119 MDXXV, OTTOBRE. 120 vea desideralo parlar a Sua Maestà et quanto morena contento, havendolo visto, et quanto poteva assicurale Sua Maestà gli sarebbe continuo fidel amico el servitore vivendo ; morendo gli recoman-daria li figlioli, alli quali lassnrebbe per comandamento che ftisseron il medemo che sarebbe stato 74' lui vivendo: et così passando sopra queste parole generale, fece intrar alcuni principi et gran signori che erano corsi con lo Imperatore a basar la mano al Christianìssimo. In quel tempo, la signora duchessa dì Lanson sorella dii re Chrìstianissìmo azon-se, havendo ancora lei corsa la posta in letica, essendo avisata del male grave, et disesa, lo Imperatore la fu ad incontrare dabasso alla scalera del palacio, la abracete et basete, et pigliata per mano, la condusse al letto del Christìanissimo, et lassala, ussite lui. El sequente giorno, nanti partisse, fu ad reveder lo infermo, et partendo vene verso Toledo, et pur pegiorando il Christìanissimo fra dui giorni da poi gionto in questa terra lo Imperator, vene nova che havea perduto il sentire et la parola, et per morto dui giorni si tenea ; qual essendo fatto deveto che nìuna persona non potesse correre posta verso Francia, nè Italia, et per malissima nova era tenuta qua. El terzo giorno parse che per via di alcuna purgatione che la natura fece purgando certo calaro per el naso et orechie o sudore alla testa che parse resusìtarse, avendolo però destato prima con rottorì alla testa et ventose tagliate fin a l’osso el altri martorii consueti darsi alli entrati in subetia (sic) demodochè quasi in un Irato stando alla morie se intese essere senza febre o poca ; ma tristo e molto fiaco, et cosi hora stà senza male, pur stando in letto. Del signor ducha de Barbon per ancora non vi è nova che sia gionto in loco alcuno de Spagna, et quando sarà venuto io non mancherò di cortegiarlo el far mio debito verso sua signoria, et già stanno lì sui allogamenti faelì qui mollo hono-revolmente, et credesi che Sua Maestà molto lo honorerà et persevera pur in dir non esser per mancarli di quanto li ha promesso circa la moglie; nè altro si ha ancora. Non passerà molto da poi che serà azionto, che se ne vederà 1’ exilo, et ussi-remo de dubìi che sono posli in tal matrimonio. Il medesimo, in un’ altra lettera più vechia, havea scrìtto circa la visita falla per lo Imperatore al re Christìanissimo queste parole che son degne di cognitione : Lo Imperator, hessendo sfato nell’anticamera dìi Re per gran spacio aspettando che ’1 Re si de- stasse che dormiva, quando Sua Maestà fu desta entrò solo con Memoransi et Viceré, et accostosse lo Imperatore al ledo. Il Christìanissimo levatosi in senlon mezo, destendendo le brazìa, abraciaronse ambidui et sleteron così stretti per un spacio, et per quello se ha potuto intendere, il Christìanissimo da poi remesso nel ledo alzando le mani disse verso 75 Dio: «Signor,ora che mehavelifattogratiade veder quello che io tanto desiderava, fate di me il voler vostro, che molto contento me ne morerò ». Et voltandose verso lo Imperator li disse : « Monsignor mon metre voyezicì un roy vostre servitor i presoniero....................». Lo Imperator rispose che tenea bona speranza in Dio che ’I viverebbe, e che lo pregava che ’1 volesse lenir anche lui tal speranza et de! resto non pigliar cura, perchè lo voleva per bon fratello, et che presto gli ne farebbe demonslracìon tale, che luì stesso non ne saprìa desiderar meglio. Et sleteron cosi per un spacio, tenendoli lo Imperator la mano in mano. Ancora lettera del ditto Suardino di 3 Octubrio. Vostra Excellentìa intenderà come in quelli dui giorni primi che se tenea il Re per morto, se restrinse in longo consilio lo Imperalor con li amba-satori anglici, quali affìrmano non esser vero lo accordo quale francesi diceano bavere fatto con lo loro Re. Il terzo giorno vene in molla fretta il presidente de Paris qua da Madril, con nova che ¡1 Christìanissimo era molto meglioralo, et portando alcuna cosa de più de quello havevano dillo prima, forse dubitando che non concludesse lo Imperator con anglesi. Restete così la cosa, ma haulone longo consilio sopra del presidente, el giorno sequente essendosi inteso molto più meglioramenlo del Chri-slianìssimo, andete el Viceré a Madril in posta solto colore de visitare il Re, et tenuto longo ragionamento con la Duchessa, retornete qua; el cosi aspe-tase, ora che il Christianìssimo è senza febre, che la signora Duchessa habbia ad essere qui lioggi o dimane, et hessendosi le cose tanto masticate, è da credere che fra poco tempo da poi la soa gionla habbino le cose ad resolvere o ad un modo o ad un altro. Et a me pare che se sarà vero lo acordo che francesi non debano cosi facilmente dare la Borgogna, et conoscendo le sue condilìone assai megliorate; se non fusse vero poi come Io negano lì am-basalori anglesi, forsi vi potriano condescendere