197 MDXXVD, OTTOBRE. 198 in do lochi danari, et che di hora in hora li agion-geva grandissima moltitudine di gente, quali pigliavano danari per venir in Italia, et fra li quali erano al partir suo agionta una compagnia de fanti 500, bellissima zente. 128 Da Udene di sier Zuan Moro luogotenente de la Patria, di 9 Octubrio. Manda una lettera hauta da Gemona da Evangelista Coda, il qual è stato a Graz, et li scrive in questa forma, zoè : Magnifico et clarissimo signor. Ilier sera zonsi de qui de le bande di Alemagna, et hozi era partito per venir a trovar vostra magnificentia, et lo cavallo mi è zotito in strada per le grande fatiche et gran camin ho fatto per vegnir più presto che a mi è sii possibile, per referir a vostra signoria, ita che mi è sta forza ritornar in-drieto, et per Io presente messo la presente mando a posta. Et prima aviso vostra signoria esser morto quel capitanio zeneral che era in Hongaria per nome del Principe, chiamalo marchese de Caximiro, et lo conte Chrisloforo de Frangipani esser stà morto de uno arcobuso sotto uno castello chiamato Varesdin. Et questo fo adì 27 del mexe passalo, et per andar all’ impeto del ditto conte Chrisloforo si feva zente per tulle le terre, et lochi del Principe per fino a Graz, et atorno a Graz, et questo ho visto mi curn li mei ochii far la mostra de ditte zente in più lochi. Tamen, da poi la morte del dillo conte Chrisloforo hanno restalo de mandarli, et fanno far la massa in uno loco chiamato Firsinfell lonlan de Graz uno mio todesco, et questo per commission del Lichstaner, el qual se ritrova esser in Graz, et questo son stà mi al presente. Del numero, si iu-dicava sariano tulli 4 in 6000 persone, li quali per questo mexe voleno che staga lì a qualche suo proposito, dove che più bisognasse. La sorte delle zente, sono tulli eletti in le terre, et hanno haulo raynes do per uno, et hanno La promessa che avanti passi zorni 15 haverano altri do raynes per suplimenlo di una paga de uno mese. De la banda de Hongaria intese li in Graz de-persona che vegniva da Buda, che mi acertava esser sialo alle man el Principe conira el Vayvoda, et che della banda del Principe esser stà morto assai men che de la banda del Vayvoda, et che non bisognava fosse zente de manco da la banda del Principe, che certo el Vayvoda saria stato vittorioso, tamen una banda et l’altra sono retirali. Lo Principe ha fallo fama de volersi incoronar el di de San Mar- lin proximo, et questo perchè el voi che tulli li baroni de la Hongaria siano presenti. Tamen pur 128* assai homeni da ben non Io crede, et questo perchè la zente del Principe che sono in Hongaria sono mal conditionate de infirmità de più sorte, et questo per non haver le comodità in Hongaria in campo, come hanno in la Elemagua, et etiam el par che el Principe hahbia fatto morir alcuni lan-zinech, li quali haveano fatto poco falimenlo. Ul-terius, per tutti li lochi sia li homeni da ben si do-leno de la morte de questi do signori, perchè dicono esser morto la speranza de li valenti homeni che erano in Alemagna, et che’l Principe non ha più un valente uomo, nè de inzegno, nè de cor, et lor medemi dìsseno : Dio voglia che la vada ben. El mio partir fo Venere passalo de Graz a hore 20. Altro non dirò, nome a vostra magnificentia con la solita reverentia mi racomando. Adì 9 Octubrio 1527, a hore 3 di notte, in Gemona. Soltoscrilta : De vostra excelsa magnificentia humillimo servitor Evangelista Coda. Copia di una lettera dal campo è a Pavia, a dì 9 Octubrio 1527, scritta per Zorzi Sturion a sier Tomà Moro. Per l’altra mia voslra signoria haverà inteso il successo di questa Pa\ia. Hora quella intenderà come monsignor illustrissimo di Lulrech pare esser ressoluto di ¡iridare col campo regio verso Roma, et questo nostro de la Illustrissima Signoria resti qui in Lombardia a l’assedio di Milano, et del resto con altri 5000 fanti del duca di Milano, cosa che non credo mai che ne pagi tanti. Et per haver io qualche pratica del paese non ho restato di ricordare a questi signori, che saria bono, et al proposito fornir Biagrassa per asscgurare la viltualia del novarese, et del Severo et de Lomelina, et aziò se havesse più presto et melio a fortificar, dico che si debba fornir di le zente del Duca perchè s’haverà meglio, et più volentieri guastatori dai paesani, et l’haveranno più rispetto, che forsi non haverebbeno alti nostri, et noi fornire Monza et Melz et altri lochi che ne paresse al proposito di potere meglio offendere inimici, per rispetto de as-segurare il passo di Cassano et poter haver vitlua-