459 MDXXV, DICEMBRE. 460 Item, mandano quest’ altra lettera : 306 Magnifico Domino observandissimo. De le nove che si ha qui, ancora eh’ io scio che V. S. ne ha de continuo, ini pare per debito mio significarle quella ho che è giunlo uno de Milano. Ilo inteso come fuora del castello è venuto dal signor Antonio da Leva uno missier Bernardin da Corte, instando de oblenir da dilli signori spagnoli che fusseno contenti soprasedere così pacifice fin lauto che si mandasse da la Cesarea Maestà per nome suo ad intendere la opinione di Sua Maestà. Da lo quale missier Bernardin da Corte, el prefato signor Antonio da Leva voleva pur intender se la excellentia dii signor Ducha vive o no, el chi governa in castello. Altro non si è possuto haver da loro, et rilornò in castello. Et questo fu Zobia al tardi, a di...... Scrivendo, è gionta una de uno qua vicino a Bripio pur de oltre Adda, el qual scrive qui in Caprino ad alcuni amici, come a Bripio sono gionti 8 spagnoli a cavallo cum far commissione a queli Bripio, che non passino da mo’ inalili nè de qua nè de là persona de sorte alcuna. El per non saper io darge allro senlimento, me è parso significarlo a Vostra Signoria, a la quale me arico-mando. Acadendo altro di bora in hora avisero a quella il (ulto, et starò cum quanta attentione si può. Data Caprini, die 9 Decembri s 1525, hora 6. Soloscritta : Di Voslra Signoria Marco Dall’Olmo comissario. Da Brexa, di sier Nicolò Tiepolo el dotor podestà et sier Pino Mocenigo capitanio, di 11, hore 6 di notte. Mandano alcuni avisi auti per una lettera copiosa di Milan, di... . Come grisoni, che sono atomo il castello di Mus. Quel caslelan Zuan Jaeomo de Medici è disposto a lenirsi, et vori.i lar trieve per 6 mexi, el loro la voleno far per do mesi Etiam Zan di Ferrara caslelan diDomodosola si voi lenir. Et vi è avisi di Franza di l’acordo si Irata con Cesare, et Franza non voi darli la Borgogna, ma tre milioni di oro, di quali un milion voleno darli de pracsenti, et promettono darli zenle per il suo venir in Italia a incoronarsi. Scrive, in Milan, a dì 4, fo fatto in castelo una bella festa di santa Barbara, e il Duca vene da basso; el qual caslello trazè assà arte-larie. Spagnoli dicono aspettar 100 milia ducali, e l’abnte di Nazara volea le pnrorhie zurase fedeltà ; et allri avisi ut in ìitteris, nominado il conte Brunoro da Gamhara. La copia sarà qui avanti. Di Verona, dii Proveditor menerai, di 12, 306 ' hore 4. Come, per uno vien da Milan, qual parli eri a hore 18, ha inleso ehe quelli dii castelo erano ussili a la scaramuza, et aver'nmazato da 25 spagnoli, et vernili fino al Ponte Vedrò, et di alcune botlege lol-seno quello volseno el lo porlorono in castello, e il zorno sequenle mandono li danari a lutti di le robe haveano tolto. Et che tre spagnoli bravizavano so- • pra la pinza dii castello et fono morti da l’arlellarie, e li corpi restorono cussi lino il Sabato a mezo zorno, ehe lui li vele luor con licenlia dii caslelo e portarli a sepelir. Dice che quelli dii caslello adesso non trazeno molto a li lanzinech; ma ben a li spagnoli. Et che uno capitanio di lanzinech nominalo Tarisulf è sta portalo in letica fuora de Milan per andar a caxa sua in Alemagna ; e lui lo vele partir et intese era slà data una paga a li lanzinech,- et per darla haveano tolto danari ad imprestedo in Milan, et volendo averne di allri hanno dimandò a la città qual si ha excusalo non poterli dar, e li cesarei dissono almen li servisseno di stara 12 milia di farina, etiam si scusono non le haver. Dice il Duca andava megliorando, et che quelli dii castelo escono fuora per la via dii zardin al suo piacer, et in caslello olirà li allri capitami è Maxin da Lodi e allri nominali in le ledere. Item, scrive che per uno vien di Alexandria, partì eri a hore 21, dice quelli fanti italiani non esser mossi per non haver auto danari; ma ben li aspectano. Item, per uno vien di Trento ha inleso de lì non esser alcuna molion, el che volendo mandar alcuni fanti a Riva, quelli di Riva non li ha voluti aceplar dicendo loro è bastatili a guardar la lerra, ma volendo fhandarli li niellino in ro-cha. Scrive, esso Proveditor ha inteso quanto li scrive, la Signoria nostra zirca l'ordine dalo a li re-dori di Bergamo conforme al suo voler. Item, zer-ca quello li è slà scrillo debbi alegrarse col signor Duca e la Duchessa di la fi a nasuta, scrive ha zà falò 1’ officio e lo farà di novo. Copia di una lettera di 5, 7, 9 Dezembrio 1525, 307 di domino Isaia da Milan, ricevuta a dì 11 a Brexa, portata per Antonio da Montebel-luna di la compagnia dii magnifico domino Antonio di Castello. Qua ho inleso come grisoni domandano tregua al castellano de Musso per 6 mexi, et lui la voria