2-29 MDXXvn, ottodre. 230 sto fino do miliona in (empi. Item, ohe la Signoria di Venelia volendo intrar habbi termine tre mexi, eon questo la pagi quello !a dia dar a suo fraJello l'Archiduca, por l’acordo fato altre'volle in questa terra. Item, li dagi a Cesare, ducati 120 milia. Item, per le spose fatte di novo ducati .... sì ohe veria a darli da ducati 6 . . . milia. Scrive come parlò a monsignor di Terbe oralor di l-’ranza, qual li disse non dubitasse, non si faria nulla senza la Signoria, et par ohe volendo cussi esso Oralor et quel di Anglia andò a parlar a Cesare. Et scrive le parole usate, che'l voi haver amicitia con la Signoria el smenticharse le cose passade, percliè’l stima più haver paxe con la Signoria che col re di Pranza, perchè’l potria far come fece col ducha di Gelder che li feva far guerra, cussi potria far la Signoria sì la non fosse compresa. Unde lo rimesse ad alcuni del suo Conseio, zoè Zuan Alemano et Zuan Hemanuel, li quali li deteno una scritura et modula con molte parole di quello richiede Soa Maestà a la Signoria. Et pur POrator parlando con loro disse : « È capitoli molto strami a chi voi far paxe. » Unde iterum tornò a parlar con Cesare, il qual li disse « Havè vu mandalo ? » el par quel mandalo P ha non sia in forma per esser conditionato zercha il Stato di Milan che’l resti al ducha Francesco, dicendo voler se li mandi mandato zeneral, et poi si dagi a parte che comission vuol la Signoria. El esso Oralor disse: « Sacra Maestà, questi capitoli bisogna moderarli ». Li rispose « Scrive che vi mandi il mandato che.si vederà. » Et quelli conseieri dissero: «Soa Maestà è clementissima, si potrà conzirli » con altre parole assai. Et manda la ditta scrittura mollo longa, el tra le altre cose voi che’l Papa sia reintegrato di le so’ terre di Ravenna e Zervia. Item, che li foraussiti habbino quello dieno ha-ver per l’altro acordo, et cauzion di 100 milia ducati di haverli in futurum. Scrive come beri, fo 26, zonse la nova lì di l’aquislo di Zonoa. 149 Da poi disnar fo Conscio di X con la Zonla. El lexeno queste letere di Franza el di Spagna. Adì 22. La malina. Fo letere di le poste con lettere del campo da Landriano, di sier Dome-nego Contarini proveditor zeneral, di 19, liore 4. Come, per uno cavallo lizier preso da spagnoli con do fanti etiam spagnoli per la compagnia del conte di Caiazo beri a bore una di notte, se intese Antonio da Leva con quelli capi ussileno di Milan bandiere 25 di fanti, el stendardi 6 di zenle d’arme con le camise bianche, guidali da 4 over 6 di bomeni di queste bande, et caminorono tulla questa notte. Et una bora et meza avanti zor-no arivorno a una villa mia 4 distante di qui, chiamata la Pieve, dove zonli, li lanzinecb non vol-seno venir più avanti perchè inteseno esser slà discoperti et che’l nostro campo era lutto ad ordine ; ma ponse li cavalli lozieri et altri italiani avanti zercha mia do lontano di lo alozamonto di certi cavalli lizieri el fanti nostri, unde li Irovono in ordine, sì che si sono tornati indrio senza far nulla. Questi signori iudicha che i venivano per arsallarne; ma trovato non esser per aver honor, perché il campo nostro si messeno in arme, che si venivano di longo Indubitatamente era finita la guerra di qua, • però che erano rotti dali nostri. Del signor Janus di Campo Fregoso gover-nador nostro, dal ditto campo, di 19. Vidi lottare particular ili 19, qual scrive cussi. In questa notte sono ussiti di Milano el signor Antonio ili Leva con quasi tulle le sue forze che hanno in Milano, con l’artellarie, balle el trombo di |4g« focho artificiate, con animo el inlentione venirci ad asallar qui a Landriano; et si erano posti lutti sì le fanlarie come li cavalli a la loro usanza con le camise bianche, et cussi veneno fino vicino al campo zercha do miglia. Fossemo da li nostri esploratori avisali subilo; si fece poner il campo in ordine et li aspectamo ; clic se venivano, indubilatamenle erano rotti et preso Milano. In un medesimo tempoelexeno per lo mior rilornarse alla volta di Milano : credo fosseno avisati come nui eramo al ordine. Alcuni di nostri cavalli li sono tenuti alla coda, el hanno menato tre de li inimici incamisali el tulli aguzati ; perchè con quella sua incamisadura erano solili vincer. El sono ritornali vituperosamente, che non hanno pur voluto veder lo inimico. Di Antonio da Castello capo di colonnello, dal ditto campo, di 19, a sier Gregorio Piza-mano. Da novo, inimici ieri sera ussirono de Milano mollo grossi, tulli incamisali per venir a sva-lisar 5 bandiere de fanti de la banda francese, quali aloggiano lontano di Landriano circha un miglio et mezo in una villa chiamala Chavagnera. Questa malina se dele in campo a Parme ; ma nemici non veneno alla volta noslra, andorno a un’allra banda, * o che non fosseno ben guidati overo che trovas-seno mal traversi per esser tagliale et sbarale le strade, di sorte che non hanno fallo niente, et se ne sono tornati per P altra via. Da Brexa, di sier Zuan Ferro capitanio, di 20, al ditto. In questa bora m’è venuto uno da me, et ha aflirmalo il conle Joan Batista da Lo-