493 MDXXV, DICEMBRE. ■194 Spagna, et Ricevasi che erano 3000, et esser quelli che già mollo tempo andorno in Spagna, poi a la impresa di Fonlerabia, et (ulti predilli facevano campo a Lion con salviconduti, et andavano verso Alemagna a casa sua. Et dice, è passalo per Avignone, et poi venuto per el Delfinato, che fu zerca la fin dii rnexe passalo, dove non ha sentito movesla alcuna nè gente alcuna. Poi vene a Susa dove capitò in quelli soldati, come è dillo di sopra. Poi vene a Verzelli, ove non ha veduti soldati alcuni, ha ben sentilo de’ soldati che sono in Alexandria. Et a li 12 di queslo da sera zonse a Milano, dove è stalo fino beri, a di 13 bore 21. E dice lì haver inteso che i cesarei perseverano in dimandar el chiamar li consoli di le visinanze, over parochie, ad zurar fedeltà a Cesare, protestandogli che se i zurano se partiranno lutti quelli soldati de Milano, el non zu-rando voleno restar lì. El che venendo beri da Milano, per strata incontrò alcuni cariazi che andavano a Milano, et partivano de verso Cassano, et intese che erano dd marchexe dii Vasto. El dice haver inteso che terza nolle in Caravazo et Trevilio quele genie cesaree deteno a l'arme per paura che hanno de li soldati de la Illustrissima Signoria. Item, mandano una lettera anta di Milan, di 13, qual dice cussi : 328 ‘ Die 13 Decembris 1525, in Milano. El filiolo dii Morone è tornato in Milano, et va, et pare habbia grande favore da spagnoli per quanto si vede. Et pur questa mattina li anziani di le parochie hanno per comandamento di comandare li vicini vadano a giurare fidelità; pur non so come seguirà. Pur penso non sarà niente, per non esser el populo de quella opinione. Et pur Lunidì missier Scipion di la Tela vene fuora di castello con uno trombetta dii Ducila a parlar con li signori spagnoli; ma non si sa che volesseno né facesseno. El più si dice, che leverano li ianzineeh di la guardia dii castello, el ge voleno meller li fanti italiani, che sono in aslesaua. Pur a questa hora non sono movesti nè l’uno nè I’ altro. Et più, quelli dii castello vene-no fuora ogni dì, et amazano genie maxime spagnoli, et qualche volta di boni, maxime Sabato. Et per porta Verzellina possono andare dove voleno quelli dii caslelo. Et più, se hanno riscosso ducali 15000 in fina a quesla hora da Milano et dal ducato. Et dicono ancora, hanno hauto lettere di cambio di Spagna, el haverà dinari qui a suo piacere. Et più si dice, foraussili di Milano sono in sul ducato di Savoia in più lochi dispersi. Et più, sul ducato di Savoia s’è fatto allegreza del maridazo ha fatto l’Imperadore. Et più, se li homini de Milano sapesseno dove tegnire li piedi, fariano dii male. Non dirò altro, et sia con voi. Item, scriveno, che per alcuni venuti beri, a dì 13, doi quali praticavano in Milano nelli allo-giamenli de lanzenech et spagnoli vendando robe, quali ben examinati separali conformemente dicono, come Sabato proximo preterito, per quanto li pare dii giorno aricordarsi, che fu dato al tam-burlo al quartiere di Ianzineeh perchè andasseno a pigliar danari da li sui capi, el dicono, così domandali, di la quantità, che gli fu dato do scudi per homo, per haver veduto in quello lenipo molti di essi con do scudi in mano o per cambiar o per pesarli a le bolege lì vicine, el che zà molto tempo hebbeno un’altra volta un scudo solo, et avanti il suo partir, sentino che voleano edam dar danari a li spagnoli. Et perchè questi pagamenti non si fanno con solennità di banca, credono che )'\ soprascritti nostri non li pensando non ne habbino dalo nolitia. Ex litteris domini Jacobi de Cappo, datis 329 Mediolani, 13 Decembris 1525. 0 Di novo si ha per la via di Genoa, come in Francia si fanno preparamenti grandi di guerra per mare et per terra. Et con 1’ armala da lerra gli ha da essere il signor Maximiliano Sforza. Et edam un altro homo da bene me ha ditto, haver inteso che il signor ducha di Ferrara gli ha lassato 50 miiia ducali per pagar le gente, et esso signor Dueha se dice esser ilo a Veneeia. El dimandandolo io al signor ambassator residente qua, me ha ditto non esser vero, ma che era ilo a marina a solazo per esser hora il lempo di le Iralte, e per meglio farmelo credere, me disse « ancor io ho aviso da Ferrara, che ivi si dice Sua Excellentia esser ita a Veniecia ». Questi signori non hanno nienle di Spagna già molti di. Credo che il signor ducha de Milano habbia novamenle habulo lettere di Spagna per una lettera vista per me venuta di Spagna ad uno mio amico, età quello mandata de castello già quattro dì. Non beri l’allro, vene fuor dii castello missier Scipion da la Tela al signor Marchexe el al signor Antonio, per ottener da sue signorie che missier Thomaso dal Mayno andasse dentro dal signor Du-