385 MDXXVI, AGOSTO. 386 dullo de uno voi mandagli a parlar, et disse « Spazè presto quello avè a far ». Item dà salvocondutto a sguizari passino, et non se incura di le lettere di campo voi Zuan Andrea di Prato, o il Verulano o Piero di Longena,quali sanno il tutto. Item scriveno, esser zonti 1500 sguizari, passano per il lago per andar in bergamasca. 252 A dì 15, fo la Madona. 11 Serenissimo vestito di tabi bianco soto et di sopra manto damaschili bianco et d’oro, et cussi la bareta bianca con fiori d’oro, vene in chicsia con 4 oratori solamente, Papa, Anglia, Milan et Ferara, manchoe Pranza, zoè Baius, et Mantoa che non venero, et quel de 1’ Imperador e di l’Archiduca, che pur sono qui, ma poi publica la liga non vanno atomo. Erano questi Procuratori .............. et altri patricii zerca 80 in tulo. Sier Antonio Sanudo et io Marin Sanudo non andasemo per la morte, è pochi zorni, di sier Vetor Sanudo nostro • zerman. Et compita la messa, il Serenissimo si.re-duse in palazo con il Collegio a udir le lettere venule questa mattina. Da Brexa, di sier Piero Mocenigo capita-nio, di 13, hore. . ■ Come liavea hauto una lettera di Piero di Longena del castello di Cremona, di 13. Avisa haver preso una trinzea et combatteva certo bastion, qual sperava di averlo, et poi facilmente si daria lo asalto. Et etiam Malatesta Baion li scrive come voi altri fanti etc. Di Piero di Longena, date in castel di Cremona, a dì 13, hore 20, scritta a Lodovico Fioravante in questa terra. Come questa notte, essendo in castello, fu combattuto uno bastion de inimici et fo morto uno suo homo d’arme. Et era sta sbarato parte di una trinzea, resta una altra apresso uno bastion. Questa notte voi cavar sotto et farà ruinar dillo bastion, et ha fatto far uno cava-lier ; e altre parlicularità. Noto. Hozi fo il perdon di colpa et di pena a 1’ hospedal de Incurabeli, et comenza poi vespero il perdon etiam di colpa et di pena in la ehiexia di san Rocho, qual dura per tutto doman. Da poi disnar poi vespero fo collegio di Savii a consultar, et vene le inscripte lettere, zoè: 252* Po’ rectori di Bergamo, di 13, hore 3. Come era zonto de lì uno capilanio de sguizari quali vien in campo et sono numero 800, et non hanno voluto entrino in la terra ma alozino di fuori aziò non intervengi li erori de li altri; ai qual hanno previsto le vituarie. Scrive alcuni avisi hauti di lan- 1 Viarii di M. Sanuto. — Tom. XLII. zinech erano in Val di Sol andati verso Trento con 7 pezi di arlelleria eie. Et per lettere di Bergamo, di 13, hore 24, vidi questo aviso. Come qui apresso mia 10 sono zonti 1000 svizari in una valle nominata di San Martin, et uno che li hanno pagali dice che fra 8 zorni li zonzerano 4000, i quali non sono mollo lontani, et sono del numero di 10 milia falli per conto del re Christianissimo. Et che questa settimana zonzerano in campo le zente del ditto, et si dice doman dieno zonzer a Torino. Di campo, da Lambro, di sier Alvise Pisani procurator e sier Piero da cha da Pexaro procu-rator, proveditor generai di 13, hore 5. Come hozi era stato in consulto, et fati venir da lo illustrissimo signor Capilanio il magnifico Vizardini et questi altri condutieri, et per mazor inlelligentia falò venir dentro 1’ homo del signor Malatesta capilanio di le fanlarie, et inteso il suo richieder di 1000 fanti, è sta lermiuà darli do, o tre milia fanti et quatro pezi de artelleria grossa, et uno de nui do vi anderà. Et il magnifico Guizardini ne manderà 1000 di soi fanti, et nui Antonio dì Castello con il resto di la sua compagnia, eh’ è da 2000 fanti, in loco di quali a quella guarda si metteranno li sguizari quali è, zonti che sarà in campo. Scriveno haver lettere del signor Camillo Orsini, qual mandano incluse. Et li sguizari venuti voi la sua paga, qual dicono compir Mercore a dì 15, et loro non hanno danari da darli ; la qual paga monterà da ducati 15 milia. Et cussi è stà rimanda a ' Cremona 1’ homo del prefato signor Malalesta con tal resolution nostra. Hanno lettere di Bergamo di domino Chiapin, del zonzer lì con parte di sguizari che vien, li quali doman dieno zonzer qui in campo. Scriveno haver parlato con il magnifico Vizardini zerca la lettera hauta di Roma cb’ el mandi uno homo al castellali di Mus. Ha ditto vederà di mandar qualche uno, et parlalo di rimandar il capilanio 253 Zuan Mella, qual fo mandalo per il ducila di Milan, tamen lui castellan voi il Longena o il Prato o il reverendo Verulano per contar insieme; li quali Verulano et Prato non voleno andar dubitando esser retenuti, el il Longena è a l’impresa di Cremona. Scriveno, questo iolon di castellali non dia haver niente, et hanno scritto a li signori grisoni, la causa di tal retention è stata perchè lì voleano dar le tre Pieve a loro grisoni et il duca di Milan contentava, et lui ha fallo questo. Et hanno scritto etiam al Grangis, è a Coyra, logli a nostri stipendii del Papa et la Signoria nostra da 1500, et non polendo toy 25