269 MDXXVII, NOVEMBRE. 270 Copia di una lettera di Zuan Maria Fregoso, dal campo a la Chiarella, a dì primo No- vembrio 1527, drizata a Agustin Abondio. Quest» sera siamo qui a la Chiarella allozati coi) il campo, et carminando questa mattina tutto el campo, da 1600 in 1800 guasconi se sono amulmali per causa de soi pagamenti, cridarido conira dei noi : « Arnazza, amazza » con le piche basse et l’archibusi, con li fochi su le serpentine, dicendo cum il maior impeto del mondo : « Spara a cavalli, spara a cavalli », et eran cum questo rumore a la volta di nostri cariaggi, et se-uno colonello di nostre fantarie in bataglia non fussero stale ivi, indubitatamente seguiva qualche inconveniente con-tra di nostri cariaggi. Et ditti guasconi sono andati a la volta di Vegeveno; sichè sono questi (iw)paci di la guerra a doversi guardar de li inimici, et de soi proprii. Damatina pariimo de qui, et andamo a Landriano. Fu posto, per li Savii del Conseio et Savii di terra ferma, alenlo la mazor parte di le terre di terra ferma hanno pagalo l’impfestido richieslo a la città el clero, pur ne resla ancor a scuoder, per tanto sia preso et scritto a li Rectori di le terre che dieno pagar, che in termine di 8 zorni debbano scuoder tutti li danari limitadi mandandoli de qui, perchè non si exeguendo si farà provision ut in parte. Ave: 119, 7, 3. Fu posto, per li Savi, atenlo resti a vender in Rialto molle bolege, banchi et altri lochi di la Signoria nostra, per tanto sia preso che ’1 sia comes-so a sier Lunardo Emo proveditor sora i danari, debbi vender al pubblico incanto le bolege, banche, volte, stazii di pescbaria et tutte altre cose sono impegnale et restano a vender, in danari contali, da esser aprobale le vendede per il Collegio con li do terzi di le ballote. Et de li danari si Irazerà se pagi prima quelli dieno haver su quel si vende, il resto a le presente occorenlie. 140, 7, 2. Fu posto, per sier Lunardo Emo proveJitore sora i danari una parte, che le possession che erano di frati di Corezuola, over Santa Justina, siano in-cantade, con condition, che quelli le lorano ad afìto debano dar de praesenti ducati 1500 da esser scontadi in li 5 anni le lorano ad afìto per rata ut in parte, et siano iucanlade per li oficiali a le Raxon vechie che sono quelli che al presente scuo-deno li aSti di esse possession, ut in park. Et li Savii del Conseio el terra ferma messeno a l’incontro un scontro, el qual sarà nolado qui avanti. El sier Lunardo Emo andò in renga el parlò sopra questo longamente, et niun di Collegio li rispose. Ma andò in renga sier Polo Valaresso è di Pregadi qu. sier Gabriel, dicendo si dovcria afilar ditti; possession in più parie, el non tulle a uno, perchè lutte le torà solum richi, ina separate molti le torà et potrà dar avanti tralo. El iterum sier Lunardo Emo li rispose. Poi parlò sier Piero Orio el XL criminal qu. sier Bernardin, el cavali«*, dicendo che . ... Andò la parie. Fo balolà .... volle et nulla (u preso, zoè la prima volta ave..... Da poi sier Lunardo Emo conzò la parte, che fusse afìtade in più parte ut in ea di Savi messeno il suo scontro, sicome el l'ulto sarà scritto qui sotto; et niun pàrloe, et fu presa la parte di una balola. Et si vene zoso a horc 5. Noto. Vidi una lettera particular di Nicolò Barbaro capitanio del Lago, a sier Gregorio Pizamano senza zorno. Scrivo li tumulti di sopra non è nulla, et sono alquanto smariti, el questo per non haver danari ; pur si slarà oculati. Li for-inenti a le parte di sopra vendese a raxon di sier venelian lire 9 di pizoli. Scrive, a Brexa tutti mormora mollo del canzelier di sier Antonio Barbaro podestà. In queste parte, il formento vai da lire 15 il staro, et se non fosse di quel di sopra, si faria male ; li vini da 6 ducati el caro. El marchese di Mantoa fé rneler in prexon el suo Sinico, homo gran-do, et lo tormena ogni dì perchè dicesi voleva far tosicar la inamorata di esso Signor, el el suo falor di essa generai nominato Amadco, su la corda é morto. Etiam ditto Signor fa fortificar a furia Mantoa et Goito. Se dubila di Lulrech, per causa de la moier che non la" mena per non esser di sangue regai. Copia di una kttera scritta per monsignor di 172 Lautrech al signor Janus di Campo Fregoso governador nostro. Illustrissimo signor Janus. Non bisogna la mi ringratii di quello ho fallo per recuperatiorì di la terra di Abbia, che essendo questo ben comune de la lega, era debito mio de provederli, né mancarò «lai in quello a me perle-narà di fare. Quanlo a ciò che ella mi ricerca di scriver al signor conte Piero Navaro, che colla gente che ha