Ili MDKXV, 0T70BHE. Maestà, quali però se governino a la obeciienlia di li governanti in nome *li4 signor Ducha. Il signor Duclia di la febre, ma dii moto non si poi aiutare. Dii ditto, di 20, hore 19. Quelli che vengono de le parie dove sono le gente cesaree, dioono esser ancora dove erano Iteri per quelle di hore 18 scritte. Lo illustrissimo signor Ducha sta meglio dii solito, così del moto de le mane, come de li piedi. Qui ne e advìso come le genie che erano ultra Po passano di qua et hanno butalo uno ponte alla Stella. Et se dice che voleno congiungersi insieme tra 70 Po el Tesino, dove vogliano poi andare alcuni dicono a Pavia, illcuni in Geradada, et alcuni verso questa città, ancorché questi feciano nissuna provisione. Ne è ancora »viso da Zeno», come le galie di Andrea Doria Marti passalo, fo a di 17 dii presente, zonseno a Genoa, et il castello comenzò a tirare cum P artellaria et stibllo dillo Doria mandò una barchetti al dillo castellano cwn significarli che era la tregua Ira la Cesarea Maestà et il re Chnstianis-sirno, et che volevano servare dilla tregua ; a li quali fu risposto che più non li molesleriano. E cosi è sta fallo, diluitogli vicluarie con li sui dinari. Lo abfile di Nazirru si è ancor qui el domane damai-lina dicesì è per partirsi per andare dal signor marchese di Pescara, con el quale andarà missier Jaco-mo Filippo Saco doclor per nome del signor Duca, el non s’è possalo ancor intendere la causa di la sua un luta. 11 Ducha al solilo, eie. Item, manda lettere di oratori di Spagna. Di sier Carlo Contarini orator, date a Tu-bing a dì 10 di questo. Come hozi la dieta di questo paese qui è principiala, ma poco si tralarà. Il serenissimo Principe di primo voi che le gente siano tenute a la defensione dii pese, la condena-tione a li inobedienti «ul secondo eia ferma de li altri, el che refazino alubune chiesie el abazie per loro minate, et fiorini 6 per foco, et li 4 carantani come già scrisse acordò li altri. La dieta imperiai si dia far queslo San Martin in Angusta si murmora non si fura, perchè si dice il Conte Palalino eleclor esser amalato et il ducha Zuane di Saxonia che successe al ducha Federico morto eleclor ha mandato a dir non voler ritrovarsi a dieta alcuna, se non vien in quella la Cesarea Maestà. Et pur questi par la vogliono far, et voi si vadi a farlu a Spira^ tamen mai ancora non è comparso alcuno per li alozainenli de li principi, salvo per il reverendo Tridentino et reverendissimo Salapurch. Per la dieia veramente dii paese dii Principe, quale si farà cerio, pur in Augusta principierà questo San Mar- lino. Di le motìone de li villani più non si sente cosa alcuna. Dii ditto, date ivi, a di 13. Come in la dieta de li ancora nulla è slà fatto. Questo Serenissimo voi le spexe di le zenlc I’ ha fallo li siano restituite, et siane redificate le abbatte el chiesie per loro ruínale, et voi chi è slà causa di questi inconvenienti punirli, el che non legnino arme in caxa di alcuna sorte, el che non fazino adunalion alcuna se non vi 70’ sia uno agente per nome di Sua Maestà. Voi etiam fatichino el caslello di questa terra. Item, scrive esser zonlo de lì uno nontio dii serenissimo re di Hongnria a invitar questo Serenissimo al convento che dieno far quel Re con suo barba re di Polonia ; il qual Serenissimo non andarà per fuzer le spexe, el ha poco modo di farle, come etiam per le occupatimi 1’ ha. Item, scrive è slà discoperto che ’1 conte Cristoforo Frangipani a Buda ha voluto far amazar il reverendissimo Slrigoniense, per il ehè è slà relenulo et posto in preson. 'Lo reverendo episcopo di Brixinon è morto. Di Spagna, di sier Andrea Navrrier orator nostro, date a Toledo, a dì 13 Seltembrio. Come a ili (j.ricevete lettere di lu Signoria nostra, di 24 Luio, con lo aviso, che venendo de li lolilustris-simo Barbini riebbi far P officio, eie. e cussi exequi-rà. E xà con monsignor di 'Ursia suo orator apresso questa Maestà lui usato parole in dimostrarli l’amor porla queslo excellenlissimo Stato a Sua Exeellenlia ; el qual ha habulo gran apiacer et è partilo per andarli conlra. L’altra lettera è zerca li 80 milia ducati oferli al signor Viceré per lo acordo, per sua instruzion, aziò essendoli parlulo sia instrullo in la materia e iustilichi la Signoria nostra. Scrive,ancora non li è slà dillo cosa alcuna, et exequirà. Et scrive che ’I dillo nunlio di Barbón li ha dillo come havia parlado a la Cesarea Maestà, dicendo che vuol Vostra Maestà digi al mio patron zerra madama Lio-nora promessali per moglie. Sua Maestà disse zerca questo non bisogna dir altro, per haverli una volta promessa. Scrive eoloqui hauti col Gran Canzelier zerca lo acordo, etc., dicendo il Viceré non havia commission, nè Barbón, ma che P ha mandata al prolonolario Carazolo che anderà a -Venecia, dicendo tamen se Barbón hnvesse concluso, per l’autorità clic ’1 lien con Cesare lo liana confirmalo. El dillo Canzelier li parlò che si diceva di eerla liga si trattava conira Cesare, etc., ut in litteris. L’Orator iuslificò la Signoria. Esso orator disse: credo et non credo, staremo a veder quello farà II Carazolo. Pur é lettere dii Doxe di Zenoa di queslo, di 4 Avo- *