109 MDXXVH, SETTEMBRE. 110 il qual le paga con esclamalione et malidilione conira ¡1 principe di Hongaria. Dice haver parlalo con uno mercadarite da Petovia, il qual gli ha referilo che ’1 principe Ferdinando se alrova in Buda, el più olirà non è processo. Del Vayvoda non si intende altro che ’I sia retirato, dove precise non se intende, ma chi dice verso Alba Regai et cui dice altrove. Per uno altro mercadante di Clanfurch habiamo, che li zenlilhomeni de la Carinthia, richiesti nel proximo precedente parlamento Catto a Clanfurch zà fa 10 zorni a dover mandar le zente ne P Hongaria, hanno recusato et non le mandano, dicendo volerle servar per il bisogno del paese per timor di le incursion di turchi. Et ancora esso mef-cadanle dice, che l’è grande exclamation et larnen-lation conira il Principe per le graveze ut supra imposte. Nè altro eie. Da poi disnar, fo Conseio di X con la Zonta per expedir sier Alvise d’ Armer, et compito di lezer il processo. Poi sier Alvise Bon el dotor avo-gador andoe in renga, et parloe, et messeno li Avogadori il procieder, et fo ballota do volte, et nulla fu preso. Parlò in suo favor sier Alvise Mo-cenigo el cavalier Consier. Li rispose il Serenissimo. Di procieder 8, 7 di no, 10. Iterum, 11, 7, 7 ; ma fo comandi) grandissima credenza, rimesso doman. Da campo, del procurator Fexaro, di 24, da Biagrassa fo lettere, di liore .... Come con lo exercito erano passali Tesino, et doman anderano a Resan et redurassi mia 4 verso Milan, el voleno tuor quella impresa. Scrive colloqui auti con Lutrech. Di Zuan Andrea Prato vicecolateral, di Biagrassa, di 24 Septembrio, vidi lettere, dri-zate a li rectori di Brexa. Come per le sue di Ochiobianco si bavera inteso la resa di la rocca di Vigevane ctim le sue qualità; ma perché li scrissi l’opinion di lo illustrissimo Lutrech era di fare appicar tulli quelli erano dentro, cosi persuaso da tulli li oratori et tolto il parer dii nostro clarissimo Pesaro, qual laudò il castellano, nominato Chrislo-forp da Ledro, il suo locotenente et bauderaro fos-seno apicadi per ripulazion, il resto che erano fanzini privati fosseno spogliali et lassali andar dove volesseno. El così fo eseguito. Et forno zerca 26, quali sono andati a Milano a portarli lai novella. Heri nui venissemo cum tulio lo exercito a Vige-veno, che è loco di uno Re, la terra bella el una rocca bella et bonissima, et è uno altro castello in mezzo di la terra nei qual habitava li signori di la terra et è ben messi allogiamenli per il signor nel castello et di fora a cauto per la famiglia. Per uno signor è loco bellissimo et ben accomodato. Questa mattina siamo venuti qui a Biagrassa, et credo doman o l’altro veniremo più sotto Milano, et credo veniremo Ira Milano et Pavia, perchè lo illustre signor Janus gubernator zcneral, qual vene heri qui a Vigevano cussi richiesto da lo illustrissimo Lulrech, levarà lo nostro esercito, che è a Mari-gnano et venirà a unirsi con questo, o saltem vi-.cini. Di quanto seguirà a la giornata darò aviso. Riporto di uno partito di Milano a dì 23. Che quelli di Milano haveva per indubitato si aspettasse lo assedio. Li spagnoli hanno redule tuie le victuarie ad uno et non ne consumano unza, et viveno di quelle che per giornata vien condule. Et quelli spagnoli che erano in più lochi se sono re-dutti in Milano, et lanzinechi ancora : el conte Ludovico Belzoioso hanno mandato in Pavia, el conte Brunoro ria Gambara a Como, Simpliciano napolitano a Leco, et a Trezo uno altro napolitano, de sorte che tulli li lanzinechi et spagnoli, erano in più loci, sono reduli in Milano, et sono da zerca 5000, cavalli pochi. Li bastioni et cavalieri sono atomo la città erano finiti tulli. Li formenli valeno da 23 in 24 lire il mozo di moneta milanese, et il mozo è qualche cosa più di 14 quarte brexane. El vino vecbio vai scudi 4 la brenta, el novo uno scudo, el qual è più di la mila acqua et come agresla. La carne bovina soldi 5 la lira, el boltiro soldi 20. Et che questi cesarei al tulio dicono volersi lenir. Et se ha, che el sopradilo che andava a Lecco, alcuni spagnoli che erano dentro non lo hanno voluto acceplar il capitanio Ponte magislro dii campo, et quello è andato in Como con fanti 150 italiani, et il conte Brunoro Gambara, qual resta in Milano. In Pavia saranno da zerca fanti 1800. Questo riporlo si ave per lettere di ... . Di Franza, di sier Sebastian Justinian el cavalier, orator, date a Compegne, a dì 7, 8, 13 di Septembrio. Come il Cardinal Rotomagense partirà (in 4 zorni per tornar in Anglia in bono acordo con questa Maestà, et colloqui hauti col Re zerca quella nova liga. Ha parlato con quelli del Conseio dolendosi di questo, e la Signoria è troppo agravata. Soa Maestà disse non vuol se non quello si puoi. Poi esso Orator li lexò le nostre lettere.