347 MDXXV, NOVEMBRE. 348 sare. Et Soa Maestà ha scritto a Madama la rezente fazi la liga. Dii ditto, date a dì 7. Come mandò il suo secretano Gasparo Spinelli dal Cardinal per saper di novo. Soa signoria reverendissima li disse quanto li havia ditto Zuan Joachin haver di Franza per lelere di 17, videlicet: chele cose con Cesare non seguirà accordo, et il Ite ha scritto si atendi a la liga. Pertanto esso Cardinal disse, lui Orator scrivesse a la Signoria nostra quella allendesse a far la liga con la Franza defensiva, con altre parole, perchè Cesare si voi far monarca et il Papa è timido, e non si stagi più a concluderla, perchè Cesare, tolloMilan, vorà le terre di la Signoria e Padoa e Veneti», usando gran 235 parole, et che sua si^horia havia scritto lettere in Franza a Madama la rezente concluda dila hga, con altre parole asai hinc inde diete. Esso segretario ringratiò soa signoria, poi dise il duca di Bar-bon era andato con una armata di 18 galie, zoè 11 de l’Imperador, 3 di la Religion di Rodi et 4 dii Papa et do barze in Spagna ; la qual armata l’lmpe-ralor potrà tenerla e armarla meglio e con quella passar in Italia, et che P Italia non saria prevenuta dii suo venir. Dapoi esso secretarlo si dolse che una nave ragusea nolizala per nostri merendanti, in la Tamisa da 4 vele francese era sta quasi presa, adeo le convene tornar e non andar al viazo suo. Sua signoria reverendissima parlò di questo con colera a Zuan Joachin, dicendo questo non è Pae.cordo si tratta tra la Franza e la Anglia, però dovesse ordinar che si potesse navicar securi per questi mari, tanto più tratandose adesso la liga con la Italia. E! qual rispose scriverla in Franza, che si potrà navicar securi. Ifem, è lettere di ¿3 Oclubrio di Roma dii prolonolarioCaxalio, venute per causa di benefi-cii, le qual non dicono nulla di la presa dii Móron. Etiam, sono lettere di Lion dii cavalier Caxalio, di 12, come la conclusion di la liga era a boni termini con la Italia, et Madama la rezente mandava com-mission a Venelia a monsignor di Baius di farla. Et che il duca di Ferrara non passeria in Spagna, et che lui cavalier Caxalio si partiva per andar a Roma. Noto. In dille lettere di Anglia e in colloqui fati l’Orator col He, Soa Maestà li disse : « Vardè la Signoria non dagi danari a Cesare, perchè con quelli vi tarano guerra, e vardè non ìar liga si lutti non prometti maxime con la Franza, perchè inlervene a mi che fesemo liga con la Franza conira PImperalor, et mi spexi in farla e il re di Franza non fece nulla. 236') Ricevute 24 Novembrio. (i) La carta 235* è bianca. Di Lion, dii’amico fidel, date a dì 3 Novembrio. Come a dì ultimo dii passalo, a bore 22 zonse una posta di Spagna, et par madama di Lanson tornava in Franza, essendo partita di Toledo et andata a Madril dal Re. Et il Re recazele et poi varile di la re-cazaura. Il Re scrive a Madama la rezente non ordini di far acordo e insti e concludi la liga de Italia, perchè per via de P Imperador con acordo non poi esser liberato, e ha concluso star in presoti e non far cosa in preiuditio di la corona di Franza. Unde par P Imperador alende a pratica col re di Anglia, e li promette darli la Normandia e la Picardia. Il Re scrive li signori di Franza lo aiuti, che se ’I sirà liberalo li ricognoscerà. Scrive, eri, essendo in camera di Madama vene uno homo di Spagna, di monsignor Memoransì e parlò a Madama, la qual per l’amor grande porta al fiol faria ogni cosa aziò fosse liberato. E però tien la pratica in man con P Impe-rador. Robodagies fo mandato a Veniexia con le co-mission et resolulion. È venuto uno messo dii duca di Milan a suo fratello il duca Maximian, che è lì a Lion, come li darà il Stado a lui. 11 messo che vene ha noine Garban. Scrive, il conte Ugo di Pepoli fo mandà con il Cantelmi a la Moriana dal duca di Perora, a scusar Madamo non li poi dar il passo. Sgui-zari voleno scudi 200 milia che li avanzano, e si dice tre cantoni Urania, Undervalden e Svich si acorde-rono con P Imperador, unde si lien non si potrà aver sguizori. Questi hanno mandalo il Sorman a sguizari, quali fanno una dieta per Ogni Santi, benché sia de lì apresso sguizari uno altro oralor suo, ch’è il zeneral Morelel. Scrive, ha inteso il duca Ma-ximilian Sforza ondarà a dilla dieta, e averà licentia da Madama di andar. Scrive, il signor Todaro Triulzi li ha ditto questi vanno a bon cornili per la Italia. Scrive, non muor preti (sic) et però.non poi spazar soe lettere a Roma e si scusa se ’1 non scrive. Dii ditto, di 4 di V instante. Come a dì 2 236* arivò un’ altra posta di Spagna. L’Imperador non voi far Pacordo con il Re, e il Re non li voi dar 10 Borgogna. Unde il Re scrive di qui si alendi a la pratica di la liga con Italia. Il Re era guarito di la recasaura, pur era debile. E zonto uno homo di Memoransì qui a Lion. L’Imperador voi li fo-raussili dii Slado di Milan loroino a caxa excepto 11 signor Theodoro e do altri, e cussi quelli di altrove, excepto il signor Renzo. Scrive, hanno inteso di Milan che PArchiduca vieti in Italia, unde il Re ha scritto di qui si traili ben li foraussiti. L’Imperador volea la liberalion del principe di 0-range a l’incontro dii re di Navara, con di più