465 UDXXVlIl, GENNAIO. 466 ’ Savii alditeno il caso del piovati di Santa Croce, qual di do elecli dia haver il possesso, overo quello fallo per la contrà, o quello eleclo per le monache. Parlono li avocali di le parie. 302 Da Cassati, di sin Tomà Moro provediior, di 6, hore 2. Come heri il signor conte di Caiazo corse sotto Trezo, Monza el Milano batendo tutte tre quelle strade, pigliando pregioni et sbadendo (sbandando ?) lutti andavano in baie (sic) a Mdano. El cussi heri sera fu consultato mandar questa notte lo illustrissimo signor conte di Caiazo con fanti 500 verso Trezo, con ordine vedcsseno far venir li inimici fuora, et atacarsi a la scaramuza et veder de intrar dentro insieme in la terra et robarge la forteza. El qual andato con fanti 500, parti a hore 8 di notte el ne P alba fu a Trezo hozi, et mirò per forza ne la terra la qual era molto fortificata de repari, et prese spagnoli che vi erano zerca 10, morti zerca 8, et altri falli presoni homeni del paese redulli lì per sicurezza sua ; tolto assai bestiami et biave. Sono poi dilte nostre zente ritornali qui al campo, et li spagnoli, altri oltra li predilli, si rilirorno in la for-teza el lì si salvorono, nè li fu modo di poter far altro. Ma questa è stala una bona opera, perchè molli villani si erano salvali de li con le sue robe in la terra di Trezo, li quali erano guide a far poi da spagnoli de molti mali. Scrive, il magnifico domino Antonio di Castello colonello è ritornato di qui mollo agravato di febre, el si dubita molto di lui per haver patito assai a la impresa sollo Leelio. Le artellarie grosse che lorono tolte a Crema per dilla impresa sono sta condutte salve in Bergamo, le altre è sta condutte de qui ; et li fanti erano a la ditta impresa, sono hozi zonti qui a Cassano. Di le zente di Milano altro non si ha. Del ditto, di hore 4. Come si ha 600 lan-zinech esser ussiti di Milano con 5 pezi di artellarie per andar ne la Omelina ; ma inteso l'andata di le nostre zente a quella volta, li dilli sono ritornali a Milano temendo li nostri ; de li quali non si ha ancora nova alcuna, solum che hanno passalo Ticino. Scrive la cosa di heri sera, del mandar li 500 fanti per haver Trezo; la terra è debile, ma la forteza forte. Di do hore mancò di non haver il conte di Caiazo, che vi andò, l'intento suo; ma fato preda di bestiami et vituarie assai con molli pregioni ritornorono al campo. Item scrive, parendo a la Signoria nostra torìa P impresa di Monza, et manda la lista de li fanti pagali, la qual è qui avanti. 302» Fo mandato in questa sera in campo al procu-ralor Pesaro ducati 7000. 1 Diarii di M Barbio — Tom. XLV1. Adì 10. La malina fo lettere da Lodi di sier Gabriel Venier orator, di 7. Come erano ussiti di Milan 600 lanzinech ole. Et che le zente andono in Lomelina erano redute in Pavia. El signor duca di Milan partì da Lodi per Cremona, per star 8 giorni et ritornar. Et lui Orator restò lì ; ma poi la sua partita non si poi mandar pan al campo, el siegue assà disordene. Fo lettere di sier Tonni Moro provediior generai, da Cassati, dì 7, con la lista et Paviso di andar, volendo, a la impresa di Monza. El per Collegio li fo scritto di questo si rime-temo a lui, qual con il conscio del conte di Caiazo et quelli capi fazi quanto li par. Vene P oralor di Milan el ave audientia con li Cai di X, per qualche intelligenti» ha il signor duca in Milano. Da Brexa, di sier Zuan Ferro capitanio, di 7, venute heri sera, vidi questo aviso. Come questa sera è zonto di qui missier Zuan Maria Alberami (?) di Valcamonicha cutn uno altro, el dicono esser venuto uno de li soi qual è stato in Alemagna, qual dice la dieia esser sta fatta in Yspruch et in quella concluso di far 20 milia fanti ; et che se diceva in Ala, Maran el altri luogi circumvicini li danari esser preparali, et che alcuni soldati a 5 el 6 andavano per le taverne aliegri dicendo aspetar de locar danari. Tatnen, altra provision non si faceva. Et che erano preparate 300 bote di formento per mandarle a Trento, el che a la fiera de Bolzano erano sta levati tulli li panni,di lana per la Bun-garia, dicendo quella per la mazor parie esser ase-tala, el che Ferandino faceva zente per asciar alcuni luogi di P llongaria. Questo è quanto si ha. Del ditto, di 8. Come in questa bora 11 ha ricevuto una del clarissimo Proveditor Moro, per la qual scrive haver sadiizato Trezo et fallo grande botino, et quello non l’hanno possulo condur l’hanno spanto; morti 10 spagnoli el 10 fati presoni, et per il mal tempo non volseno dar la bataia a la ro-cha. El che di Trezo si mandava le vituarie in Milano, et che in Milano si steva mal di victuarie, et la peste è mirala in li lanzinech, di quali fin hora n’ó morii 70; et l’altra zcnle era slà mandala in Lomelina, zoè di nostri, el erano gion'.i in Pavia el si melevano a l’ordinanza per andar a trovar li inimici che erano a campo a Vigevenc. Del successo arisarà. 80