601 MDXXVill, FEBBRAIO 602 Cai di X, et li fo dillo la nova del prender l’orator cesareo, che si ha per lettere di Franza. Et qui fo parlato si se dia far novità : intertenir questo cesareo è in questa terra, bavendo l'Imperalor retenuto il nostro. 393* Vene F orator di Fiorenza, et li fo leclo F aviso si ha de Franza de la retention (ala per l’Imperalor di oratori di la liga. Da poi vene in Collegio el reverendissimo Cardinal Grimani, vestito da Cardinal con capa di zam-beloto cremexin et la valise et maza d’ arzento davanti, qual parli di la Procurata di suo fradello sier Marco. Et vene ìq mezo del Corner arziepiscopo di Spalato et il Podacalaro arziepiscopo ili Nicosia, el Pexaro episcopo di Baffo, F Arzenti» episcopo de Concordia, el Borgasio de Limisso, suo fratelo domino Zuane Grimani episcopo di Ceneda,..... episcopo di Caorle sufraganeo del Cardinal nel patriarcato de Aquileia, il ... . episcopo di Chisa-mo, el Campezo episcopo de Bologna el il Barbari-go primocierio de San Marco. Poi altri prelati, videlicet Marzello Zulian, Benedelo Cocho el altri. Procuratori sier Polo Capello el cavalier, sier Marco da Molin, sier Francesco di Prioli, sier Marco Grimani el sier Vetor Grimani. Poi altri soi parenti zoveni gran numero. El Serenissimo vestito de ve-ludo violetto, et cussi la barella, con il Collegio vestito di color, li vene conira fino in cao de la scala, et posto di sora andono in Collegio, dove sentati, esso Cardinal usò alcune parole di la ubli-gation havia a questo Slado, et li onori dati a caxa sua et al Serenissimo Principe suo avo el suo barba reverendissimo Cardinal Griinani ; cussi come é stato aficionatissimo a la sua patria, cussi lui se ofe-riva in ogni cossa per questo Excellenlissimo Slado come doveva cussi far ; el ringratiò el Serenissimo che’l vene a visitar eie. Soa Serenità li rispose verba prò verbis ; el poi si levò, et il Serenissimo con tulio il Collegio F acompagnò fino zoso de la scala de piera. Et il Cardinal andò a la caxa iu Procurata. Noto. Voleva tuor el capello el di de la Noslra Dona de Marzo ; ma lo torà più presto, perchè el Papa li ha scritto vadi subito in corte. Da poi disnar, fu terminalo in Collegio el Serenissimo con el Collegio con li piali andar a Murai) a visitar el Cardinal di Trane venuto di Orvieto. Et reduli a palazo per andarvi, el dillo Cardinal F intese et mandò a dir al Serenissimo che li perdonasse, per esser venuto a stafeta di Orvieto et se resentiva. Però se restò de andar a dilla visitatoli. El li Savii si reduseno in Collegio a consultar. Da Fiorenza, di sier Antonio Surian do- 394 tor, cavalier, orator, di 11 et 13. Scrive in la prima, come era ritornato quel suo portò li ducati 2000 al Provedilor di F armala ; il qual habuti, le galie erano ad ordine per levarse quella nolte per Corfù. Et se lien siano levale perchè il venlo fu propilio, et saranno andate a boti viazo. Item, per quelle di 13. Scrive, quelli signori haverli comunicalo le nove di Roma et di Orvieto. Che lanzinech et spagnoli in Roma erano ad ordine per levarsi et andar in reame ; inviati li cariazi avanti a la liziera, ni» le bagaie loro restavano in Roma. Et scrive coloquii hauti con quelli signori fiorentini, quali si dolcno di la tardità di Lulrech a andar avanti, dicen lo non dia haver zente ; et che loro faranno dal canto suo quello sono ubligati et più; né si voi meter tempo di mezo; con altre parole. Da Cividal di Bellun, di sier Polo More• xini podestà et capitario, di li. Come uno de li soi mandati a le parte di sopra è ritornalo. Dice che Sabato a di 8 proximo passalo gionse a Bolzano dove era un bel mercato, et non Irovò esserli alcuno soldato ; ma ben se ragionava che’l giorno seguente dovea passare genie per là. Et cussi 11 siete la Domenica el il Luni per lai rispetto, et nulla vide et se partile. Era ben fama che fanti 15 milia et cavalli 3000 doveano andar verso Milano. Per l’allro venuto di la via di Cadore, che fu fina a Dobiaco, referisse el simile, el nulla haver veduto circa le arlellnrie. Scrive come el vicario di Primier, confina con queslo territorio, ha fatto rechieder al capilanio di Agrolh, che è solto queslo rezimenlo, che vogli esser d’acordo con loro de ben convicinar, et che voy operar che li intravengi il consentimento di esso reclor. Pertanto la Signoria ordeni quello li par; il che saria mollo a proposito a farlo. A dì 18. La mattina, fo lettere di sier Polo 394* Morexini podestà et capitario di Cividal de Belun, di.....Come era ritornalo uno suo, stato a le parte di sopra verso Maran et Bolzun. Referisse.............. Vene Foralor di Milan. Vene F orator di Fiorenza. In questa malina, nel Collegio di XX deputali sopra la diferenlia di brexani et quelli di Salò, zerca tuor Conseio di savio eie. ; da poi ... . Conscgii et disputatone fate fra loro oratori, era-