105 MDXXV, OTTOBRE. 106 Sier Marco Antonio Zen, qu. sier Alvixe, fo patron Sier Lorena* Sanudo qu. sier Auzolo, qu. sier Francesco. Sier Nicolò Bernardo di sier Francesco, fo capila- uio di le nave. Nolo. Beri introno censori sier Piero Marzello qu. sier Jacomo, et sier Francesco VaLier ; el Valier, per non portar color, vestilo di negro a manege dogai el beco di veludo negro, et hozi a Gran Conseio el Valier havia damaschin negro fodrà di dossi, cento. 66 Riporto venuto per via di Bergamo, per lettere date a dì 17 Octubrio 1525. Referisse Rosso da l’Olmo, come Venere da malina fo a dì. . . . andò con el signor Hironimo Moron a Novara, et zonse a hore 22 con la sua guardia el altri, in tulio 50 cavalli, e poi el Sabato mattina andò a parlare cum el signor marcliexe de Pescara el cussi et da poi disnar el la nq^e dii Sabato Tenendo la Domini ca, domino Anlonio da Leva fece marchiar la compagnia del capilanio Zuane Durlm-h spagnol, de fanti 500, el la Domiaica tua-tina il signor Antonio da Leva, volendosi partir domino Hironimo Moron e che la compagnia predilla non zonzeva, li andò inconlro, et subito zonti, a hore 14 la Dominica lece poner dilla compagnia alla ordinanza, e lì fuora di la terra havia messo circa 80 cavalli lizieri e la compagnia di lanzchinechi quali sono sul novarese. E fatto questo, el signor predillo Antonio da Leva andete dal Marchese, dove era il prefalo siguor Hironimo Moron, et io sempre stava con ditto signor Antonio, perché mai mi volse lassar parlir da lui da poi che io 1’ hebbi accompagnato. Et subilo zonlo ditto signor da Leva in camera del signor di Pescara, che zaseva in Ietto, essendo mi relator presente, disse al signor Marchese: « Signor, questo è il tempo di far la presa nostra, che questo signor Hironimo Moron zer-cava di farne laiar a pezi tutti ». Et disse al dillo Moron : « Andemo a disnar, poi saremo de compagnia a concluder quello è da far, montali a ea-vallo ». Ma prima in presenlia dal signor marchese da Pescara disse : « Signor, non trova rete che mai questo sii vero ». Et cavalcorono verso lo allogiamento del signor Moron. Al mezo del camino, lo signor Antonio da Leva disse: « Signor stale forte, vui sete preson ». Et la guarda de ditto signor Hironimo fece movesta, volendo metter man a le spade; ma subito li prefati spagnoli in ordinanza bassorono le piche e schiopetieri con li schioppi si preparavano a trazer. linde hi guarda predilla fuzite, et li prefali conduseno el signor Hironimo in lo alogiamenlo del signor Anlonio da Leva, serando però tutte le porle de 66* Novara, menando la guarda a cadauna di dille porle. Poi lo dillo signor Anlonio da Leva convocalo il populo in Novara li disse, che volcsseno essere fedeli alla Cesarea Maestà, e che sariano securi de non haver altra guerra, nè strage di guerra, poi che erano subditi de un tanto signor. Lo dillo populo li zurò fedeltà in mia presenlia, zoè 5 over 6 de li maggiori de la terra zurono. Et in el tempo di queste cose, missi r Zuan Stefano da Rodio secretano, over canzelier de dillo signor Moroue, se occultò in Novara, el li dilli signori spagnoli fecero uno bando, pena di ribellion chi haveva lo dillo, over sapesse dove l'usse, uon nia-nifeslandolo caderia a pena e colpa de rebelion. Un di la terra, qual lo havia compagnato, lo manifestò al conte Filippo TornieUo, et lo ditto conle andò dove l’era occultato et lo condusse al signor marchese di Pescara. Poi alle 17 hore in ditto giorno di Domenica el signor Antonio da Leva con la compagnia predilla levorono lo signor Morone menandolo fuora di la terra a la volta di Pavia, et Iteri che fu Luni lo doveano condur in Pavia in el caslelo. Et essendo gionto in Milano, inlesi che ’1 dillo signor Moron era gionto in Pavia, et poslo in castelo. De le cose de Milano, dice che zenlilomeni el brigala che erano fuora venivano in pressa dentro e altri de dentro andavano fora alla montagna, ma che altramente le boltege stavano aperte, uè li era un tumulto alcuno. Et che avanti non sa referir altro, et se parlile beri da Milano a hore 22. Le done et figlioli del signor Hironimo hanno fallo portar tutta la sua roba in castelo, el ne erano forsi 200 che lavoravano a portar dilla roba dentro ; et che beri vite il signor Ducila de Milano sentalo sopra una cariega apozalo sopra un cusino, et che lui relator a hore 21 disse il tulio al dillo signor ducila de Milan, qual non disse mai niente, el che è smorto et disfallo mollo, et che le cavalcature a 67 Novara forono tulle lolle et svalisate. Jtem, che ’1 conte Antonio figliol dii signor Hironimo Moron è andato a slafela con 5 compagni al castel suo de Leco, et etiam domino Zuan Battista de Medici, fratello dii castelan de Mus, era venuto a Milano, mandato da ditto suo fralelo, nè sa perchè.