377 MDXXV, NOVEMBRE. 378 una voce, che era zonfo lettere di Spagna ni signor Marchese che rendesse il Slado al signor Ducha, tamen per una haula hozi del dillo, revoca ditta nova. Item, scrive haver hauto per via di Bergamo lettere di l’Orator nostro in Spagna, qual manda. Scrive se li proveda di danari, et manda il conto dii mexe. Dii signor Camillo Orsini, di 28, hore . . . da Bergamo. Come ha hauto una lettera da Nicola Bordon, da Milan, di quel zorno, quid è copiosa, e la manda al ditto Proveditor zeneral. Da Milan, dii preditto Bordon, di 28. Scrive a domino Camillo predillo, come missier Francesco Tonso li ha ditto haver da missier Bortolo-mio di Mazi, qual ogni zorno va dal marchese di Pescara, che heri zonse uno zenlilhorno di esso Marchexe tornato di Spagna, nominalo Zuan Battista Gaslaldio, con la confirmation dell’Imperador al ditto Marchexe di locotenente e capilanio zeneral in Italia. Et il marchexe dii Guasto capilanio zeneral di le Cantane, e l’investitura al Pescara di Carpi e dii conta di Sora, e dà in perpetuo ducali 12 inilia d’intruda al marchexe dii Guasto a l’anno sopra le intrade dii reame. Dice che dii Moron nulla si sapeva in Franza al suo partir. E non si parla di acordo col re Christianissimo; et che vienqui a Milan unozenli-lhomo de l’Imperador quul va al Papa, et è rimasto in camin, et ha manda le lettere. Scrive la voce Co ditta che ’I portava la restituitoli dii Stado al Ducha, non è stà vera. Dii conte Alberto Scoto, da Crema, a dì 28, ìiore 8, al pr e fato Broveditor zeneral. Come, per uno zonlo 11 qual parli da Milan eri a liore 17, ha inteso il castello tirava verso spagnoli e lanzinech, e che si diceva che i volevano levar l’assedio dii castello, pur hanno termina di lenirlo, pI vanno lavorando. II marchexe di Pescara sta mal et ha do dnne che il lattano, e si tien non possi scapolar mollo. Spagnoli dicono aspellar il duca di Barbon e il capilanio Arcon con 5000 spagnoli, i qunl zonli con il suo esercito sarano bastanti contra tulio il mondo., 254 jItem, scrive spagnoli fortificano Lodi et li metano dentro vituarie. Et come in Cremona introe Zuan Jacomo Cator di Palavisini da .... con alcuni scino-petiéri, et vituarie, zoè nel castello, per darli soccorso. Del signor Malatesta Baion, date a Crema, a dì 28, drizate al Broveditor zeneral. Il suma-rio dii qual aviso scriverò di sotto, zoè il riporto di soi nontii, perchè il Podestà di Crema etiam lui lo mandò in le sue lettere. Scrive, come li cesarei met- tono victuarie in Pavia et Lodi, et dicono aspeclar soccorso. Item, per uno suo venuto di verso sguizari ha aviso che a Lors monsignor di San Polo e Gaspar Sormano, per nome dii duca Maximilian è in Franza, sono venuti per haver sguizari. Et parlavano con alcuni capitami di essi sguizari, et li ha veano portato danari. Et che a dì 20 di questo gri-soni haveno la roca di Chiavena dove trovono assa’ roba che quel Zuan Jacomo de Medici havia tolto in Vallolina, et fo quello che ritene li oratori di diti grisoni, e che spianavano dilla roca. E come il Moron ha scrito a sua moier che presto el spiera che ’I tornerà a casa. Da Crema, dii Podestà et capitanio, di 28, hore 2 di notte. Manda li soltoscripti reporti : Rosin homo d’arme dii signor Julio Manfron riporta, che hozi a di 28 hore 19, vene una posta a missier Bendo Salerno a Caslel Lion, che heri a ore 22 zonse a Milano uno staCeta da l’Iinperalor, el per Milan se diceva che havea portalo la confirma-tion al Duca de Milan, el che hozi se doveva levar lo assedio del castello de Milano. Item, dice che se diceva per Milano che ’1 marchese di Pescara non poteva più tegnir il late de le done che ’1 toleva, et tutti indicava che quella nolte doveva morir. Item, dice che li soldati che sono a Pizigalon sono acordali, et se dieno levar dal dito loco. Item, che domandano scudi 500, et non li dagando li mandara-no soldati ad alozar. Riporla uno arzier dii signor Malatesta Baion, che questa mallina, a di 2S, avanli zorno se levò el locotenenle di la compagnia dii conto di Potenza con alcuni homini d’arme, el si diceva voler andar in reame. Uno arzier dii conte Alexandro Donalo, qual eri 27 parlò con el soprascritto locotenenle in Roma- 254’ nengo, el qual li disse, che voleva questa mattina levar per andar in reame a casa sua,el che l’era 27 mexi che non haveva liabulo danari. ReCcrisce Davit mercadanle da Cremona, venuto qui a Crema, che l’è do zorni clic quelli dii castello di Cremona non sono ussiti Cuora. Dice etiam che l’è venuto a poco a poco 400 Canti lodeschi, i quali sono venuti per la via di Feltre et Trevixo, el poi per la via dii Cerrarese a Cremona. Et questo dice à abulo da uno fante che li aloza in caxa sua. El che le fanterie sono in Cremona sono in tutto 2000. Item, dice, che in Cremona se diceva, che doveva vegnir zente d’arme ad alozar, el bora non se dice più niente. Item, dice aver inteso da uno suo amico da