39 MDXXYI, LUGLIO. • 40 non Sier Jacomo Duodo fo ai X officii, di sier Zuan Alvixe, non Sier Alexandro Soranzo fo camerlengo di cornuti, qu. sier Jacomo. Nulla oferseno. Et fo etiam balotado altre 6 voxe senza danari. Et nel balotar de la penultima voxe vene lettere di campo, qual lete per il Serenissimo et il Conseio desideroso de intender quello era di novo, si levono in piedi, perchè era venuta voce erano stati nostri a le man con inimici. Vnde il Serenissimo mandò in renga Bortolomio Comin secretano del Conseio di X, qua! lexè do lettere di campo con grandissima audientia del Conseio, qual dice cussi : Bel proveditor generai Pexaro, date in campo apresso San Bonado, a dì 4, hore 14. Come erano venuti, da poi le sue di ieri sera do messi da Milano, mandati da alcuni zentilhomeni, a dirli come inimici erano in ordine et che ussivano fuora per venirli ad arsaltar. Et le sentinelle del nostro campo con quelle de inimici fono a le man, et feriti alcuni .di una parte et P altra, et il campo fo in arme, ma inimici non veneno. Di sguizari, che non è da poner fondamento in loro sieome si potrà veder per le lettere dì Piero di Longena, qual in questa sarano incluse, et si farà senza di loro. Scrive, ha ricevute nostre lettere di 2, che se li manda ducati 10 milia: desidera haverli. Et come sono levati de lì et vanno a uno altro alozamento propinquo. Di Fiero da Longena condutier nostro, date a Mus a dì 2, drizate al Proveditor generai, qual questa non fo leda in Gran Conseio. Come si partiva questa notte con li fanti per ponte di San Piero, il numero non scrive per non li far dispiacer, et vederà parte con barca, parte per terra aviarli. Questo signore del castellali spera haverne da 3 milia. Lui ha zercà di parlar al capitani Cesare Gaio; ma non ha potuto. Bel ditto Proveditor generai, date in campo a San Martin, a dì 4, hore 17. Come hes-sendo levati, come scrisse zà tre hore da San Do-nado per mutar uno altro alozamento più propinquo a Milan in ordinanza et il Capitanio zeneral andato avanti, li mandò a dir che era ussita una grossa scaramuza di Milan, et che li voleva dar una bona carga, et che l’andava avanti, et che li mandasse la banda di corsi et lui Proveditor venisse di longo con il resto del campo. Et cussi andati, nostri intacò la compagnia del capitanio Santacroce spa-gnol la mior di le altre di archibusieri et- schiope-tieri da zerca 300, di la qual 100 furono morti,, 50 presi, il resto parte feriti et malmenati li feno re-trar fino ne li borgi di Milan, et de li stratioti morti chescapolono solurn 6 cavalli, et 50 archibusieri 23* reduti in una caxa, nostri non li potendo haver li apizorono il fuogo et fono brasati tutti. Et fo sentito gran rumor In la terra. Sichè è stà dato una bona carga, qual è stà fatta con gran reputazion de li exerciti mediante il bon governo del prefato Capitanio zeneral nostro. EtiamW ecclesiastici si hanno portato benissimo, maxime Zanin di Medici, et di la sua compagnia è stà feriti alcuni. Etiam Zuan di Naldo, et è stà ferito il suo locotenente, et di la compagnia di Zanin di Medici ferito el conte Girar-do di San Segondo et alcuni altri. Etiam il signor Alvise di Gonzaga con li soi si ha portalo benissimo et spentoli fino in li borgi. Il signor Camillo Orsini li vene uno schiopo che inlacò l’armadura et li fè un signal in la carne. Serive, è venuto qui a expedir la lettera et ritorna dal Capitanio zeneral, qual è restato in campagna a consultar con li capitani, quanto si habbi a far. Quello seguirà subito aviserà. Noto. In questo Conseio, il Canzelier grando, di ordine del Serenissimo et di la Signoria avisoe a tutti, come Domenica proxima si faria la publica-tion di la liga fatta con el Summo Pontefice, Chri-stianissimo re di Franza, Serenissimo re di Anglia, Illustrissimo Dominio nostro, et Illustrissimo ducha di Milan, però si exorta a tutti voglino venir vestiti honoratamente et di color a questa così solenne festività per honoraria, etc. Da poi Gran Conseio, la Signoria si reduse in Collegio con li Savii, et fono fatti introdur da zerca ... . volevano esser capitani di fanti, et ca-daun narrò li soi meriti et operation, et parse al Collegio di tutti balotarne solurn 4, ai qual fo dati fanti numero 700, con darli ducati .... per uno acciò vadi a far la compagnia, poi se li darà la paga. Et li rimasti sono li infrascripti : Conte Rubin di Montemelino, fazion bra- cesca...........fanti 200 Piero Francesco Aldrovandin di Ravenna » 150 Zuan Francesco da Brexa dii cavalier di la Volpe banderaro...... » 200 Domino Marco Gradenigo, qu. sier Feri- go nobile nostro.......» 150