855 MDXXVI, FEBBRAIO. 856 manda autorità di bandirli con laia. Nome Luca et Malio Polilcovich. Fu posto, per li Consieri, dar liberti) al ditto Conte di proclamarli, et non comparendo ponerli in bando di terre et lochi con laia di lire 500 vivi et 300 morti per cadauno di loro, ut in parte. 144, 0, 5. Fu posto, per li Savii dii Conseio e di Terraferma, non era sier Jacomo Corner, che havendo re-chiesti quelli comprono le botege sul ponte di Rialto che cr.zele di poter far le dille botole a sue spese da le bande dii ponte presente sopra pali, et lies-sendo sia per li Proveditori al sai esaminati li proli, che non farà danno al ponte nè pericolo che’l cazi, immo el fortificherà, pertanto sii preso che li ditti patroni possino far sopra palli attorno esso ponle le bolege come prima, di la qualità di le mesure è in l’officio dii sai,con condilion, quando si vorà far il ponte, non possino, per la spexa dii far et desfar di esse bolege, dimandar alcuna oosa a la Signoria nostra ; et aziò il ponte sia aperlo da le bande, sia preso che tutti li banchi et altro afilado per 1’ officio dii Sai su le cavriate siano fati levar via ; et havendo dà danari, quelli siano restituiti ut in parte. Fu presa. Ave: 128, 54, 11. Et io non la vulsi per 4 cose. La prima, è cosa vergognosa di la terra, perchè più non si parlerà di far il ponte; la secunda per far danno al corer di le acque dii Canal grande; terzo perchè il ponle non sarà securo, meterano cargo di saclii et altro; quarto perchè hanno le botege apresso il ponle con il suo fido proprio. Ma non vulsi parlar per esser materia bassa, et venuti novi in Pregadi e dichi Marin parla in cosse basse; ergo eie. 571 ' Fu poslo, per i Consieri, Cai di XL, Savii dii Conseio et Terra ferma una parie mollo lunga, qual ha molli capi, zerca le 3 per 100 si paga a Doana ; de li qual si feva debitori. Et fu preso, da primo Marzo 1526 in là si pagi de contadi con molle clausole; et il dazio si affilli con tal condilion, e sia tolto il dazio afilado in la Signoria qual questi do mesi (è?) per conto di la Signoria; el perdando il dazio pagi di contadi, e non di danari di 3 per 100 nè di Camerlenghi di comun. come si soleva ; con assà stricture. Una longa parie, nolada di man di sier Pandolfo Morexini el consier invenlor di tal provi-sion, con condilion, li danari si tTarerà sia parlidi in questo modo : uno quarto a l’Arsenal, uno quarto a .... di galle, uno quarto a le presente occorrente, ut in ea, a la qual mi riporto. Et sier Hironirao Querini è Proveditor sora lo armar, andò in rengn et parlò altamenlecheie cose da mar erano abandonale, el che non si atendeva più a quelle, et li danari fo deputà a loro Proveditori è slà tolti : et per un Cassier dii Conseio di X, videlicet sier Priamo da Leze, qual non nominò ma tutti l’intese, ha dà i danari deputadi a loro a particular persone e senza mandato eie. El laudò sier Pandolfo Morexini, quando fo Cassier li dele i soi danari, et cussi sier Polo Donado ; et aricordò non si melesse ad altro dia a comprar formenli o biscoti per l’armada ; et disse assà cose. Fo laudato mollo. Il Serenissimo disse senlado: « Si fa quel che se puoi ; non havemo danari, havemo tolto quesli in Pregadi e far venir zoveni a Conseio per il bisogno ». Et li Savii ai ordeni et sier Hironimo Querini et sier Domenego Capello provedilori sora l’armar, messeno, in loco di le presente occorrente siano deputadi a l’oficio di le Biave per biscoli per l’armada. El in questa parte (ulto il Colegio inlroe, et bave tutto il Coiyseio, videlicet 187, 4, I. El fo una bona adition, purché la fusse ohser-vada. Et si vene zoso a hore 2 >/, di notle. Fo mandalo in questa sera in campo ducati 4500. A dì 23 La maliiia, fo lettere, di Spagna, di VOrator nostro, da Toledo, di è et 8 di l’instante, venute per via di Lion. Il surnario di le qual scriverò qui avanti. Di Austria, di sier Carlo Contarini ora-tor, di lo di V instante, in Augusta. Come eri scrisse per uno di Salò. Bora, spiandosi la posla, replica come zonse de lì il maistro di le poste, cjuul vien da Lion con la nova de l’accordo et partì a dì 29 Zener. Sono poi lettere di Roma, di 6, che confirma dillo acordo, el il partir di Milan per terzo, zoè dii Stado. Questi del paese dii Serenissimo è obslinali a dar danari si non hanno la promessa cerla di non lenir mai il Salamanca qui a la corte. Questo Serenissimo ha spazà a Milan quel domino Antico sialo per oralor dii ducha di Milan gran tempo. Scrive, passa pur qualche lanzinechde li; vanno a Maran per haver danari. Di Mantoa, del Marchexe al suo orator qui. Manda una lederà hauta da Milan, di 12, di domino Jacomo da Cappo, la qual dice cussi : Si è co-mincià a far la descrition di quelli beni di color che sono in castello, el hanno poslo la lista sopra la porla di la corte, in la quale el signor Jo. Paulo Sforza è il primo, così ancho è slato de li primi ne la preiala descriplione ; el beri fu poslo in pregion