23 MDXXV, dì 3 Septembrio. Mandano la copia di una lettera scrittali per quel cadì di Negroponte, che si lamenta le 5 fuste di Mislanrais esser sta condute de li con danno e vergogna dii Gran Signor, però le vo-glino mandar de 11 a Negroponte perchè ha mandalo arz ni Signor di questo. Et manda la risposta fattoli a la dilla lettera, come non è vero quello ha dillo Mislanrais, però che le galie di Napoli non l’ha tolte, perchè non hanno galie: ben è vero, hes-sendo dillo Mislan, poi fallo danni a nostri, disnoditi in terra c lassale le fuste, il nostro Proveditor di l’armada le havia falle tuor e condurle 1! a Napoli di Romania in guarda di soi. Et ha scritto a la Porta il caso sequito, aziò il Gran Signor ordeni quanto si habbi a far di ditte fuste. 12* Da Constantìnopoli, di sier Piero Braga-din bailo, di 22 Avosto. Come li signori bassi mandono per lui che ’I venisse a la Porla ; qual andato, era II uno homo di la galla di Embrain fo presa da uno corsaro christian in Cipro, qual narrò la cosa esser processa da quelli di Cipro che 1’ ha fatta prender, e fallo signali di foco al corsaro ve-gni a tuorla a Limisso, e li homeni de la galla e ianizari dismontati in terra fono dalli stratioti spogliali e toltoli li danari a chi 100 a chi 200 ducati, pelandoli la barba, con altre parole, linde Aias bassi disse : « Bailo aldislu questo? il Signor romperà il iuramento di la paxe. Scrivi a la Signoria il Signor voi la sua galia senza alcun danno, altramente vegniremo a la guerra ». Esso Bailo iustifìcò non esser porto .in Cipro se non Famagosla, et era cerio quelli nostri non haver colpa alcuna. Hor Mustafi disse : « Tu intendi, scrivi a la Signoria il Signor voi la galia, se non saremo a la guerra », con altre parole. Scrive, questi hanno armato 10 galie sotil, capifanio Tulismanrais, le quale anderano a trovar quelle di Rodi et si unirano per perseguitar li corsari. Item, vanno facende preparation, etc. Scrive la peste de lì è grande, lì è morto uno stafier, qual lo mandò fuor di caxa in 8 zorni. Scrive come da poi l’andò a parlar a Muslafi bassi, per dimandar conseglio di quello 1* avesse a far; il quale disnava e Io f ce venir suso. Scrive verba hinc inde dieta: el qual disse el Signor voi la sua galia, se non fari guerra, dicendo lui è amico di la Signoria e voi esser una colona per lei ; ma Aias bassi è albanese, inimico de la Signoria e desideroso di guerra, confortandolo l’andasse a parlarli : et cussi andoe. Il qual Aias li parlò con colora, dicendo il Signor al-dite tutto, era a la fanestra di sora de nui, e quando fossemo dentro disse voler al tutto la sua galia, e OTTOBRE. 24 che questo non è segno di mantenir la paxe. Hor messeno ordine che diman 1’ anderia a zardini e li andasse a parlar, et cussi andari. Dii ditto, di 24. Come heri fo al zardin di Aias bassi, et scrive coloqui hauti insieme. Una lettera mollo longa et ridiculosa, qual esso Bailo li disse di la potentia di la Signoria nostra la qual havia perso quasi el Stato per non voler esser sti in liga con li principi christiani conira il Gran Signor, per il che li rompeteno guerra e fo mandi a dimandar socorso al signor Bayset, qual si scusò non lo potè dar per esser li (ioli in guerra. Poi disse, per mar la Signoria è più potente che niun altro principe chri- 13 stian; Veniexia terra fortissima et inexpugnabile per le aque atorno e ricca e impossibile haverla. Padoa fortissima. Li è sta l’Imperador a campo con 100 milia persone e non 1’ ha potuta haver. Trevixo fortissimo per le aque li va atorno. Crema inexpu-gnabile. La Patria di Frinì fatto una terra. Poi da mar Candia fa 100 milia anime la ixola et si poi dir di quella, homini valentissimi et vili perfeto. Cipro, Famagosla è inexpugnabile, però non è da parlar che ’I Signor voy per una galla che la Signoria non ha colpa niuna venir a la guerra; con altre parole. Ditto Aias disse: «11 Signor voi la galla al tulio, si-chè scrivi a la Signoria; con altre parole, et che il Signor havia lui aldi il tulio da la fanestra, lamentandosi che ’1 Signor stè tanto haver Rodi per ca-xon che quelli di Candia intrava per soccorso in la terra, et lui Baylo disse, imo è al contrario, che per il nostro zeneral era devedi niun intrasse in Rodi, con altre parole. Scrive, il feral fo mandi a donar a Mustafi che costò ducati 1000 i zenerà odio di Aias e altri contra la Signoria; nostra però non si doveria mai mandar presenti publici. Scrive, aspettasi il magnifico Embrain, perchè li hanno mandi contra uno olaco a solicitarlo el vengi subito per questa causa di la galia, il qual è homo ¡usto e amico di la Signoria; ;et non ha voluto dar li danari dii tributo ancora, ma li dari zonto Embrain, et questo per metterli aconto li ducati 1400 Embrain have di zucari, che quesli altri non li haria voluto meler a conto. Dii ditto, di 27. Come, hessendo venuti a la Porta do homini di Mistamruis era capitanio di le fusle con lettere di Negroponte, di Coranto e di altri, dolendosi di la Signoria che ’1 Proveditor nostro di l’armada lo havia perseguilado, si chè convene fuzer in terra apresso Napoli et il Pro-vedilor tolse le fuste el le menò via, menando le bandiere del Gran Signor per aqua in vituperio suo.