139 MDXXV, OTTOBRE. 140 87 Fu posto, per li Savii dii Consejo e terra ferma, de intrar da novo in la pratica di l’acordo con Plm-perador. Conlradise sier Gasparo Malipiero fo cao di X, qual fe’ lezer molte lettere a proposito conira P Imperator, e lettere intercepte che Sanzes orator qui scriveva a P Imperalor contra de nui, e altre de P Imperator a ditto orator inlercepte, persuadendo non si intri più in pratica de acordo. Et li rispose sier Francesco Donado el cavalier, savio dii Consejo, el ben, dicendo fa per nui lo acor-darse con P Imperator. Parlò poi sier Marin More-xini fo Censor contro P acordo. Li rispose sier Marin Zorzi el dolor savio dii Consejo, e parlando li cascò alcuni denti; sichè quasi non potè parlar, che non era allilo. Andò la parte e fu presa, videìicet dar audilorii a li cesarei. 117, 55, 19 non sincere. Fu posto, per li dilli, una lettera a Roma in risposta di soe, cou avisar volemo intrar in P acordo con li cesarei. Ave 183, 6, et fu presa. El licenliato il Pregadi a hore 3 1/t, restò Con-sejo di X con la Zonla un poco, per danari. 8E>) A dì 26. La mallina non fo lettera alcuna da conto. Veneno in Collegio li oratori de padoani, pregando la Signoria, atento per lutto questo mexe compivano li vinti Savii sora i exlimi et mancavano a compir molte cause, pertanto fosseno perlongato il compir loro; unde fu parlato di metter il primo Pregadi una parte che questi slesseno ancora per lutto Novembrio, et nel Mazor Consejo questo mese fosseno electi altri XX Savii. Vene in Collegio il reverendissimo Patriarca nostro per causa di certo subdiaconà di Santa Agnese, poi disse si doveva far elelion di 4 zenlilomeni richiesti per lui eie. El Serenissimo disse si avia auto da fnr in Pregadi per cose dii Stalo. Da poi disnar fo Consejo di X con la Zonta per expedir la commission a sier Piero Zen va orator al Signor turco, et introno in farla et non fo compita. Ancora fu terminato a li zorni passati mandar per Orator nostro al sanzaco di Bossina domino Todaro Paleologo capo di slratioli, è pratico con turchi el savio homo, con alcuni presenti per lenirlo ben edificalo. Da Miìan, di VOrator, di 23, hors 3. Come ne è aviso el signor Marchexe è ancora a Pavia. Le gente sue par che se avicinano ogni hora più a la (1) La carta 87* è bianca. volta di Geradada, et quelle gente che erano beri a l’abadia de Chiara valle et a Marignano se sono levale et andate a Cassano el altri loci li vicini verso Trezo. Quadro bandiere de spagnoli quali erano a Monza, questa notte passata doi di esse par che siano andate a Domodossula verso Chiavena et lochi de grisoni, el li altri veneno a Como. Scrive, ozi è stato da lui Orator uno secretarlo dii signor Duca chiamalo domino Zuan Anzolo Rizo, mandato in nome di sua excellentia a excusarse se ’I non lo lassa andare da sua excellentia, pregandolo che voglia esser contento di expeclare per non ritrovarsi sua excel-lenlia in quelli termini che poiria esser, et per queste perlurbationi sequite, pare che non passasse così quietamente questa notte come far era solila. Ha dimandalo in che loco erano le gente cesaree; li rispose esso secretarlo esser in li infrascritti loci, zoè: li lanzinechi sono ancora a Rosa, la Mola et Besa et 88* lochi ivi circumvicini, nè carnin algun hanno fatto. A Bià ne sono 400 cavalli di homini d’arme. Tre bandiere di fanti spagnoli sono a Gorgonzola, con voce di andare a Loco, Como el quelli loci verso sguizari ; do bandiere sono a Pau verso Rivolta ; una bandiera a Merlino ; la persona dii marchese di Pescara è ancora a Pavia. Disse che iudicava non havesseno andare a Trezo, per aver promesso il signor Marchexe a la excellentia dii signor Duca lassarlo libero. Adimandando ancora che numero potevano esser dille gente, gli rispose che. non potevano neanche essere la mila, come scrisse per la sua di hozi hore 15; el dimandato in che termine se ritrovava la città, li rispose che era tutta alla de-vulione dii signor Duca, et che il signor Marchexe li havia promesso di non mandarli alcune gente. Ha dimandato ancora come faceva il signor Duca zerca al negotiare. LI rispose che aidiva le cose sumaria-menle et poi lassava il cargo di la expeditione a lui e a uno allro suo secretarlo messer Borlolomlo Rozo Rolo homo in verità dabene e pratico. Scrive, Io illustrissimo signor Duca ha mandalo dal signor Marchese missier Silveslrino, et volendo soa excel-lentia mandare in Spagna el ditto, el potrà secura-mente passare per la Franza per virtù de le trieve. Sua excellentia non si è risolto in darli resoluliotie alcuna. Scrive, qui in Milan le cose scoreno al solito, nè con altra provixion. Di Verona, dii provedador zeneral Pcxa-ro, di 25, hore 3. Come ha auto aviso esser zonti a Cassali spagnoli, et che a Monza haveano mandato do bandiere et do altre a Como, el do a Lodi di fanti in loco di 150 lanzinech andati in Cre-