283 MDXXVI1, NOVEMBRE. 284 Ferazln da Brexa..............> 200 > Renzo da Perosa..............> 200 Conte Lodovico Morello ..... » 200 Batislin da Rimano > 200 Toso da Bagnacavallo. ..... » 250 Somma 7630 18l‘( In qui-slo zorflo, in chiesia di San Bortolomio iusta il solito fo falò il principio del Stadio, e preparalo la chiesia ben, con lapezarie da olia Pixahi. Fo temilo le conclusion per uno Francesco ZuchaHti da Feltro, eie tentativo (!) per uno altro forestier... sodo domino Antonio Ma ri ri dotlor, leze Loycli», e altro sotto domino Sebastian Foscarini cl dolor, el qual era 11 con l’orator di Milan. Sier Marco da Moiin prootiralor, sier Marco Grimani procuralor, cavalieri, dolori, el altri senatori invidati et parenti, tra li qlial io Marin Sanudo vi fui. El fece una bellissima oration sier Francesco Pixani di sier Silvestro, molto dotta et longa, el qual è discipulo di maistro Stephanin. Ét sì Compite, passa una bora di notte. Adì 9. La mallna. Vene in collegio maistro Bironimo da Augublo dotor excellente, condulo a le-zer iti medicina a Padoa, il qtial ringratiò il Serenissimo di esser sia condulo. El Serenissimo li usò le belle parole etc. Di Piasenza, del procura for Pexaro, di 5, hore 4. Come il dì sequenle partirla monsignor di Lutrcch per Fiorehzuola et poi Parma, et lui insieme. Hu scrito al conle Piero Navaro vengi a trovarlo con li fanti et passi Po, et scrito al nostro Go-vernalor, liavendo inimici fornito Monza, sta mal lì a Cassan el in pocha secllrlà. Scrive passò per Piasenza prima .uno inglese qual andava a Roma incognito, et parlò a Lutrech come li ha ditto, et li disse andava per dir al Papa stesse saldo el non si acordasse. Da poi liozi è passati doi altri inglesi pur, quali non li hanno parlato, ma ha dimanda del primo, et inteso era stato et parlilo, li erano andati drieto; non sa quello riportava. Scrive haver hauto li 6000 ducati el dati a Lulrech, el si mandi il resto. Scrive ha aviso a Zenoa esser zonlo il signor Renzo, et feva fanti. Di Cassan, del provedador zenerctl Contarmi, di 6, hore 4. Del suo zonzer li, et haver falò il ponte, et di la lettera di Lutrech che non stanno securi lì, el che ’1 conte Piero Navaro vadi a trovarlo ; sì che si forlificherano li a Cassan. Le (1) La carta 103* è bianca. zente d’arme aìozerano di qua, et le fantarie di là di Ada. Item, scrive li fanti è pochi, tl hauti li danari, vanno in Milan. Da Lodi, di sier Gabriel Vcnier orator, di 7. Come il signor Ducha li ha ditto il nostro exercito non è seguro a Cassan, et voria el venisse a Lodi por sicurtà di quello e di la terra; et scrive con eflecto questo è vero, perchè lui lì ha visto che dal conte di Caiazo in fuora, il resto di le zente vai ‘ pocho. Di Ci/pro, di sier Silvestro Minio locliofe- 181» nenie et Consieri, di 8 Settembre et 2 Octubrio. Scriveno zereha quelle occorrentie, el haver, iusla le Mtere nostre, cargato su nave moza...... di formenli et.... di orzi, ma è stà pochi orzi, et furano la descrition di le biave, però che in l’isola sono anime 126 milia, el laserano quello bisogna per l’ixola ; tulio il resto manderano de qui. Item, scrive, adì 13 Septembrio zonse a Saline sier Zuan Alvise Navaier synico, qual andò con le galle di Baruto. Vene I’ oralor Anglico per il qual fo mandalo, per saper chi erano questi che passava angtesi. Disstì sapea del primo et non di secondi. Di Zuan Andrea di Prato vicecolateral, dal campo a Cassano, di 6, a li rectori di Brexa. Siamo hoggi venuti qui a Cassano, videlicet il campo nostro, et il signor conle Piero Navaro con li soi a Pozolo l’è intrà liogi ; pur hano dato un pocho a la coda al nostro campo, tamen non hanno fallo danno alcuno. Si dice hanno abbandonato Monza inimici, el che l’hano spuliala di ogni cosa, et reduto le robbe in Milano. Il signor conte Piero ha dillo voler dimane passar Adda, et credo alo-giarà a Caravagio et di longo andarà a la volta di parmesana, come li scrissi, andagando per il cremonese, che dove andarano li furano gran danni, el maxime li guasconi. Di Ferrara fo lettere di sier Gasparo Contarmi orator, di heri sera, drizate a li Cai di X, le qual vene a vespro. In questo zorno non senio li officii per esser San Thodaro, et poche botege erano aperte. Da poi disnar fo Pregadi, et prima il Serenisi simo venisse suso, vene monsignor di Baius con lettere baule di Ferara, et parlò al Serenissimo con li Consieri et Cai di X. Fu posto, per li Savi d’acordo, una lettera a f Orator nostro in Franza in risposta di soe verbo prò verbis, ringratiando la Cristianissima Maestà del suo bon voler, solicilundo il mandar li danari per