235 MDXXVlt, OTTOBRE. 236 Sono ussiti di Milano da zerca 2000 fatili con arlel-laria, et dicesi andar a Biagrassa. Non se intende li andamenti loro. Da poi disnar fo Pregadi, et vene lettere del procurator Pexaro, da Piagenza, a dì 22, hore 21. Come havendo inteso che inimici erano ussiti di Milan per Biagrassa, fo da monsignor di Lulrech rechiedendolo aiuto. Il qual subito ordinò che 'I conte Piero Navaro con 3000 guasconi, 3000 lanzi-nech over sguizari, et 2000 italiani passino Po, et vadino a la volta loro eie. Di Brexa, di sur Zrnn Fero capitario, di 23, hore 15 >/,. Come in quella hora ha ricevuto una lettera da Piasenza di Zuau Andrea da Prato vicecolateral, qual li scrive che, essendo richiesto da 10 illustrissimo signor Janes gubernnlor nostro dal campo di Mandriano che se li mandi 2000 fanti 11 clarissimo ambassator ha operato che se li mandi 4000 guasconi et 3000 italiani, cum li quali ditto clarissimo ha voluto che io vada con loro. Spero, se aspetano, se ferà qualche bon effeelo. Di quanto se-quirà, aviserà. Item,per un' altra lettera, pur di 23. Come à hauto in questa ora 14 da Salò dal Proveditor sier Jacomo Corer, che li scrive haver inteso che a Marano in terra todesca è fatto adunation di 20 in 25 milia persone, et che si diceva per voler dar socor-so a Milan. Et da poi inteso la rota di Ferdinando, qual solum è scampalo con cavalli 30, ditta zelile volerlo andar a socorer. Da Lodi, di sier Gabriel Venier orator, di 22. Scrive come il signor Duca li ha mandato a dir quelli fanti fo ordinato andasse in soccorso di Biagrassa, esser intrati dentro a salvamento. Et da poi stalo il Pregadi assai ad aspettar il Serenissimo con la Signoria che lezevano queste lettere venute, sì che a hore 22 si principiò a lezer, fu posto, per i Consieri, una taia a Treviso per lettere di quel Podestà di 30 Avosto, di certo homi-cidio seguilo in la persona di Francesco fiol di Zuan Padoan citadin di Trevixo, videlicet bandir uno di terre et lochi e di questa città con taia, vivo lire 500, morto 300, et per haver notilia di compagni incogniti dagi laia, chi acusarà habbi lire 5A)0, et si uno compagno acusarà l’altro sia assolto. Ave : 114, 1, 3. Fu posto, per li Savii ai ordeni sier Nicolò Bol-dù, sier Sebastian Zigogna, sier Agustin Bondimier, sier Alvise Renier, sier Bironimo Sagredo, che essendo zonta in Istria la nave Malipiera et ha perso uno usto (?) la qual vien sora porto, per tanto li sia di | l’Arsenal dà una gomena, lassando sier Gasparo Ma-lipiero pegno di restituirla et pagar il frusto. Ave : 60, 8,0. Fu posto, per li Savii del Conseio e terra ferma una lettera a I’ Orator nostro in Spagna in risposta di sue, zerca far la paxe con la Cesarea Maestà. Et da poi le parole zeneral di la observanlia nostra verso la Cesarea Maestà, senio contenti venir a la pace, et però li mandemo il synichà, qual fo zène-ral et ampio., Item, se li scrive semo contenti farla con li capitoli fo tratà altre fiade, videlicet dar li danari dia haver PArcliiduca ; ma che etiam a nui ne sia dato le ville di Friul ¡usta la capitulalion. Item, si remove alcune cose di primi capitoli fo tratà col Carazolo et col Viceré ; et debbi comunicar con li oratori del re Christianissimo et del re Anglico. Item, per un’ altra lettera a parte se li scrive, che havendo fatto il tutto di non darli danari, pur volendoli, semo conienti li prometti ducali 80 milia come fo capitolato col Viceré. Et questo sia in ultima. Item, messeno scriver in Franza a l’Orator nostro, che comunichi con la Christianissima Maestà quanto liavemo scritto in Spagna. Tamen non se li dica nulla di darli li 80 milia ducali ut in litteris. Et sier Gasparo Malipiero fo Censor,primo andò in renga, dicendo se dia comunicar il tutto etiam in Franza, et scriver del Stado di Milan, che par Et li rispose sier Filippo Trun savio a terra ferma per il Collegio, malamente, però che il Conseio non sentiva 1’ opinion del Collegio, et fo gran sos-sò (sic), adco sier Francesco Bragadin savio del Conseio si remosse, et li Savi a terra ferma, excepto sier Francesco Morexini. Et il Serenissimo parlò che si dia comunicar il tutto con il re Christianissimo, per esser francesi et turchi homini sospetosissimi eie. Et sier Andrea Trivixan el cavalier savio del Conseio, era in setimana, li rispose dicendo . . . Et sier Filippo Capello el consier et...... messe voler le lettere, con questo...... Et andò in renga et parlò per la sua opinion ... Li rispose sier Francesco Morexini savio a terra ferma. Et da poi andò in renga sier Francesco Venier é ai X Savii, qu. sier Zuanne, laudando le lettere ;