549 inumi, bugii fatti a la nation per uno syriffo venuto dal Cayro. JJnde si ha convenuto cargar poi muda, rt più che ha voluto si toy cassie, il che saria gran danno a la nation ; ma si ha pensa luorle a tempo 8 in 10 mexi, aziò si scrivi a Costantinopoli, et dolersi che non vien ubediti li comandamenti del Gran Signor, che non vuol la nation sia sforzada a comprar alcuna cossa. Scrive aver hauto li comandamenti zerca haver li salnitri et li formenti, li qual quel.... non voleva li mandasse al Cayro. Pur ha hauto modo di mandarli, el saranno ubediti, et ha nolizà nave. Scrive altre parlicularità, ut in ìitteris. Una savia lettera. Fu posto, per li Consieri, non era sier Alvise Mocenigo el cavalier, havendo il reverendissimo Cardinal nostro Pixani, per questa sua andata per obside de yspani cesso et libere renuntiato lo episcopato suo de Padoa al reverendo domino Alvixe Pixani di sier Zuane suo nepote, come apar per le bolle apostoliche de di 2 Decembrio pro-xime preterito, però Panderà parte; che per autorità di questo Conseio sia scritto a li reclori nostri di Padoa che debbano dar il possesso del. dillo episcopato di quella città nostra al predillo reverendo domino Alvixe Pixani, over al suo prò-curator legilimo, cum tutti i modi et condition contenute in le ditte bolle apostoliche, a le quale se habbia relatione. Fu stridè, presa. 133, 37, 10 non sincere. Fu posto, per li Savii, una lettera a sier Zuan Moro proveditor di l’armada, in risposta di soe, che ’1 debba meter in ordine quelle galie, sì de homeni come de biscolo, et venir quam primum a la volta di Corfù; et li havemo remessi ducali 2000, et scritto a l’orator Surian a Fiorenza trazi ducati 3000 a pagarli de qui ; de i qual danari debbi far quanto se li dice. El etiam volemo che 4 galie sono restale in Sardegna parendoli . . Et altro non fu fato. Licenlialo Pregadi a bore 2, restò Conseio di X con la Zonta, per far certa perlongation a ubligation di danari per poterse servir d'essi, videlicet......... Item, preseno certi doni a formenli, ut in parte. « A di 2, Domenega, fo la Madona vulgarmente ditta di le Candelle. El Serenissimo vene in chiexia vestilo con vesta d’oro sotto manto damaschili bianco el d’oro, et cussi la bareta ; FEBBRAIO. 550 con li oratori che fo heri, manco quel di Franza eli’è resentito. Era etiam il primoeierio di San Marco et lo episcopo di Baffo, Pexaro, el il cola-teral zeneral di sora di cavalieri ; et il maio di le carte, sier Velor Morexini da San Polo. Era quatro procuratori : sier Jacomo Soranzo, sier Lorenzo Pasqualigo, sier Andrea Gussoni et sier Francesco di Prioll. Nè, poi messa, Collegio si re-duse per non esser alcuna lettera. Da poi disnar fo Collegio di Savii, et la terra piena di feste, per la gran quantità di maschere si fa ; et a l’incontro tanti poveri de di et de nolle che è uno exlerminio ; et molti villani co-menzano venir qui con puli zercando il viver, per la grandissima carestia è di fuora. Tamen questa matina si have esser zonle alcune nave con formenli et.............. Di sier Piero da chà da Pexaro procura-tor, da Recanati, di 29. Del zonzer lì con Lu* trech, et parlirano per . . .’...... Di Franza, fo lettere di sier Sebaslian Justinian el cavalier, orator nostro, da Paris, di 9 et 10. Come il Ite havia iuvialo in Italia scudi 40 milia Item, mandava uno suo gen-tilhomo a stafela al Papa. Etiam il re d’Inghilterra remandava al Papa lo episcopo di Sibinico Slafìleo venuto lì come orator del Papa. Item, clic di l’accordo di Cesare erano lettere di Spagna di 28, come el Lelu Baiardo havia haulo au-dienlia, explicato il tulio, et che Cesare li disse li risponderia per le feste di Nadal ; tamen che erano lettere di 28, et tamen nulla risposta li era sta fatta. Et che Cesare havia tolto danari di le chiexie di croce et calesi, et a di 29 li doveva risponder. El par che ’1 Gran Maislro dicesse a lui Orator nostro, che sperava I’ accordo seguisse più che mai. Item, come il Re havia hauto uno brieve del Papa zerca farli dar Ravenna el Zervia ; el che Soa Maestà havia risposto al Papa non era tempo adesso, ma atender a cazar spagnoli di Italia. Et cussi havia scritto in Anglia quel Re rispondesse al Papa zerca Ravenna et Zervia. Di Anglia, di sier Marco Antonio Venier el dotor, orator nostro, da Londra, di 2 Zener. Come si slava in expelalion de intender quello havia operato Ldu Baiardo con Cesare. Et a li di passati venne a quella Maestà uno nontio del Papa, qual è lo episcopo di Sibinico, Slafìleo. Par mo’ al Papa lo rimanda il Re, et etiam manda