187 MDXXVII, OTTOBRE. 188 123 In questa mattina, fo ditta una nova per la terra incerto auctore, che la nostra armada havia haulo Otranto, tamen in ia Signoria nulla è. Da poi disnar fo Pregadi, et lecto queste lettere soprascritte, et una lettera di Trento, di____ scritta a un fator di sier Andrea Diedo qu. sier Antonio, di motion di zente che si fa di sopra. Fu posto, per li Savii del Cinseio et Savii di terra ferma, mandar ducati 10 milia in campo al procurator Pixani et Contarini, per pagar le zente. Et sier Hironimo da chà da Pexaro savio del Conscio et sier Filippo Trun savio a terra ferma voleno che etiam si dagi ducati 1000 a 1’ Arsenal, per mandar a comprar li canevi, et che a quelli li pre-sterano li denari, li sia ubligà li danari del clero et li danari di le 6 tanse et decime del clero, et altri imprestiti, ut in parte. Et essendo andà il Pexaro per parlar in renga, si accordò li Savii, et fu posto per tutti una parte, mandar ducali 10 milia in campo et 900 siano dati a li Provedilori di F Arsenal per canevi. In la qual parte etiam si conlien, che quelli sono debitori del clero di Levante per le sue tanse, debano portar a li Governadori quello dieno per tulio Zuoba proximo a di 17, che è zorni 8, con don di do e meza per 100, et passato si debaño vender i loro beni mobili, et in doana quello hanno non sia lassato trar, et etiam siano publicati in questo Conseio quelli non bavera pagato, et li danari siano mandati ne li exercili, come parerà al Collegio. Ave: 128, 7, 3. Fu presa. Fu poi posto, per viam declarationis, 3 Con- sieri........che atento era conlradilion tra li Avogadori extraordinarii et li Provedilori sora le camere zerca lo andar per le camere, però messeno sier Marin da Molin, sier Marco Minio, sier Alvise Mocenigo el cavalier Consieri, che vadino li Proveditori sora le camere, atento la sua crealion, el sier Zuan Miani, sier Daniel Renier, sier Filippo Capello Consieri, che vadino li Avogadori extraordinari, ut in parie. El sier Zuan Dolilo di sier Lorenzo, avogador extraordinario andò in renga, fo longo, el disse toccava a loro, et parloe ben. Et li rispose sier Marco Antonio Barbarigo qu. sier Gregorio pròvedilor sopra le camere, dicendo toca a loro per la forma del suo Capitular. Andò le parte : 2 non sincere, 3 di no, 46 del Miaui e compagni, 138 del Molin che li Proveditori sopra le camere vadino. Et cussi andará fin due zorni ditto sier Marco Antonio Barbarigo. Fu posto, per li Consieri, una taia a Brexa, di certo homicidio perpetrato per Zuan Hironimo di Cogrili in la persona di domino IJonofrio di Cogrili dollor el cavalier cittadin di Brexa suo barba, come apar per lettere di quel Podestà di Brexa, però siali dà facultà di ponerlo in bando di terre et lochi et di questa città et navilii armati, con taia vivo lire 500, morto 300, et possi proclamar, chi accuserà altri complici habi taia lire 300. Ave: 138, 3, 4. Fu presa. A dì 11. La mattina, fo lettere di Pavia, del 126* procurator Pexaro, di 8, hore et poi un’ altra del proveditor generai Contarini et lui Pexaro, di hore 3. Scriveno come si ha remedialo a l’incendio di la terra per il venir ad alozar in quella Lutrech, et come hozi erano stati in consulto, nè vi si trovò il proveditor zeneral Contarini. Et scrive esser zonto lì, venuto di .... il reverendissimo Cardinal Redolii a persuader Lutrech andar a liberar il Papa, unde barano haulo li avisi di Verona et del Grangis da Coyra, di motion che si feva in Alemagna di zente. Item, da Milan, che tra spagnoli et lanzinech era gran discordia, et dubitando lanzinecb, spagnoli non iutrasseno in castello, haveano voluto con loro uno capo yspano. Hor consultato zerca quid agendum, Lutrech pareva di andar avanti lassando a la impresa de Milan 15 milia fanti, vidélicet tulle le zenle nostre et 3000 lanzinech et lui con il resto levarsi. Etiam di le nostre è in Toscana farle venir in Lombardia : al che esso Pexaro lo disuase aducendogli molle raxon, che si dovea tuor l’impresa de Milan, et che l’havea scritto a la Signoria, di la qual non havia bauto risposta di questo. Item, mandano uno consulto in scrittura fallo per il cavalier Caxalio et conte Guido Rangon, che suade F andata verso Roma, ut in litteris. El noia. Per lettere particular di sier Hironimo Contarini qu. sier Anzolo, scrive tutto è sta sachi-zato, el che do fanti piamontesi havendo robà calesi di chiesia et voler sforzar do monache, fu presi et fati apicar a hore 2 di notte, il qual miraculose, che lutto il campo li vedeva, slevano con li membri ritti come se volesseno usar in quella hora, et cussi fin hore 4 stavano ritti. Vene monsignor di Baius oralor di Franza, et 124 parlò di questo consulto fatto in campo di Lutrech, qual per il Serenissimo fo disuaso il partirse eie. Vene 1’ orator d’lngalterra, qual ha haulo lettere del campo sotto Pavia dal cavalier Caxalio è lì per nome del re Anglico, qual etiam lui suade Fan-