133 MDXTVII, OTTOBRE. 194 aricordar certe cose a beneficio di nostri dacii, con questo stagi in caxa et non Vadi atorno. Di Ravenna vene lettere di sier Aìvixe Fo-scari proveditor, di 11. Come, hessendo venuto de lì il maistro di caxa del fradello del reverendissimo cardmal Cibo, qual vien di sotto Camerin et va a Bologna dal ditto Cardinal, dice haver parlalo con uno........ » . . , qual li ha ditto che spagnoli et lanzinech haveano tolto il Papa con li cardinali di Roma, et li menava a Caiela, et che haveano brusà meza Roma et la brusivano ; tamen tal nova non (o credula. In questa sera, hessendo inlrato questa matlina Cassier di Collegio sier Jacomo Corner, fo mandalo in campo ducati 10 milia, iusta la parte dì Pregaii, de li qual 2000 pagono chà Corner, videi icet 1700 di la comendaria di Cipro et 300 per l’arzivescovà di Spalato, per conto di quello è sta lanxadi. Nolo. In questi zorni si mena in Collegio zerta pratica di condur a nostri slipendii el signor Sigismondo Malatesta fiol del signor Pandolfo qual è Signor di Rimano. È da saper. In questo zorno nel Conseio di X semplice fo laià una terminatìon fatta del 1523 per li Cai di X, che quelli di la Scuola di San Nicola da Tolentino di questa città non potesse dar quella ad alcuno senza licenza dei Cai, sichè siano in soa libertà etc. El questo fo perchè il vescovo di Chieli con li altri compagni, et messer Caietano venuti di Roma qui, voleno andar ad abitar in ditto loco, et farsi certo monasterio etc. 126* A dì 13, Domenega. La mattina fo lettere di sier Piero da chà da Pexaro procurator, da Pavia, di 10, hore 2. Come, havendo ricevute le nostre di 7, scritte col Senato, era stato con monsignor di Lulrech, et ditoli la continenlia di quelle, exortandolo a voler luor la impresa di Mi-lati, et "mostrandoli li avisi hauti da li rectori di le terre nostre di adunation di zente si fa in Alemagna. Al che Soa Excellenlia concluse da poi molle parole che’l disse, che l’era disposto omnino di andar verso Roma a liberar il Papa, el di questo suo voler havea scripto in Pranza et in Ingilterra; nè si poteva far altramente, et che restava di qua ben bona guardia, dicendo l’impresa di Miian po-tria èsser difficile, è bon andar verso Roma, et do-man si dovea levar di qui, ma tien non potrà, perchè non potrà adunar le zelile per il gran sacco fallo. Et per lettere di sier Hironimo Contarini qa. sier Amolo dal ditto campo, pur di 10, 1 DiarU di M. Sanuto. - Tom XLVl. hore 4, vidi, che è slà fatto pei* tre zorni in Pavia il mazor sacco sia sta mai fallo in terra alcuna, fino le scudele di piera è sta lolle. Non si vede per Pavia alcun di la terra, donne, don-zele, vedoe et maritate, tutte fatte prexone, violate, date taglia, et ancora tenute per putane; che è una grandissima pietà. El contedi Caiazo, per var-dar una caxa dove eran redute alcune donne, si dice ha vad;ignato ducati 15 milia, el poi ha trova in un pozo ducati 2000, et cussi hanno fatto molli altri ; ma poi inlrati francesi dentro è slà fatto il secondo sacco et trovà haver et danari tino in le arche, sichè è cosa de grandissima compassion. Et quelli pavesi è scapolali, è andati chi in qua chi in là, cussi le monache el donne fo risalvate in quel monaslier, come scrisse, sono parlile et andate chi in qua chi in là. Scrive che al tulio monsignor di Lutrech è disposto di partirse et aiidar in Toscana. Di Pranza, del Justinian orator, di Coni-piegne, di 30 Septembre. Come era stalo col re Christianissimo, et exposto quanto li fo scritto con il Senato, el zerca Alexandria fosse dà al duca di Milan, Soa Maestà si alterò dicendo la poca fidanza ha quella Signoria in mi, che quel prometto, voio attender etc. Et su questo usò alcune parole, et che non havevemo li 15 milia fanti come semo ubligali di haver. Et di la decima paga nulla disse. Item, scrive il zorno sequenle si parlirano de lì per tornar a Paris, et che havia expedilo il signor Renzo per Italia per andar a la impresa del reame, qual haverà 6000 fanti, zoè 3000 haverà a Zenoa, el 3000 in Provenza. Item, come havia fallo de l’ordinedi San Michiel cinque, primo el re d’Ingaltera, il fiol del duca di Savoia, el conte di Languilara, el signor Alberto da Carpi, el il conte Guido Rangon. Item, oome il Re li ha parlato si toy per nostro capitanio et signor Thodaro Triulzi. Vene l’oralor di Fiorenza per saper di novo. El Serenissimo li comunicò quanto si havia, et di Ravena, et del campo, che Lutfech voi partirse. Da poi disnar fo Gran Conseio, et non fu il Serenissimo, vicedoxe sier Marin da Molin, el fo pu-blicà per Borlolomio Comin secrelario del Conseio di X, feva l’officio del Canzelier Grando, una condanation fatta nel Conseio di X con la Zonta a dì 9 de l’istante, conira sier Bernardo Contarini qu. sier Teodosio, el qual in questi tempi de penuria ha mandato de qui in terre aliene, biave : che’l ditto debbi pagar ducati 600, il terzo del Podestà di Loreto et la soa corte, il terzo di Avogadori, il 13