461 MDXXV, DICEMBRE. 462 far soìum per doi mesi, et questa treugua la dimandano perchè essi grisoni insieme con li sguizari vogliono pigliar danari per servir, chi dice a la Illustrissima Signoria, chi dice al Summo Pontefice. La verità del suo servii’ non si scia a chi, et che numero de lor fanti non si scia per certo, chi dice 12 inili;), chi dice 18 milia. Ancora ho inteso da uno mio amico, qual eri gionse a Milano et vene da Lione, come la corte di madama illustrissima la Uggente si è a Lion, et il signor Maximiliano Sforza medesimamente. Et che dè venire in qua il signor Maximiliano, in Lione non ha inteso cosa alcuua.t Vero è che ha inteso come il re di Pranza ha fatto doi partiti a lo Imperator, videlicet la prima che, lassandolo in libertà, esso Re renunlia a! regno de Napoli e al stado de Milano et Genova, et li dà doi terre in Borgogna quale non son città, il nome non me 1' ha saputo dire; se riserva Aste con lo astegiano. La seconda partila, el prelato Re renunlia al soprascrilo regno de Napoli, li dona tre milioni d’oro, de li quali ne daria uno al presente, li altri doi in termini. Gente d’arme et fantarie pagali tulli voleno far guerra in Italia ad acquistar qualche cillà a Sua Maestà pertinente eie. per cerio tempo. Non lo sa per quanto tempo li dia tale esercito, in quanto siano le gente di arme et fantarie: bisogneria che Isaia fusse lacerato come fu il dio Bacho. Item, se riserva in questa seconda partita el Stato de Milano, Genova et Aste con lo aslesano. Me dice che non ha inteso esser fallo risposta per lo Imperatore al serenissimo re di Franza. lo li haria mercato più altre cose; ma non li fu tempo, supliremo eie. Mediolani, die 5 Decembris 1525. 307 * Postscripta. El giorno de heri, per esser la festa de Sanla Barbara, intendo che nel castello de Milano fu fatta una bella allegrezza con piferi et molli el diversi inslrumenli, et il Duca si fece portar abasso a veder tale fesle et solemnitate. Credo successe li colpi di le arlellarie che tiravano per la solennilale di la soprascrila Santa Barbara. Capitolo fatto nel testamento per el signor marchexe di Pescara. Item, medemamenle li lasso Hironimo Morone quale ho in pregione, et voglio che se suplichi a la Cesarea Maestà instanlissimamente per la vila sua, el ogni altro beneficio che la Maestà Cesarea li potrà fare, el che sia contenta perdonarli, el non voglia che quello ha discoperto in beneficio di Sua Maestà habia ad esser per sua condemnatione, dato caso che lui non havesse fallo quella op ra che doveva fare. El in questo Sua Maestà mi voglia compiacere, perchè altramente repuleria essere incaricalo. Intendo da li soi, che parlano al prefalo missier Hironimo, che lui ha Ire camere nel castello di Pavia in sua libertà; ma non usisse fuori dii castello. El re di Navara si è ancora in Pavia. Vero che ne la lettera quale scrisse Io Imperalor a li giorni passali a^ signor marchese di Pescara, non obslanle che in dieta lettera consentiva lutto et laudava tulio quello haveva fallo il prelallo signor Marchexe esser ben fallo, et ancora lo constiluiva suo guberualor nel slado de Milano, ancora li donava Carpi et altre terre, intendo che liberava il re di Navara, quale havesse se non a pagare la sua taglia de cento milia ducati al prefato signor marchexe di Pescara, e cusì li andò el signor abate di San Lazaro a parlar al prefalo Re a li giorni passali, credo per far provi-sion di qualche danaro. El boggi, el prefalo signor Abaie ha fatto dimandar da li mercadanti de Mdano particularmenle, a li quali ha domandalo che li servino di danari con termine che li restituirà a ca- 308 tende proximo di Zenaro, perchè aspella da Zcnoa lettere di cambi per la somma de 100 milia scudi, aut che non havendoli li piglii ad interesse che li serano restituiti, come saranno gionte le soprascritte lettere di cambio. El soprascritto sier Bernardino li ha mandato risponder che lui non li ha el manco non li voi tore ad interesse, perché non ha più il modo come ha via prima, per esser lui minato per questa guerra, el così hanno fatto li altri mercadanti, saria longo scriver e nominarli tulli eie. El prelato signor Abate pare faccia l’officio che faceva missier Hironimo Moro le. El signor marchese dii Guaslo et signor Antonio da Leva sono gubernatori fino a l’ora presente etc. Mediolano, 7 Dicembris 1525. Noi siamo in gran travaglio, che havemo li lan-zinech ne li nostri alogiamenti per la guardia dii castello, quali non li basta che ne brusano la ligna, ancora ne disfano le case et brusano li someri (?) et asse, lanto che ogni cosa del nostro va in mina. Del vino non parlo perchè non ne beveno, e quelli che sono in castello cum l’arlellaria minano le case vicine el distante. El Mercore passalo preseno cerca 20 cavalli carichi di vino et forrnenlo quali venivano di verso Adriano fora de porta Verzellina a Milano el li conduseno nel castelo. Iluggi ancora sono ussili f