57 MDXXV, OTTOBRE. breo in questa terra per altri anni 5 come prima ave tal gratia, et voi prestar ducati 100, et ballota non fu presa. 33 ' A dì 13. La matina vene il Legalo dii Papa con il vescovo Borgasio et il proionotario Regin colec-tori di le decime dii clero, bessendo tra loro in di-ferenlia, etc., e fo rimesso aldirli doman da poi di-snar con tulio il Collegio; che è Sabado. Dii proveditor generai Pexaro, date ai Ur-zinuovi a dì 11, hore 4 di notte. Come, ha vendo ricevuto lettere di la Signoria nostra che ’1 saria bòli l’andasse col Capitanio zeneral fino a Crema per metter ordine a quelle fortifìcalion, per il che parlato col Capitanio zeneral, Soa Excellentia disse essere prontissimo, et cussi za aveano in animo di fare prima che andassero a Lignugo. El cussi ozi da poi disuar sono parliti di Brexa et venuti ad alozar lì, et damalina disnerano in Crema. Ila menalo con esso domino Camillo Orsini, qual eri vene di Bergamo, Julio Manfron, domino Antonio Maria da Martinengo e il conte Alberto Scoto, quali hanno pratica in forlificalion di terre. Item, scrive, per uno suo ritornato di verso Novara ha esser quesle zelile hispane a li soliti alozamenti, et il marchese di Pescara alquanto indisposto per li dolori di stomaco, ma non iace in lelo et camina. Et che era zonto lì a Novara dal dillo Marchese il colile di Zenevra, venuto a pregar Soa Excellentia volesse levar le zente di su quel di Savoia per li tanti danni fatti e fanno continuamente. Soa Excellentia li ha risposto questa settimana le leverano. Dice etiam aver esso Marchese auto lettere dii duca di Barbon, non sa la con-tinenlia, sólum che *a dì 3 smontò a Barzelona e fin 8 zorni sarìa a la corte. E si dicea il re Christianis-simo esser indisposto, eie. Item, dice che a Gro-pello era alozato il capitanio Blancardo, et il capitanio Gaiina a Gambalò, el che le zente, auto danari, si doveano mover, ma per qual parie non si sa. Da Milan. di l'Orator, di 10, hore 21. Come de li ambasatori grisoni fin qui non è aviso alcuno. Scrive aver parlato con il reverendo Verulano nonlio pontificio, el qual de questa delentione se ne è resenlito assai. Ne sono lettere da Musso di 8, danno aviso come li grisoni hanno mandalo 3 bandiere de soldati in Chiavena, il numero dei quali dicono essere 250, et alcuni dicono essere più. Il signor marchese di Pescara è a Novara, sta pur qualche volta con qualche poco di alleralione, nè di le letere sue ave di la corte cesarea de 19 el 20 se intende cosa alcuna. Dicono questi quelle esser poiria rispo- 34 sta di quello esso Marchese scrisse a Cesare di quanto l’avesse a far in caso di la morte dii signor duca di Milan, ei che non essendo successo, non le manifestano altramente. Apresso il signor Antonio da Leva ne sono lettere de li zorni predicli 19 e 20 da la eorte di Cesare, per le quale li dà aviso, come il re Chistianissimo era infirmalo di febre continua, unde, avendo inleso Cesare queslo, in posta se ne andò da sua Maestà Chrislianissiina el visilolo, con-forlandolo assai, per il che parve che dilla febre lo abandonasse, unde il ditto re Cristianissimo slà bene. Qui se ritrova Lopes Orlai per sollicitar il resto di 100 milia ducati per la investitura dii signor Duca, el. beri il magnifico Moron fu in Senato exor-tando quelli che haveano il cargo di questa esatione a scuoder dicli danari, perché pagali questi danari il signor Marchese leveria zoso di questo Stailo tulle le genie di guerra. Et per dar più color a la cosa, fece venir in Senato uno homo con lettere scritte a domino Antonio da Leva che diceva questo; tamen il paese e la città è exausta e si stenta a scuoder. Scrive esso Orator queslo illustrissimo signor Duca slà pur meglio dii solilo, et di lo moto di le mane e piedi va assai meliorando, et sperasi che presto potrà negoliare. Da Crema, dii Podestà et capitanio, di 10. Come, per alcuni soi venuti dove erano alozali spagnoli riporla come si dovevano levar le fanlarie et vegnir de quà da Tesili, et alcuni dicono andarano sul piasentino et alcuni dicono sul parmesano. Scrive lui ha di soi fidali cum ditti spagnoli, et dove anderano li riporterà del suo levar e per dove. Item, per uno altro venuto ora, dice che i sono levati e dicono venir a li lochi sopradilli. Item, manda una lettera si dice di lo episcopo di Lodi, drizata a uno ciltadin lì di Crema, con alcuni avisi ; el qual episcopo se ritrova in terre de sguizari. Da poi disnar fo Pregadi et fo leclo le leltere 34 * soprascrilte, et : Da Corfù, di sier Zuan Moro proveditor di l’armada, di 29 Septembrio, date a Caxopo. Dii suo venir a Corfù a dì 26, poi lì, et scrive zerca biscoti. Poi ha nova per uno zudio venuto di la Va-lona, qual partì uno suo a dì 28 Avoslo da Con-slantinopoli, ha inteso che fin quel zorno Embrain bassa non era zonto, elche perassecurarlo de li ia-nizari, el Signor con la corte andava a incontrarlo a Garipoli; el qual era su la Natalia zonlo, el che per causa di corsari per la galeaza di Embrain presa si feva armar 20 galìe sotil, et che erano sta falli molti recidami a la Porla conira Mislan ruys, adeo da malina e poi disuar li bassà davano audientia per