113 MDXXV, OTTOBRE. 114 sto, et scrive haver parlato con il cavalicr Bilia ora-lor dii ducila di Milan, qual li ha dillo esso prolo-notarìo ha scritto in favor di la Signoria nostra a Cesare, eie. Scrive, la Cesarea Maestà è fuora a caza, fo apresso Madril, dove è il re Chrislianissimo e non vi andò. Et inteso Soa Maestà havia la febre, lo mandò a visitar per il conte di Nasao et il Gran Maistro, et questi steleno, come ha inteso, 4 liore insieme col re Chrislianissimo li a Madril; il qual Re 71 par habbia dopia terzana: li è sta manda di qui medici e lutto quello li fa bisogno. Si ha dillo, madama di Lauson sorella dii re Chrislianissimo esser zonta a Barzelona, poi si bave era zonta a Saragosa, sicaé presto sarà qui. Si tien seguirà l'acordo ; ta-men questi voleno la Borgogna, e la Frauza non ge la voleno asenlir, nè etiam il re Chrislianissimo. Voriano far noce con Cesare e luor la sorella madama Lionora per moglie; ma Cesare la voi dar a Barbon. È slà dillo di l’acordo fallo tra il re de Ingallerra e la Pranza ; ma questi oralori sono qui la niegano. Item, scrive haver ricevuto lettere di 11 Avoslo, zerca il schiomo di nostri subditi fo preso dal castellali di Taranto ; per la recuperalion farà il lulto. Dii ditto, date ivi, a dì 21. Come il re Chrislianissimo a dì lt si bave a viso è pezorato, e queli è lì a Madril per la Regia Maestà scriveno durerà la vita soa poco et mandono a dir questo a Cesare, il qual era partito di Segovia per venir lì a Toledo, el zà slontanalo per lige sei, hauto questo aviso, tornò a Madril subito et andò a la casa dove era il re Chrislianissimo amalato, qual riposava. Et Soa Maestà aspellò si dismesiase, poi inlrò in camera, e dillo al re Chrislianissimo era P Imperador, Sua Maestà si sublevò un poco el P abrazò dicendoli : « Vostra Maestà vede un vostro servidor e schiavo ». E P Imperator disse : t Un mio caro fradello e amico ». E lì disse attendesse a varir et risanarsi, perché zonta che fusse madama di Lanson soa sorella, seguiria P acordo e la sua liberation. El Roy disse : « A Vostra Altezza slà il comandar». E cussi Sua Maestà Cesarea si parlile, unde il Re la notte miorò, el poi a li 19 Cesare tornò a visitarlo, e il re Cliristìanìssimo li disse che vivendo li saria bon servidor e morendo li racomandava soi Boli, pregandolo li volesse luor in proletione: et Cesare li disse attendesse a varir et restaurarsi. El parlilo, montò su la scala madama di Lanson che era zonta,» qual veniva pianzando e P Imperator la brazò e la basò e la branco per la man mirando in camera con lei dii re Chrislianissimo, el poi Soa Maestà si / Viarii di M. Sanuto. — Tom. XI. partì et tornò a Toledo, et ordinò nìun cavallo di le poste fosse dato ad alcun senza licenlia el saputa loro. Per il che esso Oralor non potè scriver et si scusa. Ilor tornalo Cesare in questa terra, subilo inlrò con il Conscio a Iratar la materia di le tratation con 71 * li oratori de Angliterra, i quali etiam loro introno nel dillo Conseio a expliear la commission loro. Scrìve, se ha dillo de lì e si conferma esser seguito acordo tra il Re predillo di Anglia et la Pranza ; ma questi oralori la niegano dicendo è solum ada-tamento zerca le pension eie. Scrive come, non ob-stanle la trieva falla con laFranza, il capitario Ricadono è inlralo su la Pranza a le frontiere di ... . et preso alcuni castelli. Questi oralori francesi si hanno doleslo, che stante la Irieva non si dovea far questo, et questi voleno disputar de iure che lo pono far, per non esserli slà ancora inlimala dilla Irieva. Item, scrive a dì 18. Come a questi zorni era slà conduto de qui a Toledo il presente mandato a Cesare per Fernando Cortese capitanio zeneral in India, qual è uno tiro, over meza artellarìa di una meza colobrina, la qual già molli dì sì aspeclava et dicevasi era d’ oro et d’arzenlo, et P ha veduta esso Orator, et tien sia de certa meslura che non tien nè oro nè argento, ma di certo metallo pezo che slagno; ma dicono questi è di arzenlo dì valuta di ducali 3 la marca. Etiam li ha mandalo una gabia di legno grande, in la qual è una che loro dicono tigre, presa de lì, giovene, ma è una paniera di color vario, bella a veder; el altre cose. Item, pesi d’oro 65 milia, che vien ad esser zerca 65 milia ducali. Esso Capitanio mandava a sua moier, qual novamente bacillo qui in Spagna, un presente di ducali 25 milia d’oro et 1500 marche di oro. Cesare hanno tolto per sé, et non li hanno volulo dar nulla, imo di ditto Fernando si doleno che ’1 non manda di qua quello che ’1 doveria mandar et che P tien per sé. Di che questi voleno farlo venir via, et mandano in loco suo lo Amirante de le Indie, che fo fiol di Colombo, che fue primo che Irovò la dilla navigalion in India. Scrive, esso Fernando haver scrillo a Cesare come tien danari de lì per far certa impresa conira alcune terre, che voi acquistarle. Et scrive, è aviso di Sibilla, come a 72 dì 22 Mazo parlileno 24 vele per la india, qual arivono a P ixola Spagnola a di 2 Zugno, sichò hanno fallo in certo tempo, ut in litteris, miglia . . . . , et come un’ altra armala si preparava di navìlii 28, capilanio de la qual era uno Sebaslian Tarabolo (Caboto?) veniliau. 8