243 MDXXVII, OTTOBRE. 244 Di Hongaria, fo lettere di Paribon di Friul, da certo monasterio, di 12 di l’instante, ¡1 qual fo mandalo per la Signoria nostra in quelle parie per saper di novo-, et scrive il successo di la rotta bave il Vayvoda da le zente di l’Archiduca a di 25 Sep-tembrio. Et come el dì di San Gallo, che sarà a di 1C di Novembrio, dillo Archiduca re di Bohemia si dia incoronar etiam re di Hongaria; con altre par-ticularità. La copia sarà qui avanti. Fono in Collegio la Signoria sopra far pagar debitori. Item, veleno alcuni panni d’oro se manda per merendanti a Constanlinopoli; sì che il Collegio siete suso fino bore 3 di notte. 157* A dì 27, Domenega. Fo pioza et grande quasi tutto il zorno. Di Piasenza, del procurator Pexaro, fo lettere, di 23. Come era lì con monsignor di Lu-trech, et desiderava intender l’exilo del conte Piero Navaro con le zente che vene per socorer Bia-grasso. Scrive baver parlalo con uno capo di lan-zinecb, qual li ha dillo che quelli lanzinech che erano in Alexandria et sono alozati propinqui a Trento, volendo la liga o la Signoria tuorli, veriano a nostri slipendii. Item, fono lettere, del ditto, drizale a li Cai di X, in materia del duca di Ferrara, qual fo lecle con li Cai di X. Di Landriano, del Proveditor zeneral Contarmi, di 24, hore 5. Scrive come Biagrassa si rese al signor Antonio da Leva beri, et quelli capi erano dentro è venuti in campo. Il nostro era nominato ...... qual dice non haviano polvere, nè piombi da far ballote, et poco numero di fanti. El haveano desfallo scudelle per far ballote; el hcssen-do batndi con P artellaric, vedendo non esser soccorsi, si reseno a hore 22 salvo P aver el le persone ; ma poco li è slà servato. Referisse, che haulo Biagrasso, il signor Antonio in persona con bandiere 21 passono 'l’exin per andar in Omelina. Scrive, che in Milan non li è reslà 1000 fanti, et che li fanti francesi erano zonti 3 mia lontano de lì più in là di Lodi vechio a . . . . , et che da malina il nostro campo si leverà di Landriano et andarà avanti ; et francesi si riunirono per andar a recuperar Biagrassa. Et il signor Janus governator scrive a la Signoria che al tutto recupererano Biagrassa, el vederan di prender li fanti 1500 con Antonio di Leva che hanno passà Ticino. Da Crema, del Podestà eteapitanio, di 25. Scrive, questa matina il campo nostro si Jovea levar di Landriano, et cussi il conte Piero Navaro con animo di andar a recuperar dillo loco di Biagrassa se potrano. Lo illustrissimo signor duca di Milano è andato a solazo, a disnar a Sonzino, et dia esser questa sera a Cremona. Scrive, come questa levala farà il nostro exercito, non lo lassa star indarno. Bisogna hora mandarli barili 140 di pesi 6 l’uno di polvere grossa, et barili 200 da sacri, 200 da canoni, 200 da colubrine, 12 cara con tre para di boi per caro, et animali infiniti per levar Partellaria sono a Lodi, el vastatori miara. Copia di una lettera scritta per Andrea Pari-ribon al Serenissimo, 1527 a dì 12 Octu-brio, in lo vescoado di Vesprianio apresso Buda, ricevuta a dì 26 ditto. Credo Vostra Sublimità me inculperà de negligenza per esser sta longo in lo avisar mio. La causa si è sl»la per esser io in locho exlraneo, et mal haveva il modo senza pericolo a scriver, poi le nove de qui erano variate cerca la zornala facla tra il re di Bohemia et re Zuane vayvoda. Sono lettere de dilla zornala de 27 del passalo, mandale per il conte Nicolò de Solm. Son certo sono venule a le man di Vostra Serenità, in le qual se contici) quasi la total ruina del Vayvoda. La verità de dilla zornala, Serenissimo Principe, si è cussi, videlicet. A li 25 del preterito fece consulto el Vayvoda cum li soi, el fu concluso de assaltar il campo alemano da due bande. L’anliguarda fosse afronlata per uno capitano cum cavalli 1000 et fanti 1000; el relro-guardo fosse assallado per el Vayvoda cum tulio lo resto del suo campo. La malina avanti zorno, el par che 'I capilanio alemano fi^se avisalo di tal asallo, et subito se mese in forleza cum forti stecati et voltò la artellaria aretro. Lo Vayvoda cavalcò sovra del campo alemano, et valorosamente urtò et rompete le sbare con grande occision de lanz-chcnech. El conte Nicolò de Solm fece sparar le arlellarie che erano volle contra le zente del ditlo Vayvoda, con morte de cerca cavalli 500. El capi-tanio che doveva asaltar l'anliguarda manchò, et fense esser rollo ; li fanti furono coslrelli a relirar-se verso lo fiume de la Tissa. Fu etiam in quel instante avisalo lo Vayvoda de P ingano era stato fallof et relirosse, combatendo sempre, fin al ponte di la Tissa, el suslentalo sempre il ponte, ancora che li fanti fosseno maltratti per la gran copia de le artcllarie, Et sono morti zereba fanti 600, tulli