423 MDXXVII, DICEMBRE. 424 molto ben in ordine. Dimandati se lo re di Polonia li presta favor, diconp che Sua Maestà sia più presto favorevole che altramente al prelibalo Vayvoda. Item, dicono divulgarse lo Turco far grandissimi apparali a la volta di Belgrado, et minaza alla ruina di quella misera et lacerala Hongaria. Di Vorator di Hongaria, è in questa terra, fo leto una lettera mandata heri al Serenissimo con avisi di Hongaria. La copia sarà qui avanti. Fu posto, per li Savii ai ordeni, hessendo zonla in Istria la nave patron Matio Verga, la qual haven-do perso gomene richiede sia servito da 1’ Arsenal, pertanto sia preso che’l dillo sia servido di do gomene, lassando il pegno, et hessendo ubligà di pagar il frusto. 185, C, 0. Fu presa. 272* Copia di la proclama fatta del predo di le farine e formanti, insta la parte presa nel Conseio di X con la Zonta, publicada adì . . . Hecembrio 1528. El Serenissimo Principe fa a saper a lutti, come adì 28 del mexe presente è stà deliberà nel Illustrissimo Conseio di X con la Zonla, el firmiter statuito, che per universal benefìcio del popolo et hahilanti, in questa cillà vender non se possi per alcun modo il formento di gran menudo più di lire 15 soldi 10 el staro, et quello di gran grosso più di lire 13 soldi 10 el staro. Le farine veramente, così quelle che sono in li Fonlegi de Rialto et San Marco, come quelle ohe si nielleranno in diti Fonlegi, vender non se possino a mazor precio .quelle di gran menudo più di lire 17 el staro, et quelle de gran grosso più di lire 15 el staro. Nè per alcun modo se possino acreseer quelle farine che fosseuo in ditti Fonlegi a menor precii, sotto pena a quelli che contrafazeseno a la presente de-liberation nostra de perder inremissibilmenle li formenli et farine, et di pagar lire 25 di più per slaro : uno terzo di la qual pena sia di 1’ acusador, uno terzo de li Avogadori nostri di Cornuti, over de li Provedadori nostri di le biave a lì qual sia co-messo la execution, et l’altro terzo de la Illustrissima Signoria nostra, da esser dispensalo la dilla parlo di la Signoria nostra in elimosina come parerà al Collegio nostro ; nè li possi far gratia, don, nè remission, salvo per parto presa per li 5 sesti del dillo Conseio. Et la presente di liberation nostra sia mandala et registrata ne li Fonlegi di Rialto el di San Marco per la inviolabile observation di quella. Copia di una lettera di V orator ungarico, 273 scritta al Serenissimo adì 30 Decembrio 1527. Serenissimo Principe, Heri parlai con uno il qual viene da Buda el parli alli 7 de Decembre. Et dice che alli 19 dì de Novembre la Maestà del mio Re cum li dui Vay-vodi, zìoè di Moldavia et Valachia minore, el multi altri suoi capitani et zelile assai si ritrovò in uno luoco qual si domanda Tallo longe da Buda lege 20, et ivi tenne a baptesmo uno figliolo de uno suo capitante nominato missier Joanne da Tallo ; in el qual luoco io sum slato, et cognosco epso messer Joanni, homo molto nobile et militare. Et che’l ditto Serenissimo mio re al presente si ritrova tra ungari, vallachi, tartari et poloni, tra pedoni et cavalli più numero non havea la bona memoria del quondam re Ludovico conira turchi ; et che son ben da 40 milia persone, et che Ferdinando si è levalo da Buda et ha posto alcune puoche viclualie in el castello el vassene a Vienna, et ha levale quasi tutte le artellarie da Buda, et havea ancora levati lutti quelli pochi fanti che lo havea, ma poi li ha remandali perchè tutti li populi diceano che’l fuziva. Li quali fanlì sono da 2000 male in ordine, et ogni zorno se parteno a puoco a puoco; et che tulli li signori quali sfilavano Ferdinando, parlo de li hungari, sono parlili da la corte malcontenti et murmurando. La Maestà del mio Re fece troncare il capo a lo episcopo di Transilvania, et per quello il popolo di Transilvania par che un puoco sì sublevasse et volesse impedire che quelli dui Vayvodi vallachi non passassino a favore del Re. Li quali Vayvodi sono passali el hanno facto conflicto cum dieti transilvani et domatili talmente che tulli sono alla obedientia del Re, et tulle le terre et fortezze sono iu mano del Re. Il qual Re ha le zenle sue divise in Ire parte : una parte a Varadin longi da Buda lige 28; una parie in Agrìa longe da Buda lige 14; P altra parte in Cassavia longe da Buda lige 30 verso la Polonia, el zà seria venuto avanti, 573» se la fama di la morie del re de Polonia suo eu-gnalo non lo havesse relenuto. Il quale re de Polonia, segondo che io intendo pur è morto, et ha lassila la Maestà del mio Serenissimo protelore del figliolo et del regno con consentimento de li sub-