513 MDXXV, DICEMBRE. 514 Da Verona, dii Proveditor generai Pesaro, di 18, liore 3 di note. Como, non havendo hauto alcun aviso di momento, non voi restar de scriver come eri sera arivò de lì Piero Francesco da Viterbo, .....et questo illustre capitanio li piace assai, et si potrà operarlo. 343 È venuto etiam uno capitanio de sguizari, qual vien da ... . cognosulo da queslo illustrissimo Capitanio in altre guerre, el qual ha bon nome, et desidera restar a nostri slipendii e si offerisse aver bon numero de sguizari in ogni bisogno. Il Capitanio volea lenirlo a provision, ma lui Provedilor non havendo altro ordine senza licenlia di la Signoria nostra, avisa; el qual si parte e torna a caxa sua et slara ancora per uno mese senza tuor slipendii di altri. Item scrive si mandi danari, e ha inteso di ducali 3000 eie. Dii ditto Provedilor generai, di 18 hore 4. Manda lettere aule da Roman dii strenuo Fabricio Tadino in le qual è per alcuni avisi, uè di altra banda ha cosa alcuna. Ha ricevuto li ducali 3000. Scrive si mandi il reslo, ch’è zerca ducati 6000 per compir la paga eie. Di Boman, di Fabricio Tadino contestabile nostro, di 17, scritta al Proveditor generai. Come ha inteso, li lanzinech el spagnoli sono in Milan presto dieno ussir et venir a passar Adda con 18 pezi de artellaria: alozerano a Trevi, Caravazo et altri lochi nominali in le lellere, el che in Milan in-trarano li fanti italiani, quali starano a la guarda dii castello et averano do page, et che a Milan si alende con le trinzee a serar il castello. A dì 20. La mattina vene in Collegio 1’ orator di Milan, dicendo è molti zorni non è sialo a la presentía di la Signoria, et che havea deliberato di venir dicendo voleva spazar uno al suo Duca e sa in-trarà in castello, pregando il Serenissimo li dicesse qual cosa. Et che l’havia hauto lellere de Roma dii cavalier Landriano, che li scriveva il Papa esser disposto a mantenir il suo Ducha in Stalo, et spa-zaria uno in Spagna da l’imperador per queslo, et haría lolto termine do mexi: che erano tutte longeze dii Papa, con altre parole, che più sperava in questo excellentissimo Slado che in niun altro. 11 Serenissimo li disse bone parole, e che femo quel podemo per il suo signor, et non scrivesse cussi al Ducha, aziò non precipitasse, ma lo dovesse confortar etc., perchè senio per far il tulio. Da Constantinopoli, di sier Piero Braga-din bailo de 6 Novembrio. Come a dì primo Oclu-brio scrisse, da po’zonto il magnifico imbraim bassa, IDiarii di M. Sanuto. — Tom. XL. come scrisse per le sue lellere, il Signor havia fallo taiar la testa a ..., i quali erano omini dii magnifico 343* Mustafà e da lui favoriti. 11 primo era tristo, ma il secondo homo di autorità, come saria Canzellier grando et mollo suo amico; li corpi de li qual è sta bulali in mar. Dii che Mustafà si ha risentilo, non di meno se ha molto più iulrinsicato con Imbraim, sichè sono una cosa islessa, et è a proposito di la Signoria noslra. Zonse uno ambasator dii re di Poiana con 100 cavalli, el qual andò a basar la man al Signor et a presentarli 6 cope grande d’arzenlo dorade et mazi Ire di zebellini, e quel zorno manzo con li tre bassà; et nel Serraio erano reduti tutti a cavallo, e di fuora li ianizari. È sialo 20 zorni qui; al qual il Signor li apresenló et l’ha vestilo per valuta de ducati 2000, et è ritorna nel suo paexe. Questo vene per perlongar la Irieva per anni 6, e questi l’hanno falla per Ire anni. A di 'J Oelubrio rece-vcle lettere di reclori di Cipro di 30 Avosto, con spexa di ducali 45, con aviso di haver dalo biscoti a 1’ armata di Rodi e fato conzar la galia di delta armata. Le qual lellere voleva fosseno venule più avanti. Scrive che, volendo coniar con il del'erder zerca il Iribulo, el zilebi Scander,el volendo esso Bailo meller a conto li zucari fo dali per il magnifico Imbraim per ducali 1381), disse il zaus era lì, che fo a tuorli, non valevano ducali 1000. Poi è slà messo nel conio il dazio, ch’è ducali 161, dicendo Ira signor e signor non se die metter dazio. Parlò al bassà, lo rimesse al dillo deferder. Sicché essi recioti doveano scriverli cosla lauto, e non far conio da mercadanle. Item il deferder domanda uno altro tributo, però che ave dd 1521 et 1522, poi domino Piero Zen li dete per il 1523, sichè a so’ modo vien a mancarli un Iribulo di Cipro: si poi far veder li conti. Et è slà presente a tulio domino Gasparo Bexalu, qual vien in questa terra. Li fo dillo esser il tempo di l’altra pension etiam de ducali 500 per il Zanle, et 150 per Napoli di Romania, et ducali 40 per le spexe e bisogna far provision. Scrive, a l’ultima Porla fo per far le fuste dii Signor sono a Napoli di Romania siano lolle. Li fo risposto da li bassà, aspectavano zonza Mislan rays fo capitanio di quelle, però che Aias lo favorisse, et ancora non è zonto. Lui Baylo (dice), Mislan fa come Adamo, 344 che quando l’ave manza il pomo si scose di la l'aza di Dio per non esser visto. Et Imbraim si voltò verso Aias, dicendo Mislan è divenlà Adamo. Et tornato a caxa, vene un patron di le fuste per parlarli, e lui Baylo non li volse parlar. II qual Mystan sta ascoso, et venendo spera farli taiar la testa. 33