dato ducati 500; tegni ben edificato l’orator pontificio et quel di Franza saranno de li, et avisi di le occorenlie. Et si farà la data di questa commission a di primo de l’instante. Ave....... Et nota. Ditto orator è a Brexa, et aspecta li sal-viconducti da grisoni et sguizari et la via secura ch’el dia far. Fu posto per sier Filippo Bernardo, sier Tomà Contarmi, sier Hironimo Zane, sier Francesco Fo-scari et sier Lorenzo Faller proveditori sora la mercadantia una parte, che atento fusse preso in questo Conseio del 1524 a di 15 Luio, che li panni acoloradi di ponente potesse venir con ogni navilio pagando solum 4 per 100 didalio, per tanto sia perlongata per anni do ut in parte. Fu presa 186, 1, 1. Fu posto,per li dilti che la sena si usa ne le me- 230* dicine, che viene di Toscana et altrove, la qual non fa operation bona ne le medecine come fa quella di Levante, pertanto sia preso che la ditta sena, che vien ut supra, non possi esser conduta qui nè in lochi nostri sotlo pena di perdita et ducati 25, da esser divisa per terzo, et quelli che qui ne hanno in termine di zorni 15 1’ habbi tratta fora, sotlo pena de ducati 25. Et quella di Levante possi venir con ogni navilio, 141, 13, 20. Da Crema, del Podestà et capitanio, di 8, hore 11. Bora è venuto uno mio da Cremona partilo questa notte. Riporta che la bataria di heri li nostri hanno rotto più di 20 passa di muro verso la porla Musa da la banda di Po, che li poteriano andar li cari dentro; et che questa mattina a l’alba dovevano far l’assalto a la terra di Cremona, et sperava haverla. Scrive, di hora in hora aspecto la nova et subito la spazerà ; ma tien li rectori di Brexa harano l’aviso avanti de lui, perchè è più curia mia 24 di quello è la sua di Crema ; pur subito hauta la spazerà. Da poi il Serenissimo fece la relatione al Conseio di quanto havia ditto 1’ orator novo di Franza venuto in Collegio, sicome ho scritto di sopra, dicendo haver laudà vadi a Ferrara, et cusi tolse rispetto di risponderli, et senza altro se seguirà quella via del duca di Ferrara che è stà ditto trattarsi altrove. Vene lettere di le poste, el tutti stava con de-