175 MDXXVII, OTTOBRE. 176 renza, che non si intendeva alcuna cosa di accordo con cesarei, anzi era gionto, per lettere di 27 del campo nostro, novi commissari fiorentini, che affamavano il voler continuar con la lega. Scrivendo, è venuto uno parti ad hore 6 da Pavia. Dice che tuttavia la sachizavano, robavano et fevano presoni tutti, che guasconi et sguizari facevano assai male. Questa lettera è particular a sier Polo Contarmi. Vene in Collegio l’oralor di Milan, el qual parlò zerca Pavia, et........... Vene uno emin di Scardona, qual è stato a Lio zorni 10 in la casa del Conscio di X per venir di loco suspelto, che è di Dalmatia, et portò a presentar uno cavallo turco, qual haveva una bella seia con una coperta sopra, il qual era in corte del palazzo, et uno astor. Il Serenissimo acceptò il presente et li fece grata ciera. Par sia venuto per causa di sali. Ha nome Memin Zclabin, è emin di Ma-carasca et Nareuta, alozato a S. Marco al ponte di la Paia a l’hostaria, è con persone .... • Di Verona, di liectori, vene lettere poi nona, di heri. Scrivono; per aviso di Trento, che quelli 800 lanzinech et spagnoli che sono stali in Alexandria et passorono per il Lago, volendo partirsi, quelli signori li voleano retenir dandoli mezo scudo per uno. I qual non li volseno luor, dicendo voler licentia di andar a trovar soldo altrove. Al presente li hanno dato uno scudo dal sol per uno et 300 di loro posti a la custodia di Trento ; li altri intertenuti per quelli castelli. i Di Bassan, di sier Marco da chà da Te-xaro podestà et capitanio, di 7. Di le cose di sopra. Venere et Sabato passato in Trento fo dato corona 1 e meza per fante a quelli 800 fanti ussi-teno di Alexandria, 300 de li quali sono alozati in Trento, li altri nelle ville circum circa a Trento di là di l’Adexe. Et scrive de li si ragiona publice che si farà presto gente per Italia. Da poi, sier Marco Minio il Consier andò in ren-ga, per esser venuto orator dal Signor turco, et fé la sua relatione el stele do hore. Disse il suo viazo a l’andar in là el il suo zonzer, laudando sier Francesco Dandolo sopracomito ; disse l’audientia haula da li bassà prima et poi del Signor. La età, che è anni 33, la effigie, ha tre Goli, uno di anni 11, il secondo 6, et 5 l’altro ; ma il primo è mollo feroze et animoso. Disse la gran inlrada, che è 7 milioni d’oro, et di la Soria non cava se non, et Egypto, 300 milia ducati. Disse di la spesa ordinaria. Disse di Ire bassà, ma sopratutti è il magnifico Imbraim, qual andò prima a trovar su la Natòlia et stè poco coi! lui, el ha grandissimo poter, et quello el voi niun li conlradise, si puoi dir signor lui ; el qual è amado molto dal Signor. Et disse che ’1 portava grandissima afficion a questo Stado. Disse che '1 andò a trovar in campo quando l’andava sotto un pa-vion vestito d’oro, al qual li dele li presenti et il safil, qual era piccolo, ma bellissimo. El 1’ Orator disse : « Signor questo è come li piccolo, ma bellissimo, et lui se la rise et ringratiò molto. > dal qual ottenne quello el volse. Et perchè se li ruppe una anlena a la galìa, ge la domandò. Disse era contento et la pagerà come fo fatto i salnitri, zoè la darà in don. Poi in Constanlinopoli venuto, fo mollo hono-ralo, visitò li bassà'con li presenti, et dal Signor, al qual referì la sua commission, el qual era sentado sopra uno scagno, non come prima che senlava su uno mastabè. Disse la qualità de la persona, come dirò di sotto ; el qual non rispose. Et hanno posto questo ordine ,che niun orator parli, nè il Signor li rispondi, ma solum li basi la man, et poi loro bassà li expedisse. Dice, questo Signor è iusto, chiamato pliilosopho, sa ben la sua leze. Disse, la nation è vista tanto ben de lì quanto dir si possi, imo se va per nostri la notte fazando matinade per Costantinopoli, cosa insolita. Disse del padre de Imbraim, qual lo visitò, et era a la Parga venuto a Co-stanlinopoli ; il tiol ha voluto che si fazi turco, et j cussi sua madre; la qual .... Disse che quando el fo un’ altra volta Oralor a questo Signor, del 15-21, relerile che ’I Siguor voleva far tre imprese, P una di Rhodi, P altra di Hongaria, la terza manca a far, le do. ha fatte; la qual non poi esser altra che Italia, et però fa lanlo bona ciera a la nation acciò quella non se li opponi, et fa lavorar, sicché a tempo nuovo el potrà armar et haverà in ordine 200 galle. Disse come el Signor havia fallo ruinar nel serraio .... che è gran cosa, dove li bassà deva audienlia, per far una bella fabrica, et ruinò il casnà, et fu visto portar fuora un gran numero .di danari, come el disse .... Et disse che ’1 Signor, essendo Imbraim parlilo in persona, andò a la moschea di suo padre con gran numero di persone et fece ruinar certi bagni di Mustafà bassà che li costò a farli ducati 7000, unde Mustafà dubitò il Signor li facesse laiar la lesta, et mandò soa moier, che è sorella de la madre del Signor, a saper la cosa. 11 Signor disse li voleva pagar il costo; ma havea fallo per far iuslilia, perchè impediva certe acque publiee etc. Disse che Aias bassà è zovene,